«La scomparsa repentina e improvvisa di Amedeo Grilli mi ha molto sconvolto. È una perdita veramente grave per il mondo delle Fondazioni di origine bancaria e delle Casse di Risparmio, quest’ultime ormai ridotte a poche unità in Italia; ma soprattutto per la sua Città ed il suo territorio. La mia solidarietà alla moglie e ai familiari, agli Amministratori della Fondazione e della Cassa». A parlare è Giuseppe Guzzetti, ex presidente dell’Acri (associazione Fondazioni di origine bancaria e Casse di Risparmio) e presidente Fondazione Cariplo, sconvolto per la scomparsa del presidente Carifermo, spentosi ieri all’età di 75 anni.
«Ho conosciuto Amedeo Grilli, da presidente dell’Acri, l’associazione delle Fondazioni di origine bancaria e delle Casse di Risparmio, tanti anni fa quando lui – continua Guzzetti – era Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e successivamente da presidente di Carifermo Spa.
Nel tempo si è consolidata da parte mia una grande stima ed un vivo apprezzamento che si sono rafforzati in questi anni. Ho avuto modo di constatare il rigore morale, l’attenzione ai problemi economici e sociali della provincia di Fermo e alla sua competenza professionale.
In Fondazione ha avuto particolare attenzione e sensibilità ai temi sociali della sua terra: giovani, anziani, persone in difficoltà che dovevamo essere recuperate ad una piena partecipazione alla propria comunità. Per i giovani in particolare aveva una attenzione forte e sensibilità intensa. Ricordo una sua frase “i giovani sono il futuro e dobbiamo fare in modo che si preparino nelle migliori condizioni a questo futuro“.
Come presidente della Cassa, ad Amedeo Grilli vanno riconosciuti alcuni importanti meriti. Ha difeso la presenza di Carifermo Spa, nonostante le difficoltà che una Cassa di Risparmio di medie dimensioni incontrava e incontra nei cambiamenti epocali dell’economia e della finanza.
In questa sua azione ha saputo mantenere in equilibrio i conti della Cassa, produrre utili da destinare alla Fondazione e, soprattutto, supportare il tessuto economico e produttivo di Fermo e del suo territorio. L’auspicio è che il suo esempio luminoso possa orientare l’attività di coloro che raccoglieranno la sua eredità».
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