
I sindaci di Ortezzano, Carla Piermarini, e di Petritoli, Luca Pezzani
di redazione CF
«Nello specifico è falsa l’informazione che i Comuni di Ortezzano e di Petritoli abbiano ricevuto indennizzi per procedere all’imposizione di servitù e occupazione temporanea dei terreni sui quali insiste il tracciato del metanodotto. Riteniamo gravissimo che si sia potuta diffondere una tale notizia da parte della suddetta Associazione senza la minima verifica degli atti e senza chiedere ai sottoscritti il minimo confronto in merito». A parlare i sindaci di Ortezzano e Petritoli, rispettivamente Carla Piermarini e Luca Pezzani. Entrambi sono intervenuti in replica alla nota dell’associazione Tutela e valorizzazione della Valdaso.
«Per quanto concerne il metanodotto – proseguono i primi cittadini – autorizzato con Decreto della Regione Marche n. 452 del 14/12/2023, in sede di Conferenza dei Servizi entrambi i sindaci hanno espresso parere negativo nei confronti dell’opera. Il Comune di Ortezzano ha dato avvio all’iter di imposizione di servitù e occupazione temporanea solo in seguito a un sollecito da parte della Regione Marche con previsione di attivazione dei poteri sostitutivi in caso di inerzia da parte del Comune, ritenendo irresponsabile esporre l’ente al rischio certo di essere citato in giudizio per inadempienza con conseguenti ingenti danni da risarcire alla società proponente l’opera pubblica. Il Comune di Petritoli, invece, non ha dovuto procedere a nessuna imposizione di servitù e occupazione temporanea di terreni privati stante l’accordo intervenuto bonariamente con i proprietari dei medesimi terreni. Rimane l’amarezza dovuta al fatto che una scelta legittima e volta a tutelare l’interesse di tutti i concittadini possa essere strumentalizzata e addirittura stigmatizzata a mezzo stampa».
La chiosa di Piermarini e Pezzani: «Si precisa che, come Legali Rappresentanti dei due Comuni, abbiamo fatto tutto ciò che c’era da fare nella battaglia contro la realizzazione del Biodigestore a Force, impegnando economicamente i nostri enti per compartecipare, insieme ad altri Comuni della Valdaso e della Comunità Montana dei Sibillini, alle spese legali necessarie ad arrivare fino al pronunciamento del Consiglio di Stato, che ci si augura possa sovvertire le precedenti sentenze».
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati