di Antonietta Vitali
«Abbiamo a che fare con ragazzi che devono essere abituati alla legalità, allo studio, al ragionamento, perché rappresentano il nostro futuro» sono queste le parole di Bruno Castagnoli, presidente del Tribunale di Fermo, intervenuto alla presentazione dei progetti sulla legalità nelle scuole avvenuta a Fermo all’auditorium San Filippo Neri ieri pomeriggio.
Un importante lavoro di squadra messo in campo dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Fermo, dal Consiglio Nazionale Forense, dalla Fondazione dell’Avvocatura Italiana, patrocinato dal Comune di Fermo e dalla Provincia di Fermo, con lo scopo di portare il concetto di legalità nelle scuole. Tre gli ordini scolastici coinvolti: la scuola primaria, la scuola secondaria di primo grado, la secondaria di secondo grado, per un totale di più di mille studenti frequentanti le scuole che hanno aderito all’iniziativa. Si immergeranno nel diritto imparando a sviluppare la logica, gli studenti delle otto scuole superiori partecipanti al Torneo della Disputa che si svolgerà nel corso di tre fasi: i quarti di finale, la semi finale, la finale (che verrà disputata a Roma) durante le quali le squadre composte da due istituti dovranno argomentare e contro-argomentare su una traccia indicata. Tre le tracce previste, una per ogni fase, scelte a sorte tra le otto presentate, una per ciascuna scuola. Le coppie che si sfideranno sono state anch’esse estratte a sorte e sono così composte:
– Itet Fazzini Mercantini di Grottammare – Liceo Scientifico Statale Leonardo Da Vinci Pescara
– Liceo Classico Statale Annibal Caro Fermo – Istituto Tecnico Tecnologico GM Montani Fermo
– IPSIA Ostilio Ricci Fermo – Liceo Scientifico Statale Polo Carlo Urbani Porto Sant’Elpidio
– Liceo Scientifico Statale Temistocle Calzecchi Onesti Fermo – ITET Carducci Galilei Fermo
“Studio o partita alla playstation? La vita è un negoziato” il tema invece rivolto alle scuole secondarie di secondo grado e presentato dall’avvocato Simona Svegliati. “Bebè nel mondo che vorrei” sarà il tema trattato per le scuole primarie che è stato presentato dall’avvocato Gilda Pacioni.
«Una educazione alla legalità non pensata come una classica lezione alunni-insegnanti – ha riferito il Consigliere del Cnf Donato Di Campli in collegamento video da Pescara – ma come uno strumento per educare anche all’ascolto e allo sviluppo del proprio pensiero».
«Una maniera immediata di portare la legalità all’attenzione dei ragazzi” la dichiarazione del viceprefetto vicario Alessandra De Notaristefani di Vastogirardi che ha assistito anche ad alcune fasi dello stesso progetto svoltosi l’anno scorso dichiarando che «vedere in azione i ragazzi è stata un’esperienza molto interessante».
«Un progetto molto stimolante – le parole di Michele Ortenzi, presidente della Provincia di Fermo – e dalla grande sostanza che fa esercitare i ragazzi sull’importanza dell’uso della parola, abilità indispensabile per esprimersi portando a compimento il proprio pensiero». Fu proprio durante un torneo di disputa a cui partecipò all’università che Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo decise di diventare avvocato penalista: «Un meccanismo, quello dell’argomentare e del contro-argomentare, che permette di sviluppare un meccanismo logico che poi risulta inevitabilmente molto coinvolgente».
Consegna della Respect Bag alla presidente dell’Ordine degli Avvocati di Fermo Fabiana Screpante e alla consigliera Alessia Capretti, da parte dell’avvocato Francesca Palma, in qualità di presidente della Commissioni Pari Opportunità di Fermo e neoeletto membro del Consiglio Nazionale Forense per il distretto marchigiano: «Questo progetto è un grande messaggio di rispetto – ha dichiarato l’avvocato Palma – un messaggio di speranza, di gioia, di educazione alla legalità da diffondere tra i giovani per far capire che il diritto è la nostra vita. Il rispetto del diritto altrui permetterà a tutti di realizzarci meglio e di essere più felici».
«Un grande lavoro di squadra – ha riferito la presidente Fabiana Screpante ringraziando tutte le scuole partecipanti e tutte le istituzioni coinvolte che hanno appoggiato il progetto – che non sarebbe stato possibile senza la disponibilità dei circa quaranta avvocati iscritti all’Ordine del Tribunale di Fermo che lavoreranno fattivamente a questo progetto che per loro rappresenta un importante impegno».
Un ringraziamento speciale rivolto dalla Screpante all’avvocato Alessia Capretti, che è stata anche moderatrice dell’evento, per l’importante lavoro di coordinamento svolto con impegno e passione per questo progetto di legalità nelle scuole. L’augurio della presidente del Consiglio dell’Ordine è stato quello che «questa diffusione della cultura della legalità nelle scuole diventi una prassi costante». A tracciare invece un bilancio dell’edizione precedente, la prima, di questo stesso disegno è stato l’avvocato Michelangelo Giugni che ha parlato di «una esperienza iniziata per noi avvocati con un senso di curiosità perché non sapevamo come avrebbero reagito i ragazzi a questo percorso. Poi è subentrato un vero e proprio senso di stupore quando ci siamo trovati davanti l’entusiasmo degli studenti che sono entrati subito nel vivo della questione e che ha portato il livello della disputa in alto. La gara non è stata, tuttavia, l’obiettivo principale e gli effetti sono stati quelli di un miglior rendimento scolastico, classi più unite e compatte, studenti che hanno scelto la giurisprudenza come loro percorso di studi futuri». Il futuro, insomma, la visione più a lungo termine venuta in mente un po’ a tutti gli intervenuti pensando ai giovani ed espressa perfettamente sempre nell’intervento del presidente del Tribunale di Fermo, Castagnoli nella citazione della Lettera ai Giudici di don Lorenzo Milani nella quale, appunto, il sacerdote riferiva agli uomini di legge la loro necessità di guardare al passato per ricostruirlo nel corso di una causa giudiziaria, e quella dei giovani di avere la mente proiettata al futuro perché è quello che li aspetta. Ed è proprio questa forma mentis che deve essere uno stimolo nella mente degli adulti.
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