«Scusa Ucraina, la Russia non è questo», lo sfogo dello chef Nikita Sergeev

PORTO SAN GIORGIO - Lo chef stellato del ristorante l'Arcade: «Oggi mi vergogno davanti al mondo intero, non voglio uscire di casa. Non mi vergogno della Russia come paese, perché non sono i civili, non la cultura e non le tradizioni che hanno preso la decisione e stanno combattendo oggi»

Nikita Sergeev

«Questa mattina mi ci è voluto del tempo per mettere a posto nella mia testa tutta l’ansia, la rabbia e l’odio per la situazione attuale. Purtroppo le mie previsioni sono state confermate». E’ un Nikita Sergeev sconsolato ma anche indispettito quello che dà sfogo alla sua rabbia per l’invasione russa in Ucraina. Chef stellato, alla guida del ristorante sangiorgese L’Arcade, Sergeev è di origini russe ma da anni vive in Italia. Oggi però torna a parlare anche in cirillico (e infatti il suo sfogo su Facebook è in entrambe le lingue). «Alla Russia spetta isolamento e solitudine. Ed inoltre il senso di colpa a lungo termine per le azioni compiute dietro le spalle per la maggior parte di persone che vivono pacificamente».
«Oggi – continua lo chef – mi vergogno, mi vergogno davanti al mondo intero, non voglio uscire di casa. Non mi vergogno della Russia come Paese, perché non sono i civili, non la cultura e non le tradizioni che hanno preso la decisione e stanno combattendo oggi. Mi vergogno che per molti anni non abbiamo potuto, e in una certa misura non abbiamo voluto, far fronte a Putin, che oggi ci ha portato tutti in questa crisi. Non ho scelto io questo presidente. Non ho scelto questa strada. Scusa Ucraina! Scusa Mondo».

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