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Ultimo appuntamento con la rassegna Anomalie

CAPODARCO - In scena il dittico Ciak e Fitz della compagnia 7-8 chili collettivo diretto da Davide Calvaresi che racchiude nella sua ricerca vari linguaggi artistici dalla performance alla video art
martedì 2 maggio 2017 - Ore 10:36
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Ultimo appuntamento venerdì 5 maggio al Teatro Nuovo di Capodarco di Fermo di Anomalie, rassegna multidisciplinare di spettacolo nata dalla collaborazione tra AMAT e NUFABRIC, insieme a Comune di Fermo, Regione Marche e MiBACT.

La conclusione di Anomalie è con il dittico Ciak e Fitz della compagnia 7-8 chili collettivo diretto da Davide Calvaresi che racchiude nella sua ricerca vari linguaggi artistici dalla performance alla video art, segnalandosi come una delle realtà più innovative del panorama italiano.

Ha detto il regista francese Jean-Luc Godard che “la televisione crea l’oblio, il cinema ha sempre creato dei ricordi”. Ciak è un’ avventura nel cinema che ha per protagonista ciò che il cinema ha sedimentato in noi, nella nostra formazione e nella nostra cultura. Un linguaggio comune di immagini, suoni ed emozioni da riconoscere e in cui riconoscerci. Ma la performance teatrale Ciak, essendo proiettata in presa diretta su uno schermo, giocando sull’interazione figura-video, diviene essa stessa un film. Un film che ha una sua sceneggiatura, fatta di altri film, un caleidoscopio di grandi classici tra i quali ci si muove dandogli nuovi significati. Perché Ciak è anche un gioco, in cui il susseguirsi delle citazioni cult viene elaborato in un contesto sottilmente ironico, dove è proprio l’incontro tra la nostra memoria cinefila e lo straniamento proposto in scena dalle sperimentazioni sulla falsa prospettiva a generare un’esperienza divertente e stimolante.

Fitz è un film documentario realizzato durante un laboratorio di sensibilizzazione ai fenomeni migratori nell’ambito del progetto Xsianixnoi (Recanati, 2016). È un lavoro sul viaggio, sul desiderio di cambiare la propria condizione di vita, sul mettersi in gioco in prima persona per migliorare il futuro. È un’esperienza di consapevolezza dei propri desideri e dei mezzi necessari a realizzarli. Immedesimandosi nei panni di chi, ieri come oggi, è costretto a lasciare le proprie certezze per garantirsi un futuro migliore, i bambini si interrogano sul senso del viaggiare, su cosa si lascia e cosa si vuole trovare. Tra dubbi, preoccupazioni e discussioni Fitz racconta la dettagliata organizzazione di questa partenza verso una meta immaginaria.


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