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L’allarme del procuratore Seccia:
“Corruzione parte integrante
dello sviluppo nella crisi. Basta privilegi”

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A dx il procuratore della Repubblica, Domenico Seccia

“Siamo di fronte a una nuova realtà: lo sviluppo nella crisi che rimodula i valori. Accanto alla possibilità di esaltare i principi di eguaglianza, si esalta la società che fa del privilegio il punto di arrivo. Siamo passati da una società costruita sui diritti a una che è fondata essenzialmente sul modello del consumatore. Questo è un modo di pensare che tende a sovrapporre il modello vincente di un’economia rispetto ai contenuti dello sviluppo: sicurezza, salute, competitività e infrastrutture critiche”. Il pensiero del Procuratore dell Repubblica, Domenico Seccia, ha aperto il dibattito del convegno organizzato ieri pomeriggio all’hotel Royal di Lido di Fermo da Confindustria, un convegno, moderato dal giornalista Beppe Boni, che ha nel titolo i suoi cardini: “Legalità e economia come fattori di sviluppo per i territori”.

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Il Procuratore ha poi sottolineato il ruolo dell’evasione fiscale, che pesa per 150 miliardi in Italia, della falsa fatturazione e della corruzione: “La corruzione è parte integrante dello sviluppo nella crisi. È un costo individuale ma soprattutto sociale, altera uno dei contenuti dello sviluppo: la competitività. Chi maneggia questo strumento è verosimile che sia più competitivo. Non è un fatto di singoli episodi. La caratteristica è la serialità. È l’esempio negativo di chi la esercita, che si crede impunito e risponde così fan tutti”. A quella del procuratore è seguita l’analisi macroeconomica del direttore del Centro studi Confidustria, Luca Paolazzi. “Di fronte a un quadro macroeconomico complesso, in cui il mondo frena, Confindustria e le imprese sono chiamate a una rivoluzione che in realtà dobbiamo vivere come evoluzione. Trasformare le fabbriche in luoghi cyber-fisici, investire in tecnologie digitali per permettere di trasmettere informazioni in tempo reale sui macchinari, cambiare il modello di business, rendendolo più flessibile ed efficiente, con servizi al cliente mirati fondamentali per chi fa prodotti di nicchia e di qualità come questo distretto” aggiunge Paolazzi. Ascoltano gli imprenditori, che poi partecipano attivamente al dibattito: “Nel mondo la produzione manifatturiera cresce, +60%, in Italia arranca e cala dello 0,2%. Ma non è un problema di distretto, che sono 141 e occupano quasi 5 milioni di lavoratori. Le medie imprese affondano le radici nei distretti, che non considero un agglomerato di produzione specializzata, ma insieme di capitale umano e sociale cresciuto nel tempo, fatto di competenze e valori”.

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Il vicepresidente Camera di Commercio, Coltrinari

Serve però un cambio di passo etico, “per non far vincere l’illegalità” ribadisce Seccia, e imprenditoriale, “aprendo alla tecnologia, agli investimenti, ai giovani che portano know how” conclude Paolazzi incassando l’applauso di una platea attenta di imprenditori, studenti ed esponenti dei principali settori socioeconomici, dall’ordine degli Avvocati a quello dei Commercialisti ai rappresentanti delle banche. interessanti novità per Fermo anche sul piano sicurezza con il primo cittadino, Paolo Calcinaro, che, nel corso del suo intervento,  ha annunciato investimenti con l’acquisto di un sistema di telecamere capace di individuare le auto rubate, è intervenuto il vicepresidente della Camera di Commercio, Sandro Coltrinari. “Non esiste una economia sana e competitiva se non c’è legalità. Viviamo in un Paese in cui l’illegalità sta colpendo tanti settori creando problemi a imprese sane. Non possiamo rassegnarci, dobbiamo affidarci alla giustizia”.  Nel tema è entrato il presidente di Confindustria Fermo, Giampietro Melchiorri, che ha lanciato due spunti per i relatori: “Le imprese affrontano una crisi vasta e prolungata che mette a rischio la sopravvivenza. Regna lo scoraggiamento per una congiuntura che non migliora e per alcuni fattori esterni, politico e amministrativi, che spesso ostacolano anziché sorreggere”.

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L’intervento del presidente Melchiorri

“Il mercato interno debole e quello mondiale in difficoltà. Russia non riprende, Cina frena, dove guardare?” chiede Melchiorri guardando Paolazzi. “Non è accettabile dover aspettare 1200 giorni per recuperare un credito, contro i 300 degli Stati Uniti. Investiamo in un sistema pubblico snello, con regole rispettate e attuate” è il messaggio per il procuratore Seccia. “Siamo industriali e professionisti che difendono le tradizioni del territori, vogliamo investire per migliorare il futuro delle nuove generazioni. Siamo sempre stati i migliori, ma il mondo cambia. Non basta più il saper fare. Quindi lavoriamo per nuove prospettive di crescita. Senza se e senza ma” conclude il presidente Melchiorri.

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L’intervento del sindaco di Fermo, Calcinaro


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