«’Ne virtutes sileantur’. In ricordo del professor Giuseppe Broccia-docente emerito dell’Unimc. Si è spento a Bari, all’età di 92 anni, il professor Giuseppe Broccia, per 30 anni docente di Lingua e Letteratura Latina presso l’Università di Macerata. Temutissimo per il suo rigore e la sua proverbiale inflessibilità, ma ancor più amato e stimato per l’intelligenza acuta, la cultura vastissima, il rigore morale, l’umanità profonda che nascondeva sotto un carattere burbero ed ispido». Inizia con queste parole il ricordo del dirigente scolastico e da alcuni insegnanti del Liceo Classico “A. Caro” di Fermo, suoi ex allievi.
«Raffinatissimo filologo, con le sue memorabili lezioni asciutte e mai retoriche insegnava il rigore e la precisione con cui avvicinare i testi classici. Intorno alla sua persona era sorta una ricchissima aneddotica, tramandata attraverso intere generazioni di studenti. Ha dato molto al nostro territorio. Ai suoi allievi ha lasciato una grande eredità, una lezione di libertà e di dignità. Vogliamo ringraziarlo e salutarlo con le parole di Concetto Marchesi con cui egli stesso ha concluso una delle sue ultime pubblicazioni: “Oltre e sopra il regolamento, qualunque esso sia, c’è il maestro. Il fastidio o il gradimento, l’interesse o la noia, l’equilibrio o il disordine dipendono da lui, dall’uomo che insegna. Si può ridurre il pane al maestro, si può levargli anche la libertà, ma non la facoltà di penetrare nell’animo dell’alunno e richiamarlo alla luce e alla gioia della conoscenza”. Grazie professor Broccia. Lei è stato un vero maestro».
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