
Il presidente Gino Sabatini (secondo da sin.) e il segretario generale Deborah Giraldi (al centro) con alcuni dei premiati
Innovazione, sostenibilità e trasformazione digitale: la Camera di Commercio delle Marche premia le imprese protagoniste del cambiamento.
L’ente camerale presieduto da Gino Sabatini ha, infatti, promosso insieme all’Università Politecnica delle Marche un confronto tra istituzioni, esperti e aziende che si sono distinte per la capacità di investire in nuovi modelli organizzativi, tecnologie e percorsi Esg (Environmental, Social, and Governance). «Un incontro, quello odierno, dedicato ai temi dell’innovazione, della sostenibilità e – il punto del presidente Gino Sabatini – della trasformazione digitale delle imprese marchigiane che costituisce il secondo appuntamento, dopo quello dedicato in febbraio alla quotazione delle Pmi in Borsa, del Roadshow 2026 dedicato a strumenti concreti e strategie per rafforzare il sistema produttivo regionale. Le Marche sono una regione che ha costruito la propria forza economica sulla qualità del lavoro, sulla capacità manifatturiera, sul radicamento territoriale e sul coraggio imprenditoriale. Oggi però sappiamo che queste qualità, da sole, non bastano più: per essere competitivi occorre investire in conoscenza, tecnologia, organizzazione. Per questo la Camera di Commercio delle Marche ha scelto di accompagnare concretamente le imprese in un percorso di evoluzione, mettendo a disposizione strumenti, competenze, servizi e opportunità attraverso il Punto Impresa Digitale e le numerose iniziative dedicate alla doppia transizione digitale ed ecologica».
L’iniziativa si è concretizzata in un momento di approfondimento e confronto sulle sfide che attendono l’economia marchigiana, con particolare attenzione ai processi di digitalizzazione, transizione ecologica e competitività.
Dopo i saluti istituzionali del presidente Gino Sabatini, dell’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Marche, Giacomo Bugaro, del sindaco di Pesaro, Andrea Biancani e del rettore dell’Università di Urbino, Giorgio Calcagnini, e gli interventi tecnici di Camera Marche, con il segretario generale Deborah Giraldi, e del mondo accademico con Marco Frey, ordinario di Economia e gestione delle imprese, Scuola Superiore Sant’Anna e Luca Marinelli, ricercatore e docente di digital strategy UnivPm) è stato dato amplio spazio alle testimonianze delle imprese marchigiane che hanno intrapreso con successo percorsi di innovazione accompagnati dal Pid – Punto Impresa Digitale della Camera di Commercio delle Marche in una tavola rotonda coordinata dal professor Gian Luca Gregori, presidente Fondazione Universitaria per lo Sviluppo Imprenditoriale, Università Politecnica delle Marche. Le conclusioni sono state affidate al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli che è intervenuto da remoto.
I DATI DELL’INNOVAZIONE
Presentati, nel corso dell’incontro, da parte della dott.ssa Deborah Giraldi, segretario generale Camera Marche, i dati del Sistema Marche: l’indice di innovazione sale al 95,7% e la regione conquista il terzo posto in Italia per densità di startup innovative. Il Punto Impresa Digitale traccia il bilancio del triennio 2023-2025 con oltre 7.500 imprese raggiunte e stanzia 3,3 milioni di euro per la sfida strategica del futuro tra Intelligenza Artificiale e sostenibilità.
«I dati presentati – l’analisi della Camera Marche – evidenziano una regione in netta accelerazione sul fronte dell’innovazione tecnologica. Secondo i dati forniti dall’Università Politecnica delle Marche (Regional Innovation Scoreboard 2025), l’indice di innovazione delle Marche, si diceva, è salito al 95,7% della media nazionale, segnando un balzo straordinario rispetto al 77,4% registrato nel 2014. Il territorio si conferma un ecosistema vitale per la nuova imprenditorialità ad alta tecnologia, posizionandosi stabilmente nella “top 10” nazionale per incidenza di imprese innovative. Secondo i dati aggiornati a maggio 2026 della sezione speciale del Registro delle Imprese, le Marche contano 283 startup innovative e 82 Pmi innovative. Il riconoscimento più significativo arriva sul fronte della densità: la regione si colloca al terzo posto assoluto in Italia per incidenza di startup sul totale delle nuove società di capitali con un tasso del 3,9%, superando ampiamente la media nazionale ferma al 3,1% e posizionandosi subito dietro a Friuli-Venezia Giulia (4,2%) e Lombardia (4,0%)».
LA SFIDA DELLA DIGITALIZZAZIONE AVANZATA E DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Accanto ai successi di settore strutturali, la relazione del segretario generale ha messo in luce le aree su cui è necessario intervenire, fotografate dagli ultimi indicatori Istat. Se il gap infrastrutturale può dirsi pienamente colmato, con il 100% delle imprese marchigiane che ha accesso a internet e il 98% che dispone di banda larga fissa, la vera partita si gioca ora sull’adozione operativa delle tecnologie. Solo il 49% degli addetti marchigiani utilizza regolarmente computer connessi a internet, un valore che limita la digitalizzazione operativa e che contribuisce a mantenere il 67% delle imprese a un livello di digitalizzazione esclusivamente “base” (contro l’81% della media nazionale). Sul fronte delle tecnologie di frontiera emerge un forte interesse per l’analisi dei dati, praticata dal 42% delle imprese marchigiane (sopra il 39% della media nazionale), ma l’adozione dell’intelligenza artificiale è ancora limitata al 10% delle aziende (contro il 16% nazionale). Tra le criticità principali rimangono la bassa spesa in ricerca e sviluppo, il limitato impiego di specialisti Ict e un forte divario digitale che penalizza le micro e piccole imprese rispetto alle medie realtà.
IL BILANCIO DEL PID MARCHE (2023-2025): PUNTO DI RIFERIMENTO PER LA “DOPPIA TRANSIZIONE”
In questo scenario, il Punto Impresa Digitale (Pid) della Camera di Commercio delle Marche ha consolidato un ruolo strategico, trasformandosi nell’hub centrale per accompagnare le imprese verso la cosiddetta “Doppia Transizione” (digitale ed ecologica). Nel triennio 2023- 2025, l’azione di sostegno economico diretto è stata significativa: sono stati messi a disposizione del sistema produttivo circa 3,24 milioni di euro in voucher (€ 1,08 milioni all’anno) per investimenti tecnologici e green.
I risultati operativi confermano la capillarità del servizio sul territorio, con oltre 7.500 imprese raggiunte complessivamente: 1.009 attività di assessment realizzate sul livello digitale e sulla sostenibilità Esg, includendo nello specifico 217 assessment di sostenibilità ecologica. 350 azioni di orientamento mirate 200 assistenze personalizzate fornite direttamente sul campo dai Digital Promoter camerali, 107 iniziative di sensibilizzazione e webinar che hanno coinvolto un totale di 6.100 partecipanti su temi cruciali quali la cybersecurity, l’economia circolare e le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) 9 Pid Lab attivati in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche (UnivPM) per permettere alle imprese di toccare con mano le tecnologie nei laboratori universitari 30 assistenze personalizzate con esperti dedicati ai sistemi gestionali aziendali ed Esg.
L’efficacia dell’azione è stata potenziata da una rete di partner d’eccellenza, tra cui spiccano l’UnivPM con cui è stata stipulata una convenzione per implementare di attività di studio e trasferimento tecnologico, l’accordo biennale con l’Università di Camerino ed Ecocerved focalizzato sull’economia circolare, la sinergia strategica con Smau per il supporto delle imprese innovative e l’integrazione nel network europeo attraverso il partenariato formalizzato con Edih4Marche, il Digital Innovation Hub marchigiano tra i 13 ufficialmente riconosciuti in Italia dall’Unione Europea.
SVILUPPI FUTURI (2026-2028)
Guardando al prossimo triennio, la Camera di Commercio delle Marche conferma la continuità dell’impegno economico stanziando un budget di circa 3,3 milioni di euro per i nuovi progetti del Pid (Punto Impresa Digitale) regionale. Gli obiettivi prioritari approvati mirano a potenziare i servizi attraverso l’attivazione di veri e propri ecosistemi dell’innovazione “digital e green” per favorire il trasferimento tecnologico; supportare l’adozione consapevole e responsabile dell’Intelligenza Artificiale nelle dinamiche di business delle Pmi; e incrementare gli interventi in materia di economia circolare, con un focus mirato sull’efficientamento energetico, sulle Cer, sulla sostenibilità delle filiere del Made in Italy e sulle nuove sfide poste dal Regolamento Ue Ecodesign.
LE IMPRESE PREMIATE PER SOSTENIBILITA’ E ESG
Nel corso dell’iniziativa inoltre sono state premiate alcune realtà imprenditoriali marchigiane che hanno saputo farsi interpreti dei cambiamenti in atto adottando pratiche sostenibili, investimenti ESG e percorsi di innovazione ambientale e sociale:
Pelletteria Valentino Orlandi (Macerata), Bbc Plastik Srl (Pesaro Urbino), Diasen Srl (Ancona), Giocamondo Società Cooperativa per Azioni (Ascoli Piceno) I.M.E.S.A. Spa (Ancona), Gaposa Srl (Fermo).
LE IMPRESE PREMIATE PER DIGITALIZZAZIONE E INNOVAZIONE
Sono state inoltre premiate imprese che si sono contraddistinte nei percorsi di digitalizzazione, innovazione tecnologica e sviluppo di soluzioni avanzate: Ecolsystems Srl (Fermo), Ics Technologies Spa (Ascoli Piceno), Bioaesis Srl (Ancona), Nuova Esterno Mobili Srl (Pesaro Urbino), Mac Srl (Macerata), B4 Living Spa (Ancona), Digimark Srl (Ancona),Pepa Group (Macerata), Nuova Esterno Mobili (Pesaro).ù
LE IMPRESE PROTAGONISTE DELLA TAVOLA ROTONDA
L’evento ha visto inoltre partecipazione di testimonial aziendali alla tavola rotonda dedicata alle esperienze innovative sviluppate nelle Marche. Vi hanno preso parte imprese che negli anni si sono avvalse di servizi, misure e strumenti dedicato da camera Marche allo sviluppo sostenibile e innovativo del territorio:
Sono intervenute Ingen srl (Ancona), Dmm srl (Pesaro), Manifaktura srl (Pesaro), Jef srl (Ancona), Edih4Marche.
L’iniziativa conferma l’impegno della Camera di Commercio delle Marche nel sostenere la competitività del sistema produttivo regionale attraverso strumenti, servizi e percorsi dedicati alla trasformazione digitale, alla sostenibilità e alla crescita dell’innovazione nelle PMI marchigiane.
«Sostenibilità e digitalizzazione – il commento di Gian Luca Gregori (presidente Fondazione Universitaria per lo Sviluppo Imprenditoriale, Università Politecnica delle Marche) – sono stati spesso considerati in modo singolo e non integrato; al contrario, il corretto approccio determina una visione strettamente interconnessa. Infatti, il ricorso alla sostenibilità è stato caratterizzato da una elevata complessità, che richiede- per una sua efficace gestione- l’utilizzo di strumenti e di competenze digitali».
«Innovazione, sostenibilità e digitale – ha aggiunto Giacomo Bugaro, assessore Sviluppo Economico della Regione Marche – sono oggi i pilastri della competitività delle imprese, ma al centro di questa trasformazione c’è sempre di più l’intelligenza artificiale, destinata a cambiare modelli produttivi e organizzazione del lavoro. Come Regione Marche vogliamo accompagnare questo percorso, trasformando l’innovazione in crescita, opportunità e sviluppo per il territorio».
Per Giorgio Calcagnini, rettore Università degli Studi di Urbino, «le Marche continuano a distinguersi per una struttura manifatturiera solida, legata a filiere che nel tempo hanno mantenuto un ruolo centrale nell’economia regionale. I dati mostrano però che sul fronte tecnologico i cambiamenti sono rapidi e richiedono competenze sempre più aggiornate. Per cui il nodo strategico, oggi, non è rincorrere nuovi modelli industriali. La sfida vera è accompagnare l’evoluzione delle produzioni tradizionali introducendo più ricerca applicata, più innovazione e un’avanzata capacità progettuale che rafforzi la competitività delle imprese marchigiane e la qualità del lavoro».
Andrea Biancani, sindaco di Pesaro, ha rimarcato che «Pesaro vuole accompagnare le imprese nelle grandi trasformazioni del nostro tempo: innovazione digitale e sostenibilità non sono più scelte opzionali, ma fattori decisivi di competitività. Esperienze, ad esempio, come la Casa delle Tecnologie Emergenti- Cte Square dimostrano quanto sia importante creare connessioni tra imprese, università e istituzioni per trasformare l’innovazione in opportunità concrete per il territorio. Le istituzioni devono creare le condizioni affinché le aziende possano innovare, investire nelle competenze e affrontare le sfide della transizione ecologica e tecnologica con strumenti adeguati. Il dialogo tra amministrazioni, università e mondo produttivo è fondamentale per costruire sviluppo, occupazione qualificata e maggiore attrattività per i territori. La competitività delle imprese passa anche dalla qualità delle città: mobilità sostenibile, servizi digitali e innovazione urbana sono elementi sempre più decisivi per attrarre investimenti e talenti».
Per Luca Marinelli, ricercatore e docente di digital strategy dell’Università Politecnica delle Marche, «l’intelligenza artificiale generativa può offrire un supporto importante alla comunicazione della sostenibilità: dalla raccolta e organizzazione delle informazioni alla costruzione di contenuti più chiari, coerenti e orientati agli stakeholder. Le opportunità, però, emergono solo se l’AI viene adottata con metodo, evitando scorciatoie comunicative e messaggi generici. Durante l’intervento saranno presentati alcuni esempi pratici di applicazione».
«Le imprese marchigiane – il parere di Deborah Giraldi, segretario generale Camera di Commercio delle Marche – hanno completato la transizione infrastrutturale ma la vera sfida ora non è l’accesso alle tecnologie, bensì il loro utilizzo avanzato e strategico. Per un sistema produttivo caratterizzato da Pmi e manifattura diffusa, la competitività futura dipenderà strettamente dalla capacità di integrare il digitale nei processi produttivi, organizzativi e decisionali, passando dall’uso di base agli strumenti evoluti di analisi dati e IA“.
Marco Frey, professore ordinario di Economia e gestione delle imprese, Scuola Superiore Sant’Anna, ha aggiunto che «l’attuale scenario geopolitico internazionale vede la forte necessità di risorse per alimentare tutte le filiere economiche. E’ sotto gli occhi di tutti quello che sta capitando con la chiusura dello stretto di Hormuz, la crisi dei fertilizzanti, l’impennata dei costi dell’acciaio. L’unica strada per fare fronte a tutto ciò è rendersi più autonomi, più circolari nei processi e ridurre l’impatto ambientale».
Le conclusioni sono state affidate a Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche: «Quelli affrontati oggi sono temi cardine per la competitività del nostro territorio. A digitalizzazione, innovazione e sostenibilità voglio aggiungere anche una riflessione sul tema dell’energia che in questo periodo storico incide fortemente nelle dinamiche economiche e produttive. Viviamo in un momento complesso che rischia di far emergere criticità e dunque il lavoro di squadra tra istituzioni, corpi intermedi, associazioni di categoria e imprese è sempre più fondamentale. Ci affacciamo anche nel periodo di programmazione dei prossimi fondi europei e dunque rinnovo la disponibilità della Regione ad un confronto costante e alla massima collaborazione per sostenere la competitività e la crescita delle Marche».

Il presidente Gino Sabatini (secondo da sin.) e il segretario generale Deborah Giraldi (seconda da dx) con alcuni dei premiati
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati