
di Sandro Renzi
Luci spente in diversi attività, qualcuno ne ha approfittato per abbassare anticipatamente le saracinesche. Bar, pizzerie, bistrò, negozi di abbigliamento del centro e non solo di Porto San Giorgio hanno aderito questa sera all’iniziativa #IoSpengo dalle 19.30 alle 20.30. Giù gli interruttori per lanciare un segnale chiaro al Governo: spegniamo noi prima che ci spengano loro. Così si legge nel volantino, stampato dalla Confcommercio che ha raccolto le adesioni, e affisso in tante vetrine, da nord a sud della città, che hanno deciso di partecipare alla protesta simbolica contro il caro energia, che rischia di avere effetti pesantissimi sulle casse delle piccole e medie attività commerciali.
Un tessuto economico che potrebbe saltare di fronte a bollette dagli importi spropositati come quelle che stanno arrivando in questi giorni. Da viale Buozzi a viale Don Minzoni, passando per via Mazzini e via Gentili, sono almeno una trentina gli esercizi che hanno deciso di spegnere le luci puntualmente alle 19.30. «Vogliamo dimostrare che le luci spente nelle nostre attività spengono anche la città» afferma Alessandro Mostrato che è il vero ideatore dell’iniziativa. Nella sua pizzeria è stato spento anche il forno. I numeri sono più eloquenti di qualsiasi altra parola. Ci sono ristoratori che da circa 3mila euro sono passati ad oltre 8mila di bollette. Il caro energia potrebbe avere l’effetto di ripercuotersi tanto sui prezzi dei prodotti venduti quanto sulla possibilità di dover tagliare il personale per rientrare dei maggiori costi. Anche l’Amministrazione comunale ha garantito la sua adesione spegnendo in solidarietà degli operatori le luci delle fontane.


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