«Amandola, il borgo medievale nel cuore dei Monti Sibillini, ha ospitato con grande successo la prima edizione di “Omnia Tempus Habent”, il gioco di ruolo storico immersivo ambientato, per questa edizione, nel 1798, anno dell’occupazione napoleonica della città di Amandola quando le truppe francesi la invasero e saccheggiarono». A fare il punto sull’evento andato in scena ieri è direttamente il sindaco Adolfo Marinangeli.
L’evento è stato organizzato dal Collettivo Omnia con il supporto di molte associazioni locali e con il patrocinio del Comune di Amandola e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno.
«La risposta del pubblico di ieri sera ha superato – rimarca Marinangeli – ogni aspettativa. A partire dalle ore 19, le taverne del centro storico hanno aperto le proprie porte a visitatori, turisti, famiglie e curiosi provenienti da Amandola e da fuori, animando il borgo con figuranti in costume, giochi e atmosfere d’epoca.
Le sei squadre iscritte hanno affrontato il percorso strutturato tra le stazioni del borgo, risolvendo enigmi, accumulando monete e interagendo con i personaggi costruiti attorno a storie vere. Il percorso, della durata di circa tre ore, si è concluso con una classifica ed il premio per la squadra vincitrice, tra entusiasmo generale e la voglia dichiarata di tornare all’edizione successiva. La serata non è stata un evento rivolto solo a giocatori ma in particolare ai cittadini amandolesi, ai visitatori e turisti che si sono potuti immergere e vivere la mappa di gioco, interagendo con la storia ed assistere a spettacoli teatrali preparati per il gioco e la “strana ma interessante” serata. Non solo, ogni taverna ha ospitato mini-giochi e prove aperte a chiunque: enigmi, anagrammi, sfide di logica. Le stazioni autonome disseminate nel borgo, piccoli enigmi fisici accessibili senza guida e senza prenotazione, hanno registrato un flusso costante di partecipanti di ogni età, con famiglie e bambini protagonisti inaspettati della serata».
Il borgo protagonista, non sfondo. Omnia Tempus Habent è riuscita già alla prima edizione a dimostrare concretamente ciò che si voleva dimostrare: il centro storico di Amandola non è uno sfondo, ma un protagonista. Ogni vicolo, ogni portone, ogni piazza ha custodito strati di vita riscoperti nella serata di ieri L’evento ha valorizzato aspetti socio-culturali, tradizioni storiche, saperi artigianali e piatti della tradizione locale, restituendoli alla comunità non come reperti da museo, ma come esperienze vive da toccare, assaporare e raccontare.

Un percorso verso il futuro. Uno degli obiettivi fondamentali di Omnia è la costruzione in futuro di un percorso storico-culturale strutturato, capace di attrarre visitatori e giovani da tutto il mondo. Le aree interne come Amandola, ricche di storia, identità e paesaggio, meritano visibilità internazionale. Il gioco è il linguaggio con cui raccontarle: accessibile, coinvolgente, condivisibile. Un modello di sviluppo culturale sostenibile che mette la memoria al servizio del futuro
«Eventi come Omnia Tempus Habent – il commento del consigliere delegato alla cultura Enrico Sciamanna – dimostrano che la cultura può essere strumento vivo di aggregazione e sviluppo. La gamification della storia locale, il trasformare la memoria del nostro territorio in un’esperienza partecipata, accessibile a tutti — è esattamente la direzione in cui vogliamo muoverci. Amandola ha una storia straordinaria: è giusto che quella storia torni a parlare di se stessa e che parli a tutti.
Sono profondamente grato a chi si è speso in queste settimane all’ideazione di questo evento che è, comunque, solo l’inizio. Un grazie alle tante associazioni che hanno aderito e ai volontari che hanno scelto di investire il loro tempo e le loro energie in questo progetto. C’è tanta voglia di fare, e Omnia ne è la dimostrazione. Sono convinto che parlare con le persone e non alle persone, faccia la differenza. La comunità è la prima risorsa di un territorio come il nostro: quando le persone si ritrovano attorno a un’idea comune, costruiscono qualcosa che va ben oltre l’evento stesso. Da un’idea semplice, si costruisce un senso di appartenenza e identità, che è il vero motore verso il futuro. Ed è proprio questa capacità di fare comunità che rappresenta il rilancio delle nostre “aree interne”».
«Una manifestazione del genere – prosegue l’assessore al Turismo, Maria Rita Grazioli – non solo esprime una grande forza culturale, ma diventa un forte ed importante attrattore turistico, dove è coinvolto ogni settore dell’intera comunità: commercio, turismo ed attività produttive che hanno, ed avranno modo nei prossimi mesi di valorizzare le bellezze di Amandola».
«Un particolare ringraziamento – concludono dall’amministrazione – va a tutte le associazioni locali Cacuam, Centro Studi Dinos, OsAridum, Amandola Convivium, MotoClub Aquile dei Sibillini, ASD Amandola Calcio 1954 e ProLoco Amandola che hanno messo a disposizione in queste settimane non solo l’impegno ma soprattutto l’amore e la passione per la loro Città aiutate e sostenute anche da alcuni sponsor privati quali : Santoni, Segheria Altotenna e pizzeria Cannafoja».
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