«Con un saluto fraterno alla categoria dei Vigili del Fuoco Usb, che in questa giornata di mobilitazione nazionale, hanno revocato lo sciopero, per essere di soccorso alla popolazione dell’Emilia Romagna, colpita dall’alluvione, a cui va tutta la nostra solidarietà, si è svolto anche a Fermo, venerdì, lo sciopero generale nazionale, proclamato dalla Confederazione Usb, che ha visto la partecipazione a livello nazionale, di migliaia di lavoratrici e lavoratori». E’ quanto fanno sapere proprio dalla Usb di Fermo.
«Le motivazioni alla base dello sciopero generale sono tutte legate all’attuale contesto storico, fatto di elevata inflazione, caro energia, aumento del costo della vita, salari che non crescono, difficoltà per le classi sociali più deboli. Usb, chiede un aumento strutturale mensile di 300 euro, altro che le 80/100 euro da luglio a dicembre del cuneo fiscale, del Governo con costi che tra l’altro ricadranno su tutta la collettività), l’introduzione del salario minimo a 10/h come avviene nei paesi industrialmente e socialmente più avanzati, legare i salari all’inflazione, ridurre l’orario di lavoro a parità di salario, alla stregua, degli altri Paesi europei. E poi stabilizzazione dei lavoratori precari, soprattutto nei settori della scuola, dei trasporti e dalla sanità pubblici, fermare le stragi sul lavoro (ad oggi sono 404 in Italia, i decessi riconducibili all’attività lavorativa), introduzione del reato di omicidio e lesioni gravi e gravissime sul lavoro».
«Nello specifico della giornata di sciopero, nella provincia di Fermo – afferma Andrea Matè, del coordinamento Usb – la partecipazione ha avuto una notevole adesione, nei settori del Trasporto Pubblico Locale, nelle Cooperative Sociali, e nel settore degli appalti dei servizi, con punte oltre il 60%, mentre l’adesione è stata intorno al 45% in alcuni settori del Pubblico Impiego». Le mobilitazioni dei lavoratori – aggiunge Matè – a Fermo, come nel resto d’Italia, non si fermeranno, poiché le questioni legate ai diritti e alla sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, sono molteplici, e vanno rivendicate con forza. Per questo, si annuncia una grande manifestazione mazionale, a Roma per il prossimo 24 giugno».
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