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Agostini sul quartiere sud:
“Tutto fermo da 5 anni,
basta prendere schiaffi”

PORTO SAN GIORGIO - Il resoconto dell'incontro di ieri sera, tenutosi al Caffè Moretto e che ha visto il candidato sindaco avanzare diverse proposte
mercoledì 24 maggio 2017 - Ore 13:57
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“Se il riscatto non parte da qui, da un’area della città che in questi 5 anni ha preso solo schiaffi, siamo perduti. La continuità a una città che muore è una città che muore”. Così il candidato sindaco Andrea Agostini ha concluso ieri sera il suo incontro con i residenti del quartiere sud, tenuto al Caffè Moretto.

“Avrei potuto tenere questa riunione alla sala parrocchiale – ha esordito Agostini – ma ho preferito un esercizio commerciale che è un punto di riferimento per la zona. Essere qui significa rendere merito ai proprietari, che hanno dato la disponibilità ad investire di tasca propria per una rotatoria che renda più fruibile e sicura la viabilità. Mi risulta che non abbiano ancora ricevuto una risposta. Quando un privato è pronto a spendere di tasca propria per la collettività possiamo solo esprimere un plauso e mostrare massima apertura”.

Secondo Agostini “se c’è una parte di Porto San Giorgio che in questi 5 anni non ha ricevuto letteralmente nulla, è il quartiere sud. Nessun intervento, neanche manutenzioni, appena qualche asfaltatura in piena campagna elettorale. Le uniche due cose sono un ampliamento dell’area ricreativa al centro don Bosco, frutto dei soldi a garanzia di un intervento mai attuato dalla Cosmo, e la tensostruttura che rientra nell’ambito dell’operazione Canossiane, opera della nostra amministrazione comunale. Intanto abbiamo assistito qualche giorno fa all’ennesimo allagamento di via Petrarca, una strada con un percorso da mountain bike. Invece di spendere 600.000 euro per imbellettare la pavimentazione di Piazza Matteotti e aprirla di nuovo alle auto, le risorse si sarebbero potute investire lì”.

Il candidato civico sottolinea come la raccolta differenziata con cassonetti a scheda “si sia fermata da due anni a questa parte al quartiere nord. L’operazione andava effettuata per tutti o per nessuno”. Un passaggio anche sull’ecocentro: “Realizzarne uno nuovo in un’arteria importante e a ridosso del sottopasso è sbagliato, offre un brutto biglietto da visita all’ingresso della città e produce problemi di viabilità. Il sud è fermo da 5 anni ad un progetto presentato nella scorsa campagna elettorale, arenatosi perchè il privato è andato in liquidazione. Nel frattempo vogliono spostare l’ecocentro per consentire di costruire. Noi diciamo invece che serve investire subito sulle strutture sportive, a partire dalla pista d’atletica del campo sportivo nuovo, che ci permetterebbe di promuovere eventi anche di caratura nazionale”.

Sulla raccolta rifiuti, Agostini ricorda “il piano d’ambito per una gestione integrata dei rifiuti in scadenza a giugno. Nessuno ne parla, ma è quella la sede per concordare un sistema di raccolta che produca economie sulla tassa rifiuti. Inoltre al nostro ecocentro si recano in molti da Marina Palmense come da Salvano. Occorre una regolamentazione, perchè in questo modo Porto San Girogio paga due volte”. Tra le proposte, l’istituzione di un numero verde per intervenire prontamente su manutenzioni urgenti ed il ripristino della pubblica illuminazione, l’anticipo del servizio di raccolta porta a porta nel periodo estivo per far sì che già al mattino le strade sangiorgesi siano libere dai rifiuti.

Il candidato sindaco propone ai presenti una domanda: “Quali sono ad oggi i motivi per venire a Porto San Giorgio? Fatichiamo tutti a dare una risposta. Ci salviamo solo se lavoriamo in rete con commercianti ed albergatori, se ci distinguiamo per qualità dei servizi offerti, se investiamo nel movimento serale, se facciamo una promozione efficace ed con il collegamento marittimo con la Croazia, un obiettivo che vogliamo assolutamente centrare”.

La conclusione è un invito a tutti a fare la propria parte. “Da solo non posso realizzare nulla – chiude Agostini – solo una rete sociale può fare la differenza. Dobbiamo smetterla di prendere schiaffi senza reagire. O capiamo ora che se non si cambia si muore, oppure non potremo lamentarci”.


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