
La prefettura di Fermo
di Sandro Renzi
Dopo gli ultimi episodi di microcriminalità e malamovida che hanno interessato il centro ed il lungomare di Porto San Giorgio, la reazione delle forze dell’ordine non si è fatta attendere mettendo a segno alcuni importanti risultati investigativi. Nel mirino ragazzi appartenenti a quelli che, nel gergo, vengono definiti “gruppi di maranza”, gli stessi che si sono resi protagonisti delle minacce al sindaco Valerio Vesprini e poi del pestaggio nei confronti di un uomo di fronte alla stazione ieri nel tardo pomeriggio. Situazioni che hanno finito con il creare legittimo allarmismo tra i genitori e gli operatori commerciali e turistici. In gioco, con l’arrivo della stagione estiva, c’è anche l’immagine della città. Questa mattina il punto, in vista della stagione più calda, è stato fatto in Prefettura nel corso di un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica esteso ai sindaci e convocato dal prefetto D’Alascio con l’obiettivo di raccogliere ulteriori elementi e pianificare altri interventi di prevenzione nella provincia.
Un focus in sede di riunione sarebbe stato riservato, gioco forza, alle ultime vicende che hanno interessato Porto San Giorgio dove resterà alta l’attenzione delle forze dell’ordine con particolare riguardo alla zona della stazione, piazza Gaslini e il lungomare. Luoghi già ampiamente attenzionati per la presenza di soggetti noti alla Questura. Pattugliamenti mirati, un rafforzamento dell’organico, ma anche un coordinamento con le Polizie locali, strategie per garantire insomma una presenza diffusa sul territorio provinciale di polizia e carabinieri per l’estate. Senza perdere di vista le criticità che interessano ad esempio centri minori della Valdaso dove lo spaccio di stupefacenti, dispetto delle dimensioni dei Comuni, è presente. Certo è che fenomeni, come quelli cha hanno interessato Porto San Giorgio nelle ultime settimane, sono di difficile gestione perché vanno a toccare più piani sovrapposti: prevenzione, famiglia, scuola, sicurezza, integrazione. In questo un ruolo prioritario spetta proprio ad altre istituzioni che possono contribuire a creare un clima diffuso e rinnovato di legalità tra i giovani, a partire dalle scuole e dalle famiglie.
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