Turismo, la denuncia dell’Officina Trenino: «Numeri falsati da ricettività sommersa»

PORTO SAN GIORGIO - Dopo i dati sul turismo, il Csa dice la sua e attacca l'amministrazione: «Non si vuole o non si sa come contrastare il fenomeno, chi governa Porto San Giorgio sembra non recepire nessuna esigenza di discontinuità nelle politiche abitative: si parla di attrattività, eventi e promozione, e questo non fa che fomentare ancora lo sfruttamento all’osso ed esentasse della città»

Il centro sociale Officina Trenino

«Da pochi giorni pubblicata dalla Regione Marche, la classifica istituzionale delle località turistiche non vede in lista la presenza di Porto San Giorgio, apriti cielo. Lo ripetiamo per l’ennesima volta: la locazione breve di seconde case è economia sommersa, esentasse e offshore, i cui numeri non partecipano alle classifiche. Il motivo dell’esclusione dalla lista è questo, il turismo non manca affatto, è soltanto malamente nascosto». A sostenerlo è il Csa Officina Trenino che da tempo preme sul tema delle ‘presenze sommerse’ in città, per farla breve, non dichiarate.

«Tirate un sospiro di sollievo, non abbiamo solo 17 hotel, 21 b&b e 20 affittacamere per un totale di 1340 posti letto ufficiali al giorno. Abbiamo anche un migliaio di case disponibili (consultabili su internet) e altrettante seconde case vuote, disponibili solo per affitti temporanei da ottobre a maggio.
Un sito di settore invece ci avverte che gli appartamenti disponibili in affitto per una residenza di almeno 12 mesi sono solo 4 e a prezzi esorbitanti. Oppure no, rimanete in apnea: che questa economia sommersa la sconti chi non ne approfitta è l’altro piatto della bilancia. L’imprenditore alberghiero con la concorrenza sleale, l’abitante pagando più tasse e ricevendo meno servizi, chi cerca indipendenza dalla famiglia si scontra con i costi degli affitti esorbitanti e la mancanza di case disponibili, il commerciante non stagionale con la stagnazione causata dai lunghi mesi in cui non si affitta a nero e le case sono vuote.

Da Porto San Giorgio si fugge, la popolazione stanziale va via neanche troppo lentamente, mentre i numeri della città sono ‘drogati’ dalle residenze fittizie di chi non vuole pagare l’Imu sulla seconda casa e da agenzie immobiliari per affitti brevi turistici. Non si vuole o non si sa come contrastare il fenomeno, chi governa Porto San Giorgio sembra non recepire nessuna esigenza di discontinuità nelle politiche abitative: si parla di attrattività, eventi e promozione, e questo non fa che fomentare ancora lo sfruttamento all’osso ed esentasse della città. I sangiorgesi sono da anni in via d’estinzione, 2000 residenti persi in 5 anni, non più considerati come il motore della città ma come comparse scomode di un luna park semi abusivo. Ironia della sorte: chi si avvantaggia di questo gioco al massacro in genere abita altrove. Ironia sull’ironia: anche chi balbetta le solite ricette abita altrove».


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