L’Itet Carducci-Galilei Cpia di Fermo porta la Costituzione in carcere: uno straordinario dialogo epistolare tra studenti e detenuti

SCUOLA - Concluso all'Istituto tecnico fermano il progetto “Get Up”. Tra Service Learning ed Educazione Civica, un ponte di parole che cambia la prospettiva dei giovani

Una lettera che varca le mura di un carcere, una risposta scritta a mano che torna indietro, rompendo barriere, distanze e pregiudizi. Si è concluso a Fermo il progetto “Get Up”, un percorso
formativo di straordinario spessore umano e civico che ha visto protagonisti gli studenti delle classi 4A Sia e 3D Afm dell’Itet Carducci-Galilei – Cpia di Fermo.

Un’iniziativa di eccezionale valore educativo, fortemente voluta dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Francesca Iormetti, che ha creduto fermamente nella proposta mettendola in campo in una sinergia profonda con la Casa di Reclusione e l’Ambito Sociale Territoriale.
L’iniziativa, che rientra nel programma nazionale “DeesTEENazione” promosso dall’Istituto degli Innocenti di Firenze, ha introdotto per la prima volta nell’istituto la metodologia didattica del Service Learning (l’apprendimento unito al servizio solidale). Inserito a pieno titolo nel curricolo trasversale di Educazione Civica, il progetto ha messo al centro lo studio della Carta Costituzionale, in particolare i principi fondamentali, i rapporti civili e quelli etico-sociali, analizzati non come astratti concetti giuridici, ma attraverso il vissuto concreto, le paure e le speranze di due mondi apparentemente distanti: i banchi di scuola e le celle di un istituto penitenziario.

Il percorso è stato il frutto di un lungo e meticoloso lavoro di preparazione e rete, coordinato dalla docente referente prof.ssa Feliciana Capretta in stretta collaborazione con l’Ambito Sociale Territoriale, la direttrice e lo staff educativo della Casa di Reclusione e i Consigli di classe, con particolare riguardo all’appassionato impegno profuso dalla prof.ssa Roberta D’Amore e dal prof. Marco Carosi.

Articolato in tre fasi operative, il progetto ha prima visto le due classi, eterogenee per composizione e attitudini, lavorare insieme per costruire un gruppo solido e riflettere sull’importanza delle regole nella convivenza civile. Successivamente, la Costituzione è stata letta e commentata in parallelo dagli studenti e da un gruppo di detenuti che hanno scelto volontariamente di aderire all’iniziativa. È nato così uno scambio epistolare cartaceo, unico canale possibile per superare le restrizioni della struttura carceraria: lettere cariche di riflessioni intime, interrogativi e risposte che hanno unito le storie di vita.

Il momento culminante si è tenuto l’8 maggio scorso quando la tecnologia ha teso un filo invisibile ma potentissimo: un incontro online che ha messo in comunicazione diretta l’aula magna dell’istituto con la Casa di Reclusione, durante il quale i detenuti hanno risposto verbalmente e a viso aperto alle lettere dei ragazzi.
Un momento di restituzione finale che ha lasciato un segno indelebile nell’animo degli studenti, come testimoniano le toccanti riflessioni scritte consegnate alla referente prof.ssa Capretta.

L’impatto emotivo e formativo è andato ben oltre le aspettative. Una frase in particolare, pronunciata da un detenuto durante il collegamento e riportata da moltissimi ragazzi nei loro elaborati, riassume il senso profondo della prevenzione e dell’educazione alla legalità: «Se io avessi avuto la possibilità di partecipare ad un incontro come questo, forse adesso non mi troverei qui dentro».

Una testimonianza potente che dà la misura di quanto la scuola, sotto la guida della Dirigente prof.ssa Iormetti e grazie alla dedizione del corpo docente, sappia aprirsi al territorio e dialogare con le sue realtà più complesse, facendo davvero la differenza nella crescita civica e umana delle nuove generazioni. Le attività di documentazione del progetto non si fermano qui: la prevista realizzazione di un podcast di approfondimento, rinviata solo per motivi di tempo, sarà il primo tassello del programma del nuovo anno scolastico, per continuare a dare voce a questa indimenticabile esperienza.


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