Al Conservatorio Pergolesi va in scena il festival letterario “Architetture del suono”

EVENTO - Sotto il suggestivo filo conduttore «Dal ritmo al silenzio, dalla mente alla performance», il festival giunge al suo atteso terzo appuntamento, previsto per giovedì 28 maggio 2026 alle ore 14:30 presso l’Aula “Montanari” dell’istituto

Prosegue la programmazione del primo Festival Letterario «Architetture del Suono», la rassegna culturale ideata e promossa dal Conservatorio di Musica “G. B. Pergolesi” di Fermo. Sotto il suggestivo filo conduttore “Dal ritmo al silenzio, dalla mente alla performance”, il festival giunge al suo atteso terzo appuntamento, previsto per domani giovedì 28 maggio 2026 alle ore 14:30 presso l’Aula “Montanari” dell’istituto.

L’incontro si aprirà con la relazione di Luisa Arpa dal titolo fortemente evocativo: «Ansia da performance? Come uscire dalla gabbia per sentirsi finalmente liberi». Un’analisi profonda e quanto mai attuale, dedicata ad uno dei nodi psicologici più complessi e diffusi tra i musicisti e i professionisti del palcoscenico. L’intervento offrirà spunti teorici e strumenti pratici per decodificare lo stato d’ansia, trasformando la vulnerabilità emotiva in una risorsa espressiva per l’esecuzione dal vivo.

A seguire, la scena accademica accoglierà il contributo del M° Marco Postacchini, incentrato su “Tecniche di improvvisazione musicale. Esercizi e strategie per lo studio dell’improvvisazione nel jazz”. Il focus si sposterà così sugli aspetti metodologici e didattici della pratica jazzistica, illustrando percorsi rigorosi di studio e approcci strategici volti a sviluppare la consapevolezza armonica e la libertà creativa nell’estemporaneità esecutiva.

Le tematiche dell’incontro saranno introdotte e coordinate dalla Prof.ssa Emanuela Casciabanco, in veste di moderatrice.

L’evento si configura come uno spazio di dibattito d’avanguardia in cui la ricerca incontra l’arte sul campo. Attraverso questo appuntamento, il Conservatorio “G. B. Pergolesi” non si limita alla consueta attività didattica, ma si impone come un vero e proprio laboratorio di pensiero contemporaneo. L’iniziativa offre a studenti, professionisti e appassionati una chiave di lettura inedita per decifrare i meccanismi invisibili che governano la creazione artistica, consolidando il ruolo dell’Istituzione quale motore di innovazione culturale e punto di riferimento nel panorama dell’Alta Formazione musicale.

 


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