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“Ambiente assente dal dibattito elettorale”
la denuncia del comitato
di viale Cavallotti

PORTO SAN GIORGIO - Il Comitato: "Abbiamo lavorato seriamente rappresentando l’unica autentica realtà civica che la città abbia potuto annoverare negli ultimi dieci anni di storia, non scomparirà e continuerà con tenacia a vigilare"
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Il Comitato per la salvaguardia del viale Cavallotti e del verde di Porto San Giorgio denuncia la “pressocché totale assenza nel dibattito elettorale di progetti che pongano al centro dell’interesse collettivo e dell’azione amministrativa l’ambiente ed il verde, nonostante la rilevanza che questi temi hanno sul futuro della città in termini di vivibilità, di caratterizzazione dell’immagine turistica, ormai assai sbiadita, di contrasto alla crescente situazione di degrado idrogeologico dei rilievi collinari, di integrazione delle funzioni ecosistemiche garantite dalla piantumazione delle essenze arboree e, soprattutto, dalla loro cura”. Il comitato per la salvaguardia del viale Cavallotti, dunque, inizia a tirare le somme sulla campagna elettorale dei candidati a sindaco e delle compagini in campo: “I numerosi abbattimenti susseguitisi negli anni, vuoi per le pressioni della società Rfi, vuoi per ritenuta pericolosità delle alberature, mai verificata con metodo scientifico, vuoi per il fastidio rispetto a progettazioni non rispettose della preesistenza di alberi anche centenari, hanno messo a nudo il disinteresse dei diversi competitori per tali fondamentali temi, nonostante si continui in modo stucchevole a dichiarare la volontà di creare aree verdi, in realtà solo tramite l’urbanistica contrattata e, dunque, con ulteriore cementificazione del territorio sangiorgese e senza alcun impegno dell’Ente pubblico.
La gestione e la tutela del verde è andata ancora peggio: basti guardare la desolazione dell’area Bambinopoli in cui, con l’abbattimento delle palme phoenix, resta soltanto una spianata assolata ed invivibile nelle ore diurne; la progressiva scomparsa degli alberi che erano sopravvissuti nell’area a Sud dell’Istituto Canossiane, sbandierata come parco ma, di fatto, ormai a servizio di una struttura commerciale; l’abbattimento dei pini di Via Solferino; la trasformazione dei giardini storici di Viale Cavallotti nell’ennesimo aborto architettonico e viabilistico senza rispetto per il vincolo di tutela.
La mancanza di progettualità e di una visione della città, a fronte di affermazioni vaghe e sibilline come la volontà di piantumare dieci essenze arboree per ogni albero “dismesso” o la forestazione dei versanti di Monte Cacciù, senza indicare come acquisirne la proprietà che è privata, degradano i programmi elettorali a puri specchietti per le allodole.
Il Comitato, che ha lavorato seriamente e con assoluta disponibilità verso le Amministrazioni che si sono succedute ed ha rappresentato l’unica autentica realtà civica che la città abbia potuto annoverare negli ultimi dieci anni di storia, non scomparirà e continuerà con tenacia a vigilare e sollecitare in ogni occasione amministratori insensibili ai valori fondamentali della sostenibilità di uno sviluppo che non può dimenticare la dimensione umana della società, assicurata anche dalla bellezza dei luoghi vissuti”

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