Forza Italia interviene sulla sanità. Marcozzi: «Medici di famiglia presidio di libertà. Sì alla medicina di prossimità»

ANCONA – Difesa del rapporto convenzionale per i medici di medicina generale e rifiuto della trasformazione in dipendenti del servizio pubblico. La capogruppo Marcozzi: «La vera risposta risiede nel rafforzamento della medicina di gruppo e degli studi associati, gli unici in grado di garantire reperibilità e vicinanza».

Jessica Marcozzi

Il Gruppo Regionale di Forza Italia, guidato da Jessica Marcozzi, interviene con fermezza nel dibattito sulla riforma della medicina territoriale. La linea politica è netta: difesa del rapporto convenzionale per i Medici di Medicina Generale e rifiuto categorico di qualsiasi ipotesi di trasformazione in dipendenti del servizio pubblico. Nelle Marche, gli azzurri rivendicano la coerenza di un percorso avviato nel 2025 con l’approvazione dell’Accordo Integrativo Regionale (AIR). Tale strumento è stato concepito per contrastare la grave carenza di personale – con oltre 160 zone carenti e numerosi pensionamenti all’orizzonte – incentivando il “Ruolo Unico” nel pieno rispetto dell’autonomia professionale.

«La direzione intrapresa è chiara: potenziare l’assistenza territoriale senza snaturarne l’identità – sottolinea Marcozzi -. Sosteniamo una riforma che preveda una presenza strutturata, anche nelle Case della Comunità, ma rifiutiamo una subordinazione gerarchica che minerebbe le cure di prossimità. Trasformare i medici in dipendenti è un’illusione ricorrente che non risolve le criticità del sistema. La vera risposta risiede nel rafforzamento della medicina di gruppo e degli studi associati, gli unici in grado di garantire reperibilità e vicinanza. Il professionista deve restare un punto di riferimento autonomo, agendo come filtro essenziale senza l’appesantimento di vincoli burocratici». Il Gruppo Consiliare di Forza Italia nelle Marche ribadisce quindi il proprio impegno per una sanità “su misura”: maggiore integrazione tra strutture pubbliche e territorio, incremento delle ore dedicate alla comunità, ma assoluto rispetto per quel legame fiduciario che rappresenta il cuore pulsante del nostro sistema sanitario.


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