Un’emergenza economica e politica: così la guerra in Ucraina trasforma quello che fino a ieri abbiamo chiamato “allarme bollette”. Dicono i vertici della Cna Fermo Emiliano Tomassini e Alessandro Migliore: «Il rischio di una ulteriore stretta sulle forniture del gas russo potrebbe compromettere la produzione e la competitività delle imprese, già pesantemente gravate dagli aumenti del caro energia. Sulla ripartenza delle piccole e medie imprese e sulla ripresa economica si aggira adesso lo spettro di un ritorno delle tensioni inflazionistiche».
I rincari energetici non hanno risparmiato nessuno: tra il 2019 e il 2021 la bolletta è aumentata del 33% per le costruzioni, di poco meno per i trasporti (31,9%) e per la manifattura (29,9%).
A causa degli aumenti Cna stima che il 10% delle aziende marchigiane dovrà ridurre l’attività e il 4% arriverà a doverla sospendere, in attesa di tempi migliori e di bollette energetiche sostenibili. Nello specifico, con il prezzo dell’energia esploso del 112% solo per il primo trimestre dell’anno e rincari anche sui beni intermedi e semilavorati, alle imprese non resta che tagliare drasticamente i margini, come prevede il 77,5% degli intervistati o aggiornare i listini più spesso (42%), effettuare altri tagli di spesa (43,8%) o rinviare gli investimenti (37%). Non mancano poi soluzioni più drastiche. Il 10% del campione ritiene che dovrà ridurre l’organico, il 7,6% pensa di dover tagliare il monte retribuzioni e addirittura nel 6,8% dei casi di chiudere l’attività.
«Tutto questo, se dovesse protrarsi a lungo – proseguono da Cna Fermo – avrebbe effetti drammatici sull’economia marchigiana. E’ necessario che l’intervento del Governo per compensare parzialmente l’impennata delle bollette sia affiancato da interventi strutturali, in particolare sulle piccole imprese, che sopportano i maggiori oneri».
Tomassini e Migliore ritengono quindi prioritario un intervento per rivedere i meccanismi per la formazione del prezzo all’ingrosso dell’energia «perché artigiani e piccole imprese pagano 4 volte di più rispetto a una grande azienda e il 35% in più rispetto alla media europea».
L’aumento della bolletta energetica sta mettendo a serio rischio la tenuta di molte attività economiche, che faticano a pianificare una strategia di investimento a medio-lungo termine. «In questo contesto – concludono Tomassini e Migliore – risulta inoltre fondamentale integrare il sistema di garanzia finanziaria pubblica con un forte sostegno ai Confidi per supportare la domanda di liquidità delle imprese».
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