
Il tecnico sangiorgese Matteo Marcaccio in un’immagine prelevata dai canali social della Cuprense Calcio 1933. In copertina, dalla stessa fonte, la felicità dei tesserati gialloblù al termine della finale playoff vinta ai danni del Porto Recanati e disputata allo stadio “La Croce” di Montegranaro
di Redazione
PORTO SAN GIORGIO – Una lunga carriera da tecnico disseminata tra compagini giovanili e prime squadre over. Vice mister nelle esperienze alla Sangiustese (tra D e l’allora Serie C2) e Fermana (Eccellenza) agli inizi del decennio pregresso, ed a seguire primo allenatore centrando il successo nel circuito di Promozione con la Sangiustese, stagione sportiva 2015/16, per procedere poi con l’esperienza nella medesima categoria alla Futura ’96.
Successivamente il ritorno alle giovanili (Juniores della Sangiorgese) prima del longevo ciclo tecnico vissuto nella piazza picena della Cuprense, dal 2020/21 protagonista della Prima Categoria sino all’ascesa in Promozione, maturata nel fine settimana, con la scalata playoff messa in atto sul neutro montegranarese de “La Croce”, recuperando in finale l’iniziale vantaggio del Porto Recanati fino al definitivo 2-1 confezionato in rimonta grazie ai centri di Pompei e Franchi.
Il sangiorgese Matteo Marcaccio festeggia quindi il successo della selezione gialloblù, a vantare in rosa altri elementi riconducibili al territorio fermano come il difensore Santarelli (recuperato al meglio dopo un infortunio, divenuto un pilastro nel cuore della difesa dopo diversi tornei ad aver ricoperto il ruolo di terzino), la mezzala Hihi, l’attaccante Quinzi, il veterano Del Moro, terzino sinistro e Giuli, esterno offensivo. Ma il successo nei playoff di Prima categoria parte da lontano, come spiega lo stesso tecnico. «E’ stato coronato un percorso iniziato negli anni scorsi, per un ciclo che a conti fatti ha dato frutti – spiega Marcaccio -. A Cupra ho allenato tutte le compagine del settore giovanile, dagli Esordienti ai Giovanissimi, transitando poi per Allievi e Juniores, quindi nel corso del tempo abbiamo prodotto “in casa” tanti giocatori validi per la categoria. Un lavoro, merito di tutti, che ha portato inoltre alla terza finale in quattro anni. Come normale che sia, ad ogni stagione abbiamo perso dei giocatori perché i ragazzi si sono messi in mostra, ma ciò è la riprova che si è lavorato bene, merito di una pianificazione voluta nel corso degli anni».
Andando alla stagione sportiva appena consegnata agli archivi, il tecnico prosegue ricordando che la parte del calendario regolare «si è chiusa al secondo posto, per un’annata sportiva secondo me tra le più difficili da quando vesto i colori delle Cuprense. Siamo stati primi in classifica per lunghi tratti, poi abbiamo subito un netto crollo. A quel punto i ragazzi sono stati eccezionali nel ricostruire positivamente l’ambiente, mettendo quindi a conti fatti in luce forza d’animo, determinazione e carattere. Nel percorso playoff – il focus di Marcaccio, che con il gialloblù cuprense ha coronato il percorso degli spareggi promozione presso il campo neutro dallo stesso cromatismo, tra l’altro fermano, rappresentato dal “La Croce” di Montegranaro – abbiamo sofferto proprio come da pronostico, incontrando squadre forti, vedi Pedaso e Centobuchi. Andando alla finale svolta in terra veregrense onestamente non abbiamo mandato in scena un buon primo tempo, ma nella ripresa abbiamo tirato fuori tutte le nostre qualità, chiudendo bene anche sotto il profilo atletico e confezionando la rimonta valsa la vittoria. E’ una soddisfazione incredibile, ringrazio il presidente Claudio Stipa, l’intero settore giovanile e tutti i tesserati per il salto in Promozione».
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