«Continuiamo in questi giorni ad assistere a una narrazione da parte dell’amministrazione comunale di Sant’Elpidio a Mare sulla vicenda Italgas, come se si trattasse dell’Armageddon finale: una vicenda capace di portare il Comune al dissesto finanziario e di aprire una crisi tale da impedire all’amministrazione di mantenere quanto promesso in campagna elettorale. Siamo già intervenuti sulla questione spiegando chiaramente, numeri alla mano, che non è così.Tuttavia questa amministrazione, fedele all’idea che ripetere continuamente la stessa bugia finisca per trasformarla in verità, continua a insistere. E allora insistiamo anche noi, perché non si può permettere che ai cittadini passi questo messaggio sbagliato». E’ quanto tornano a rimarcare dal Pd di Sant’Elpidio a Mare, guidato da Loredana Marziali.
«La causa Italgas, prima di tutto, non è stata avviata dal Comune, ma da Italgas. Il motivo è semplice: al momento del riscatto delle reti, l’amministrazione comunale effettuò una valutazione inferiore rispetto a quella richiesta da Italgas, che pretendeva 5 milioni e 600 mila euro. All’epoca il Comune versò 1 milione e 800 mila euro, la cifra necessaria per procedere immediatamente al riscatto. Nel frattempo il Comune, fino sal 2022, ha incassato circa 350 mila euro all’anno per oltre 10 anni, una somma importante, oltre ad aver ottenuto estensioni di rete in diverse parti del territorio. Negli ultimi cinque anni, mentre la causa arrivava a definizione presso il Tribunale di Fermo, Italgas – continuano i dem nella loro nota stampa – ha smesso unilateralmente di versare queste somme. Oggi il Comune di Sant’Elpidio a Mare vanta quindi nei confronti della società un credito, oltre agli interessi maturati piuttosto consistenti, in grado di coprire larga parte della somma necessaria, avendo il giudice invitato le parti a trovare un accordo proprio attorno a quella cifra: 2 milioni di euro. Illuminante in merito il passaggio dei revisori dei conti in bilancio, che giudica le somme accantonate e da riscuotere, tali “da non pregiudicare l’equibrio finanziario“. In caso contrario si andrà a giudizio. Ed è difficile pensare che un giudice, dopo aver indicato una cifra di riferimento, possa poi riconoscere a Italgas un importo superiore.
Risulta fuorviante e scorretto, a nostro avviso, anche parlare di soccombenza del Comune. La causa intentata da Italgas era infatti di 3,88 milioni. Con una chiusura a 2 milioni, il Comune risparmierebbe quasi 1,9 milioni, vedendo riconosciute di fatto buona parte delle sue ragioni. Questo è il famoso contenzioso Italgas sul quale è ora di smettere con le speculazioni politiche».
«Siamo ormai abituati a un’amministrazione che, dopo aver promesso mari e monti in campagna elettorale, oggi – si passa alla critica politica – deve fare i conti con le risorse disponibili e con le aspettative create, e allora cerca un colpevole da indicare. Lo schema è quello classico del governo Meloni: quando il centrodestra arriva al governo, a tutti i livelli, la prima operazione è gridare ad un fantomatico buco di bilancio e individuare un “mostro” responsabile di tutto. A livello nazionale il mostro viene indicato nel Superbonus; a livello cittadino è stata costruita la questione Italgas. Ma i numeri raccontano altro anche in questo caso.
Comprendiamo che per i cittadini sia difficile orientarsi e che la parola dell’opposizione possa sembrare equivalente, se non meno credibile, rispetto a quella dell’amministrazione. Tuttavia i numeri “hanno la testa dura”, e per questo ne ricordiamo due molto semplici. Il bilancio consuntivo del 2025 si è chiuso con un avanzo di circa 700 mila euro, di cui 500 non vincolati. Un risultato che testimonia lo stato di salute dei conti e che deriva soprattutto dalla gestione del commissario prefettizio, che ha amministrato l’ente per la maggior parte del tempo dell’anno di competenza. C’è poi un altro elemento significativo contenuto nel bilancio preventivo approvato a dicembre, il primo di questa amministrazione: l’accensione di un mutuo da circa 1 milione e 300 mila euro. È evidente che un ente in difficoltà non potrebbe ottenere un mutuo di questa entità, né dimostrare la capacità di sostenere il pagamento delle rate. Bastano dunque questi due elementi, contenuti in documenti ufficiali e validati dagli organismi di controllo a confermare la solidità dei conti del Comune. Ci sarebbe poi l’aspetto politico, perché mai l’amministrazione Calcinari nominerebbe l’ex assessore al bilancio della precedente giunta (Pignotti) a presidente della commissione bilancio se il bilancio degli ultimi anni risulterebbe così disastroso? Il vero problema riguarda piuttosto le prospettive. Il bilancio, oltre a essere uno strumento tecnico, è anche uno strumento politico. E da questo punto di vista non emergono idee, visioni o segnali di svolta per la città. Basta dire che il milione e trecento mila euro del mutuo è essenzialmente per manutenzioni e non per investimenti. Ci troviamo davanti a un bilancio ordinario, con i conti in ordine, ma privo di novità e di una reale capacità di indicare una direzione nuova per Sant’Elpidio a Mare. Questa è la critica che rivolgiamo all’amministrazione. Tra due anni Calcinari & C. si troveranno ad inaugurare 30 milioni di opere pubbliche tra Pnrr e terremoto lasciate in eredità dalle amministrazioni di centrosinistra, e forse potranno coprire la loro mancanza di iniziative e di idee, ma del loro operato, fino ad ora, non vi è nulla di tangibile per la città».
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