
L’ing. Salvatore Iorio, delegato Filins (federazione italiana licei e istituti scolastici non statali) Marche, Abruzzo e Molise, e componente del Direttivo nazionale Filins
Riceviamo dall’ing. Salvatore Iorio, delegato Filins (federazione italiana licei e istituti scolastici non statali) Marche, Abruzzo e Molise, e componente del Direttivo nazionale Filins, e pubblichiamo:
«La Filins, per il tramite del proprio delegato per Marche, Abruzzo e Molise e componente del direttivo nazionale, Ing. Salvatore Iorio, esprime profonda preoccupazione per la gestione degli Esami di Idoneità da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, ritenendo che le modalità operative adottate abbiano determinato una situazione di grave disorganizzazione che rischia di compromettere il regolare svolgimento delle prove e di arrecare danni ai candidati, alle famiglie e alle istituzioni scolastiche coinvolte.
I fatti sono chiari. Soltanto in data 11 maggio 2026, a ben oltre sei mesi dalla pubblicazione del Decreto Ministeriale n. 218 dell’11 novembre 2025, l’Usr (ufficio scolastico regionale) Marche ha richiesto alle scuole paritarie l’elenco dei candidati agli esami di idoneità, fissando il termine per la trasmissione al 18 maggio. Nonostante il lungo lasso di tempo trascorso dall’entrata in vigore della nuova disciplina, le nomine dei Presidenti di Commissione sono state effettuate solamente nel pomeriggio del 3 giugno 2026, a pochi giorni dall’avvio delle sessioni d’esame già programmate dalle scuole in conformità alla normativa vigente.
Tale ritardo appare particolarmente grave considerando che molti dei dirigenti scolastici individuati quali Presidenti di Commissione risultavano già impegnati in attività istituzionali precedentemente calendarizzate presso le rispettive scuole. Una diversa organizzazione, fondata sulla tempestività e sulla programmazione, avrebbe consentito di evitare gran parte delle criticità oggi riscontrate. A giudizio di Filins, sarebbe stato opportuno valutare anche il coinvolgimento di dirigenti scolastici del primo ciclo o di dirigenti scolastici in quiescenza, figure che avrebbero potuto garantire maggiore disponibilità e minori interferenze con le attività scolastiche già programmate.
Ulteriori perplessità emergono con riferimento al criterio adottato per la distribuzione delle nomine. L’Usr Marche avrebbe infatti individuato un Presidente ogni 35 candidati. Le istituzioni scolastiche interessate hanno formalmente richiesto il riferimento normativo a sostegno di tale parametro, senza tuttavia ricevere alcun riscontro.
Tale mancata risposta appare particolarmente grave poiché questa presa di posizione, ad avviso di Filins, ha determinato un’ulteriore situazione di inerzia amministrativa e di disorganizzazione generale. L’applicazione di un criterio privo di esplicito fondamento normativo ha infatti comportato il coinvolgimento improvviso di decine di dirigenti scolastici che, senza un adeguato preavviso e senza una reale necessità organizzativa dimostrata, si sono trovati destinatari di nomine tardive, con inevitabili ripercussioni sulle attività istituzionali già programmate presso le rispettive scuole.
Sul punto appare opportuno ricordare che il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, nel parere espresso il 5 novembre 2025 sullo schema di decreto successivamente divenuto decreto ministeriale.
Ne consegue che il Dm n. 218 dell’11 novembre 2025 non contempla alcun parametro numerico né quale soglia minima per la nomina del Presidente esterno né quale limite massimo di candidati attribuibili a una singola commissione. La scelta operata dall’Usr Marche appare pertanto priva di un esplicito fondamento normativo e merita un immediato chiarimento istituzionale. Occorre inoltre evidenziare che l’articolo 5, comma 2, del Dm n. 218/2025 attribuisce all’Ufficio Scolastico Regionale la competenza alla nomina del Presidente esterno per gli esami di idoneità relativi a due annualità. Tale adempimento costituisce un passaggio essenziale e preliminare allo svolgimento delle prove, poiché senza la relativa nomina, gli esami non possono essere regolarmente espletati. Si tratta pertanto di un atto dovuto e imprescindibile, che avrebbe richiesto una programmazione tempestiva e coerente con le esigenze organizzative delle scuole e dei candidati.
La situazione determinatasi nelle Marche sta generando inevitabili conseguenze organizzative, logistiche e psicologiche per centinaia di candidati e per le loro famiglie, oltre che per le istituzioni scolastiche che avevano già predisposto calendari, commissioni, personale e attività nel pieno rispetto della normativa vigente, come espressamente previsto dall’articolo 4, comma 3, del Dm. n. 218 dell’11 novembre 2025, nonché della Legge n. 45 del 2025.
Secondo Filins, le condotte e i ritardi fin qui registrati rischiano inoltre di comprimere il diritto allo studio e la libertà di scelta educativa garantiti dalla Costituzione della Repubblica Italiana e dall’ordinamento scolastico nazionale. L’incertezza ha infatti inciso direttamente sulla possibilità per studenti e famiglie di esercitare serenamente i propri diritti, creando ostacoli che avrebbero potuto essere evitati attraverso una programmazione tempestiva e conforme alle disposizioni normative vigenti. Tutto ciò appare profondamente irrispettoso nei confronti dei candidati, delle loro famiglie, delle istituzioni scolastiche e di tutto il personale coinvolto nell’organizzazione degli esami. A fronte di una disciplina normativa chiara e vigente da mesi, le scuole si sono trovate ad affrontare una situazione di incertezza generata da ritardi amministrativi che avrebbero potuto essere evitati mediante una corretta pianificazione delle attività. Filins ritiene pertanto necessario un immediato intervento chiarificatore da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito affinché vengano accertate le ragioni che hanno condotto all’attuale situazione e siano adottate tutte le misure necessarie per garantire il regolare svolgimento degli esami di idoneità sull’intero territorio regionale».
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