
Un primo tentativo non è andato a buon fine. Ma i fondi potrebbero essere rifinanziati dalla Regione. Il Comune aveva partecipato al bando per l’assegnazione di contributi agli enti impegnati nell’aggiornamento dei loro Prg, ma questa volta non è riuscito ad entrare in graduatoria. Chi invece ce l’ha fatta, potrà contare su un discreto contributo che varia in funzione della dimensione dell’ente stesso. A Porto San Giorgio, Comune di terza fascia, sarebbero spettati circa 180mila euro a cui poi si sarebbero aggiunte le risorse dell’ente di via Veneto per un totale di 204.614 euro. Soldi destinati sostanzialmente alle spese di progettazione di un nuovo piano regolatore.
L’Amministrazione non si dà per vinta e si prepara al prossimo bando. Non fosse altro perché anche il programma elettorale prevede tra i suoi obiettivi pure quello di una rivisitazione dell’attuale Prg licenziato nel 1998 per renderlo «più semplice, più snello, più adatto alle esigenze della città e del suo territorio» si legge nel Dup. Per farlo occorre mettere mano ad una pianificazione ormai decennale e superata, tenendo conto, al di là di tanti parametri, anche di un indice all’apparenza innocuo: quello di invecchiamento della popolazione. A Porto San Giorgio nel 2021 si attestava al 397%. Sarà il caso forse di non sottovalutare quello che sta avvenendo sul piano demografico. Va detto che fino ad oggi, in forza dei piani casa varati dalla Regione, sono stati effettuati molti interventi di riqualificazione urbanistica attraverso opere di demolizione, ricostruzione e ampliamento o sopraelevazione. Vecchie case bifamiliari sono state trasformate in palazzine, lo steso dicasi per diverse abitazioni del borgo marinaro che hanno cambiato look. Alcune aree sono state edificate ex novo, su altre sono ancora accesi i riflettori dei costruttori. Per l’Amministrazione Vesprini «le norme del Piano regolatore saranno rimodulate dando incentivi e bonus volumetrici realizzabili affinché il recupero del patrimonio edilizio esistente diventi fattibile ed economicamente sostenibile». Questa l’idea di fondo.
Porto San Giorgio ha una superficie di 8,5 kmq ed una popolazione inferiore alle 16mila unità. Città circondata su tre lati da Fermo, ha una densità abitativa altissima: 1882 abitanti per kmq. L’Ispra, nel suo ultimo rapporto, ci dice che il 37,01% del suolo è stato già consumato. Solo San Benedetto del Tronto, a livello Marche, lo supera. Tra il 2022 ed il 2023 è stato invece consumato suolo per meno di un ettaro a Porto San Giorgio. Ma questo non deve spingere ad abbassare la guardia. Al netto dei vincoli che interessano la collina, di aree a disposizione per nuove abitazioni non ne restano molte. Sarebbe il caso, allora, di studiare e prevedere anche politiche di contrasto all’emergenza abitativa che riguarda le giovani coppie, costrette il più delle volte a lasciare la città d’origine per trovare casa altrove a prezzi un pò più abbordabili. Ciò per frenare pure il calo demografico, ben più consistente di quanto si pensi. Se in passato sono state stimate circa 2500 seconde case, è facile immaginare che la popolazione effettiva sangiorgese sia nella realtà più bassa ed il rischio di scendere paurosamente sotto quota 15mila diventi ogni anno più concreto. Se ciò dovesse verificarsi, il Comune perderebbe una serie di contributi statali e regionali o l’ammontare degli stessi verrebbe notevolmente ridotto in relazione alla cosiddetta fascia di appartenenza.
Sandro Renzi
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