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Una seconda vita per l’ospedale sangiorgese, il progetto di “Il centro uniti per Loira”

PORTO SAN GIORGIO - La proposta: "Proprio all'interno di tale struttura già esistente, in accordo tra la proprietà Asur ed il Comune, può essere realizzata una casa di riposo o residenza protetta, destinata ad accogliere persone anziane"
domenica 28 maggio 2017 - Ore 11:21
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“Lentamente, ma inesorabilmente, negli ultimi anni si è assistito allo smantellamento della struttura ospedaliera sangiorgese, che ha determinato lo svuotamento di parte della stessa ed il degrado di alcuni spazi verdi circostanti.
Perché non pensarne allora una nuova vita prevedendo che, proprio all’interno di tale struttura già esistente, in accordo tra la proprietà Asur ed il Comune, possa essere realizzata una Casa di riposo o Residenza protetta, destinata ad accogliere persone anziane sia di sesso maschile che femminile ed anche coppie di coniugi?”. Questa la proposta della lista Il Centro Uniti Per Loira in vista delle prossime elezioni comunali. 
Secondo il progetto dei componenti della lista:”La struttura, circondata da spazi verdi ove realizzare giardini ed orti, e dalla quale è facilmente raggiungibile il centro abitato, garantirebbe la fattibilità di progetti di longevità attiva, mentre la prossimità del già attivo reparto di riabilitazione, che dovrebbe essere potenziato con la realizzazione di una piscina riabilitativa, rappresenterebbe un valore aggiunto al progetto, contribuendo ad assicurare un maggior benessere fisico e psichico agli ospiti della Casa di riposo. Se poi si pensa che la gestione della struttura e dei suoi ospiti potrebbe essere concessa in affidamento, è evidente la ricaduta sul territorio comunale in termini di creazione di nuovo posti di lavoro, anche per i più giovani, che andrà ad incidere positivamente sulla complessiva situazione sociale e sulla qualità della vita della città. L’idea ambiziosa, ma concreta, nasce con la finalità di riqualificare l’area dell’ex ospedale e rispondere all’esigenza dei cittadini della terza e quarta età di rimanere a vivere nel proprio paese evitando la migrazione , oggi inevitabile, verso strutture dell’entroterra ed il conseguente sradicamento dal territorio”.


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