SPAZIO ELETTORALE A PAGAMENTO
Partito in ritardo rispetto agli avversari, Leonardo Tosoni ha da subito manifestato gran voglia di recuperare terreno in questa campagna elettorale per le elezioni amministrative di Fermo in programma il prossimo 24 e 25 maggio, corsa elettorale che lo vede alla guida della coalizione partitica di centrodestra. Lo fa dribblando chi lo accusa di essere troppo giovane e non un vero fermano, «una falsità», attraverso quel mix di pacatezza, sobrietà e decisione che in molti invece gli riconoscono.
«Penso che l’età non sia una categoria della politica – rimarca con fermezza – ci sono molti esempi di politici giovani che hanno ricoperto incarichi importanti più o meno alla mia età. L’importante è fare i conti con il programma elettorale, con le idee, la visione e l’atteggiamento amministrativo che si ha, a prescindere dall’età. Provo invece molto dispiacere quando viene usata questa falsità conclamata di dire che non sono di Fermo, per screditarmi. Non è così e penso che siano argomentazioni futili di chi mi attacca – commenta Tosoni – pacatezza e sobrietà sono parole che entrano a pieno titolo nel vocabolario della nostra visione politica della città. Troppo spesso negli ultimi anni, la politica è stata associata alle polemiche e alla rissa continua, invece c’è bisogno di rispetto verso le idee e le persone, anche per scongiurare l’astensionismo. Siamo consapevoli che chi amministra una città deve governare e dunque decidere, assumendosi la responsabilità di farlo».
In campagna elettorale non mancano i proclami, tra grandi opere e soluzioni innovative. In cinque anni di mandato però non si può pensare di stravolgere una città, ma quantomeno di dare il via ad un cambiamento: «Abbiamo voluto impostare la campagna elettorale con un approccio soft, senza proposte eclatanti e stratosferiche. Siamo consapevoli che il potere del sindaco non è infinito, sappiamo anche che nei prossimi anni i vari finanziamenti andranno a diminuire, allo stesso tempo andranno portati a compimento gli interventi iniziati e lavorare affinché il Comune continui a reperire i fondi che possono arrivare da più parti. Per questo cercheremo anche di ridare centralità alla nostra città, dobbiamo tornare a ragionare come capoluogo di provincia, trainando la crescita di tutto il territorio nei vari settori, consapevoli che non tutti dipendono da noi, come ad esempio la Sanità».
Centro storico, ma non solo, Fermo è una rete di quartieri e frazioni con anime diverse, che vogliono dialogare. Lo sa bene anche Tosoni, che arriva da una frazione come Lido di Fermo. Per farlo bisognerà lavorare anche sul tessuto sociale, tra giovani che esigono un futuro per non andarsene, anziani che non vogliono sostegno e famiglie che chiedono sicurezza e servizi.
«Per quanto riguarda la città, dovremo ragionare bene sul ruolo futuro del Murri, che a nostro avviso – puntualizza il candidato sindaco – deve continuare ad avere una vocazione sanitaria. Si tratta di un contenitore importante, attorno al quale si è sviluppato un quartiere e non possiamo lasciarlo morire. Per quanto riguarda gli altri contenitori del centro storico, penso magari al cinema Helios o alla Casina delle Rose, questi sono proprietà di privati, bisognerà quindi dialogare con i privati per capire quali sono le loro intenzioni. Poi ci sono altri spazi importanti, come Fontevecchia, che sta diventando un polo museale di rilievo. C’è l’ex mercato coperto, che va rivitalizzato, un po’ come tutto il centro storico, che ha bisogno di riavere un indotto economico diurno, magari con uffici pubblici, uno studentato diffuso che rianimi i vicoli. C’è bisogno di iniziative per incentivare l’apertura di attività commerciali. Ovviamente non c’è solo il centro storico, parliamo di città organica, quindi secondo noi ogni quartiere va amministrato con la stessa attenzione. Siamo una città con molte frazioni, ognuna di queste va valorizzata e curata. C’è bisogno poi di eventi, magari piccoli, ma costanti, che possano creare socialità e vita quotidiana – racconta Tosoni – Fermo non deve diventare una città dalla quale i giovani vogliono scappare, ma anzi dove restare. Tante le idee per aiutare i talenti dei giovani ad emergere, creare spazi nel quale farlo e dove socializzare. Luoghi dove fare sport, aggregarsi, dialogare e crescere. Dobbiamo poi rilanciare Fermo come città universitaria, magari recuperando una facoltà umanistica che sarebbe nelle corde della nostra città. Parlando di anziani, sappiamo che l’età media sta aumentando e andranno studiate delle soluzioni per far sì che possano avere una vita attiva, anche qui attraverso spazi di aggregazione e socialità, oltre ad una mobilità più semplice, tutti fattori utili ad evitare la piaga dell’isolamento e la marginalizzazione».
Durante la sua campagna elettorale il candidato del centrodestra ha usato spesso il termine “filiera istituzionale” che ha generato qualche critica dai suoi avversari. «La filiera istituzionale non va confusa con la filiera partitica. Il sindaco di un capoluogo non può esimersi dal dialogare con i partiti, a prescindere dal colore degli stessi. In questi anni c’è stata una filiera che ha funzionato, perché non sfruttarla ancora di più (con un candidato del centrodestra che è alla guida anche della Regione e del Governo, vedasi la recente foto di Tosoni con Giorgia Meloni) per migliorare ulteriormente e dare maggiori prospettive al nostro territorio?».
A poco più di una settimana dalle elezioni, Leonardo Tosoni si sente già soddisfatto per quanto fatto, ma non vuole fermarsi e chiede sostegno ai fermani.
«Sono felice di vivere questa campagna elettorale, c’è molto entusiasmo intorno a noi, non lo avrei pensato all’inizio di questa avventura. Siamo riusciti a ricreare un mondo di centrodestra che mancava da anni, questo mi rende felice. La storia di queste elezioni comunali però non è stata ancora scritta, ovviamente ci crediamo, ascoltando anche le voci nei vari quartieri. «Chiedo ovviamente ai fermani di sostenerci e votarci, per il nostro programma, che è ambizioso e volto a rendere Fermo protagonista. Vogliamo anche tornare a nobilitare la parola “politica”, che è quella che stiamo facendo, favorendo un clima sereno, di dialogo e di collaborazione con tutti. Infine chiediamo il consenso, perché possiamo promettere passione e abnegazione verso la nostra città. La storia di queste elezioni non è ancora stata scritta, ci sono reali possibilità di andare ad amministrare Fermo. Ballottaggio? Non voglio occuparmene anzitempo. Ma a prescindere da tutto noi ci crediamo, quello che sentiamo per strada ci consente di dire che l’unica cosa impossibile è che l’improbabile non accada mai. E chissà che quello che prima era considerato improbabile forse, chissà…».
SPAZIO ELETTORALE A PAGAMENTO
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