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La protesta dei balneari sbarca a Roma. Montagnoli (Sib) «Difendiamo il nostro lavoro»

ROMA - Centinaia di operatori balneari hanno preso parte stamane alla manifestazione di protestata contro il sistema di riforma delle concessioni demaniali a Roma. Presente anche una delegazione dalla provincia di Fermo. «Difendiamo il nostro lavoro» dice Romano Montagnoli del Sib.
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di Sandro Renzi

Sfilano per le vie di Roma, al loro fianco compaiono anche tante fasce tricolore. Sono quelle indossate dagli amministratori locali che stamattina hanno deciso di scendere in piazza insieme ai balneari per protestare contro l’emendamento del Governo Draghi che dal 2024 farà finire a gara tutte le concessioni di spiaggia italiane, di fatto recependo la direttiva Bolkestein sui servizi la cui applicazione è stata più volte oggetto di proroga. Ma adesso, nero su bianco, il Governo ha fissato dei paletti ben precisi vanificando anche le proroghe al 2033 ottenute da tantissimi concessionari. C’è inoltre una sentenza del Consiglio di Stato che ha decretato proprio la messa a gara pubblica delle concessioni e contro la quale i balneari hanno fatto ricorso.

Ecco allora la decisione di manifestare oggi a Roma. Una decisione condivisa dalle principali sigle sindacali di categoria. In coro gli operatori dicono no a quella che definiscono «una legge vergogna». Non sono disposti a mettere a gara le loro aziende per le quali hanno investito migliaia di euro. «Siamo qui per difendere il nostro lavoro». E tanti sono partiti anche dal Fermano. Una delegazione a cui hanno preso parte l’assessore Maria Antonietta di Felice per il Comune di Fermo e Teresa Scriboni della Confcommercio Marche centrali della provincia fermana. E proprio quest’ultima sul suo profilo Facebook ha scritto che «questo provvedimento non riconosce ai balneari il loro valore aziendale e soprattutto decreterà la fine dell’impresa familiare. Arriveranno i giganti del turismo, aumenteranno i prezzi ma soprattutto finirà la gioia di andare da chi conosci da una vita e ti chiede come stai». I timori insomma ci sono e solo nel Fermano finiscono per interessare almeno una novantina di aziende il cui futuro adesso è tutto da scrivere. La prossima settimana in Commissione inizierà la discussione sul decreto e verranno definiti i criteri per i bandi. «Siamo molto preoccupati per il futuro -dice Romano Montagnoli del Sib- le Commissioni hanno fatto già le audizioni ed il 14 marzo scadono i termini per presentare gli emendamenti. A quel punto si tornerà nuovamente in aula al Senato per l’approvazione. Entro sei mesi dovrebbero infine arrivare i decreti attuativi». Questo sommariamente l’iter previsto e se tutto filerà secondo quanto deciso dal Governo dal 1 gennaio 2024 gli chalet andranno all’asta. Dal canto loro i Comuni avranno a disposizione un anno per fare le gare  con un aggravio di lavoro non indifferente. «Non sono stati coinvolti gli enti locali, la mappatura non esiste -prosegue Montagnoli- vogliamo che venga riconosciuto il valore aziendale a chi perderà la concessione, ma anche la validità delle proroghe già rilasciate». Tra le altre richieste il ricorso ad una disciplina transitoria per tutelare il lavoro dei balneari ed il riconoscimento del diritto di prelazione.

 


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