Sei anni compiuti ma ancora alla Materna, obbligo mascherina. I genitori: «Paradosso»

SCUOLA - La civile protesta delle famiglie si era concretizzata dapprima in una raccolta firme che ha attestato la generale solidarietà anche dei nuclei che, in relazione all'età dei propri figli, non presenta questo genere di problemi. Successivamente le famiglie hanno deciso di inviare la segnalazione/protesta tramite mail direttamente a ministeri della Salute, dell'istruzione e delle Pari Opportunità e Famiglia. Ma fino ad ora nessuna risposta è arrivata

Scuola dell’infanzia e utilizzo delle mascherine anti-Covid. Il problema che si è creato con il Decreto Legge del 24 marzo 2022 n. 24 riguarda l’obbligo nell’utilizzo di tali mascherine chirurgiche per tutti gli alunni di età superiore a 6 anni, quindi anche all’interno delle scuole dell’infanzia. Una situazione paradossale che riguarda alcune famiglie, costrette a mandare in classe alunni con regolare mascherina in un contesto, invece, di generale libertà. Fatto che crea non solo disparità di trattamento in senso generale, ma anche ricadute pratiche di malessere e senso di ingiustizia negli stessi bambini.

A sollevare il problema è un gruppo di genitori, che scrivono: «Appare paradossale come in piena fase emergenziale si sia applicata con buon senso una deroga che tenesse conto del contesto scolastico di riferimento dei bambini interessati, mentre con l’ultima circolare del 24 marzo 2022 n. 24, in fase post emergenziale si prendano provvedimenti restrittivi e discriminatori».

«Di tutto questo appare evidente la contraddizione – continuano – dato che il decreto in oggetto mira a normalizzare la situazione pandemica e a ridurre le restrizioni, non certo ad aumentarle, soprattutto, a spese dei più piccoli».

La civile protesta delle famiglie si era concretizzata dapprima in una raccolta firme che ha attestato la generale solidarietà anche dei nuclei che, in relazione all’età dei propri figli, non presenta questo genere di problemi. Successivamente le famiglie hanno deciso di inviare la segnalazione/protesta tramite mail direttamente a ministeri della Salute, dell’istruzione e delle Pari Opportunità e Famiglia. Ma fino ad ora nessuna risposta è arrivata.


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