«Il Partito democratico di Porto Sant’Elpidio ha espresso la sua preoccupazione per la “grave incapacità” oppure, peggio ancora, la “preoccupante tolleranza” dell’Amministrazione comunale, colpevole, secondo i dem, di non aver vigilato e non aver fatto rispettare le regole su eventi di pubblico spettacolo e somministrazione nel periodo estivo su un’area privata del lungomare». Oggi arriva la replica del sindaco Massimiliano Ciarpella.
«La nota del Pd fa riferimento a 22 richieste, ma gli eventi organizzati nel periodo indicato sono stati 10. Come sempre si è svolta attività istruttoria da parte degli uffici, che in alcuni casi, essendo stata presentata la Scia a poche ore dallo svolgimento degli eventi, ha potuto essere eseguita solo a posteriori. Dalle verifiche effettuate è emerso che in 4 casi le domande erano regolari, in altri 6 sono state riscontrate delle irregolarità, in relazione alle quali – spiega il primo cittadino – sono stati eseguiti gli accertamenti previsti dalla legge. Parliamo di procedure amministrative di un privato su area privata e non c’è discrezionalità politica alcuna.
È ovvio che tutte le attività debbano rispettare le regole e da parte di questa amministrazione non ci sono mai stati favori o negligenze, né ce ne saranno in futuro. Le verifiche sono competenza degli uffici e della polizia locale. Ruolo della politica è lavorare per la valorizzazione del territorio e favorire gli investimenti. Per più di un decennio abbiamo avuto l’estremo nord della città completamente abbandonato al suo destino e un investimento milionario per una strada che portava al nulla, strada che ci costò tra l’altro lo sforamento del patto di stabilità, con conseguenze economiche che l’ente ha scontato per anni e sta continuando a scontare.
Oggi, attraverso gli opportuni strumenti urbanistici e un’armonica visione di sviluppo, si vede finalmente una prospettiva di rilancio dell’area.
È sorprendente, infine, essere accusati di comunicare attraverso la stampa anziché in Consiglio comunale, quando questo tema non è mai stato sollevato dalla minoranza in aula consiliare e i primi a sollevarlo sulla stampa sono stati loro stessi».
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