Troppi incidenti in contrada San Pietro Vecchio, i residenti alzano la voce: «La Provincia intervenga»

FERMO - Chiedono interventi risolutori, ma soprattuto concreti, in un'arteria viaria divenuta con il tempo sempre più transitata e teatro di rocamboleschi sinistri stradali. Sempre più spesso si registrano gravi danni ai mezzi e ai beni dei privati, mettendo a rischio l'incolumità dei conducenti e di chi vive in quella via: «Questione di sicurezza stradale e pubblica che va risolta»

 

di Leonardo Nevischi

Sicurezza. Non chiedono altro i residenti della contrada San Pietro Vecchio, a Fermo, che da diversi anni sono costretti ad inviare continue mail e segnalazioni alla Provincia. Vogliono interventi risolutori, ma soprattuto concreti, in un’arteria viaria divenuta con il tempo sempre più transitata e teatro di rocamboleschi incidenti stradali.

L’ultimo in ordine cronologico si è verificato nella notte di domenica, quando una Seat Ibiza dopo esser uscita dalla sede stradale è finita in un campo e si è ribaltata (leggi l’articolo). Quello che non vi avevamo raccontato, però, era che le auto terminate fuori strada erano due, una a pochi minuti dall’altra. L’altra vettura in questione era una Volkswagen Golf e quest’ultima, stando alle prime ricostruzioni, sarebbe finita all’interno di un orto privato distruggendo diverse piantagioni. «Fortunatamente, se in un contesto simile si può usare questa espressione, i due incidenti sono avvenuti nel medesimo tratto stradale, nello stesso senso di marcia ed in brevissima sequenza l’uno dall’altro – racconta Laura, una residente della zona -. Altrimenti, si sarebbero registrate conseguenze molto più drammatiche. Infatti, subito dopo il primo sinistro molta gente si è precipitata in soccorso dell’automobilista e se la seconda auto fosse sopraggiunta con qualche minuto di ritardo avrebbe potuto colpire tutti».

E, ormai, per chi vive in contrada San Pietro Vecchio questi scenari sono diventati abitudinari. Gli incidenti si susseguono ormai periodicamente con gravi danni ai mezzi, ai beni dei privati, quali recinzioni e muretti, e mettendo a rischio l’incolumità dei conducenti e di chi transita in quella via. «Vediamo scene simili almeno quattro o cinque volte all’anno – spiega Sara, un’altra residente della zona -. Chi vive in quella casa e lavora su quella terra, di fatto, rischia la vita ogni volta che un auto attraversa quella strada. Se fosse successo di giorno con qualcuno che in quel momento stava lavorando lì le conseguenze sarebbero state ben peggiori». E, a riguardo, ne sa qualcosa Giuseppe Sgariglia, un altro residente che in uno dei numerosi incidenti è uscito dal suo orto «esattamente dieci minuti prima che la macchina sfondasse la recinzione ed entrasse nel campo».

I cittadini, residenti e non, da anni segnalano la pericolosità di quella strada chiedendo di intervenire perché sia resa più sicura, ma il loro appello resta ancora inascoltato. «Ho scritto più volte alla Provincia di Fermo palesando il problema – seguita il signor Sgariglia – e ad inizio 2020 il Dirigente provinciale del settore viabilità infrastrutture urbanistica mi ha risposto che la mia era una “lagnanza”. In qualità di cittadino che espone un problema, non è confortante sentirsi rispondere così da un amministratore pubblico. Qui non stiamo parlando solo di danni materiali o di sicurezza stradale per chi transita in quella strada a bordo della propria vettura, bensì soprattutto di una questione di sicurezza per chi vi orbita quotidianamente intorno, come i bambini che giocano fuori casa o i ciclisti che nel weekend costeggiano la strada. Ad oggi, ringraziando Dio, nessuno si è fatto ancora male: mi auguro che questo non avvenga ma che in Provincia qualcuno apra gli occhi prima che succeda il peggio».

Le possibili soluzioni? «Ci sarebbe bisogno di un sistema che rallenti fisicamente le auto – sottolinea Giuseppe Sgariglia -. C’è un limite di 50 km/h ma se uno non lo vede o non lo rispetta serve a poco, pertanto c’è bisogno di un sistema che costringa il conducente a rallentare a tutti i costi. I classici dossi sarebbero pericolosi perché, ad alta velocità, fungerebbero da trampolino per le vetture e il rischio sarebbe maggiore. La Provincia ha comunicato che sulle strade provinciali gli attraversamenti pedonali rialzati non possono essere installati. Dunque si potrebbe optare per un semaforo intelligente o per un restringimento della carreggiata ad una sola corsia con doppio senso di marcia. Tuttavia queste sono solo idee, non sta a me deciderlo. Fino ad ora l’unica risposta che noi residenti abbiamo ricevuto riguarda la possibilità di costruire a nostre spese un muretto di contenimento, ma in quella via vi insiste una fognatura e non vi è possibilità di costruirvici sopra. Occorre che sia la Provincia in prima persona ad intervenire per risolvere una questione di sicurezza stradale e pubblica sempre più critica».

 

 

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