Cna, le aziende di Amandola tra post sisma, rincari ed emergenza sanitaria. Paciotti: «Fare impresa qui è sempre più complicato»

AMANDOLA - Prima le zampate all'economia da parte del terremoto e della pandemia, poi le bollette e il carburante alle stelle a causa del caro energia: fare impresa nelle aree interne della provincia è sempre più difficile. Il responsabile sindacale Cna per la zona montana: «Stanno arrivando fatture per l’energia elettrica relative al quinquennio 2016-2021: si tratta di maxi bollette tra i 30 e i 45 mila euro, risalenti al periodo post sisma, che ora devono essere saldate»

L’onda lunga della crisi economica, le difficoltà “congenite” legate alla logistica, le zampate del sisma prima e dell’emergenza sanitaria poi. E adesso ci si mette anche il caro energia, che vuol dire bollette e carburante alle stelle. Fare impresa nelle aree interne della provincia è sempre più complicato, per usare un eufemismo. Lo racconta Giuseppe Paciotti, presidente del direttivo Cna Zona Montana: «È un momento durissimo per le aziende del territorio, già svantaggiato a causa dei collegamenti viari datati e delle difficoltà logistiche che conosciamo bene. La sospensione del pagamento di cartelle esattoriali e utenze per l’area del cratere è terminata e gli imprenditori si trovano con l’acqua alla gola. Il combinato disposto delle problematiche derivanti da crisi, pandemia e caro energia genera un clima pesante e le attività economiche sono in forte sofferenza».

Andrea Ricci, responsabile sindacale Cna per la zona montana, riferisce di tanti imprenditori alle prese in queste settimane con le famigerate bollette da urlo: «Stanno arrivando fatture per l’energia elettrica relative al quinquennio 2016-2021: si tratta di maxi bollette tra i 30 e i 45 mila euro, risalenti al periodo post sisma, che ora devono essere saldate».

Ricci fa riferimento alle segnalazioni fatte all’ufficio di Amandola da parte di alcuni associati: «Un esempio per tutti: il Bar La Stazione. Daniele Patalocchi e Flavio Valori si sono visti arrivare una bolletta da 30 mila euro per gli anni 2016-2020, a cui si aggiungono quelle della spesa corrente, ovviamente rincarate. I titolari dovranno ora richiedere un piano di rateazione che sia per loro sostenibile, dopo aver avuto a che fare anche con il passaggio ad un nuovo gestore energetico e tutte le incombenze derivanti».

Nella stessa situazione un allevamento della zona: «La bolletta relativa al periodo post sisma – prosegue Ricci – è di 45 mila euro. Sia chiaro: le cifre sono in linea con il consumo dei 5 anni citati, ma lo sblocco della fatturazione del periodo sospeso è coinciso con l’aumento dei prezzi dell’energia e le difficoltà economiche legate alla situazione pandemica».

Da un’indagine di CNA emerge che il 95% delle imprese intervistate ritiene che il caro-bollette avrà un forte impatto sulla propria attività: «Per fronteggiare il caro-energia – riferisce il direttore generale Alessandro Miglioreoltre la metà degli intervistati si vedrà costretto a ritoccare i listini, in particolare manifattura e costruzioni, mentre le aziende di trasporto, di servizi alle imprese e alla persona indicano che manterranno invariati i prezzi. L’impennata dei costi energetici provocherà un taglio dei margini di guadagno per il 77,5% del campione, per altri (6,8%) si prospetta il fermo dell’attività a causa di costi insostenibili, con punte del 24% nel settore del turismo».

«Gli interventi approvati dal Governo nel Decreto Sostegni Ter sono utili – chiosano Paciotti e Migliorema è necessario individuare rapidamente soluzioni efficaci e strutturali».


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