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Dopo dodici stagioni a Capodarco,
Giacomo De Vita saluta la Futura 96

PROMOZIONE - Il campionato alle spalle fatto di alti e bassi, complice anche un brutto infortunio che lo ha visto lontano dal rettangolo di gioco per metà torneo, è stato l'ultimo in maglia rossoblù per il centrocampista classe 1986, che lascia il sodalizio capodarchese, non riconfermato
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De Vita in Fermana – Futura 96, campionato di Prima Categoria nella stagione 2006/07

CAPODARCO DI FERMO – Dopo dodici anni di vittorie, sconfitte, gioie, dolori, salvezze e amare retrocessioni tutte indossando una sola maglia, Giacomo De Vita dice addio alla Futura 96.

Una decisione, dettata non dal giocatore ma dalla società, che, non riconfermandolo, ha spiazzato tutti, in primo luogo il centrocampista classe 1986. ” Non so con esattezza il motivo per cui io non sia stato riconfermato per il prossimo campionato – ha commentato De Vita -, ma non credo sia dovuto all’infortunio della scorsa stagione (rottura del metatarso ndr) visto e considerato che i tempi di recupero erano dalla mia parte. Credo piuttosto che la causa sia legata alla regola degli under, che, a parer mio, nuoce sia a noi over, in quanto troviamo meno spazio, sia alle società, dal momento che sono obbligate a farli giocare. Tuttavia, ci saranno dietro altre motivazioni di cui solo la società ne è a conoscenza, ma resta il fatto che non me lo aspettavo. Dopo tutti questi anni passati alla Futura 96, so bene come funziona: come sempre aspettavo una loro telefonata per programmare la prossima stagione, ma questa volta il colloquio ha avuto un esito negativo. Sinceramente sono rimasto senza parole, perché in primo luogo, come detto, non me l’aspettavo, ma anche perché siamo già a metà luglio e la maggior parte delle squadre hanno completato la campagna acquisti per la prossima stagione. Sono molto deluso e amareggiato, in quanto la ferita è ancora calda, ma spero che il tempo mi dia una mano a superare questo momento”.

Dunque, si chiude una lunga avventura per un De Vita che non ha mai nascosto il desiderio di indossare la fascia di capitano in veste rossoblù. “Sono nato e cresciuto a San Michele (una frazione di Fermo a pochi passi da Capodarco), dopo 3 anni di settore giovanile alla Fermana, decisi spontaneamente di andare alla Futura perché è la squadra del mio paese e sono rimasto lì per ben sei anni. Successivamente, a causa della rottura del legamento, ho cambiato quattro squadre in due anni, ritrovando confidenza con il rettangolo di gioco e nei miei mezzi tecnici. Dopodiché, nella stagione 2011/12, il cuore mi ha riportato a Capodarco per altre sei stagioni. Dopo dodici anni con un’unica maglia addosso è normale che diventare capitano fosse un mio obiettivo, anche perché in squadra ero il più anziano. Tuttavia non posso essere che felice che la fascia sia stata data a Francesco Conte, che oltre a dare l’anima con me e pochi altri miei ex compagni per questa maglia, fuori dal rettangolo di gioco è anche il mio migliore amico; una persona eccezionale che ci mette davvero il cuore e del quale sono orgoglioso di averlo avuto come capitano”.

Per il prossimo futuro, De Vita non ha intenzione di appendere gli scarpini al chiodo, ma è pronto per una nuova sfida. “Ora come ora non sto cercando nulla, perché sono ancora scosso dalla notizia che mi ha un po spiazzato, ma aspetto che arrivi qualche offerta o qualche progetto allettante, in tal caso deciderò il da farsi, ma per adesso mi sto allenando per ritornare al meglio della condizione dopo l’ultimo infortunio”.

Il centrocampista, ormai ex Futura 96, porterà nel cuore gli anni in rossoblù, ringraziando in particolar modo tre personaggi che lo hanno aiutato nella sua crescita calcistica, insieme a tutti i compagni da 5 anni a questa parte. “Vorrei esprimere la mia riconoscenza nei confronti di tre allenatori: Gianni Clerici, che è stato il primo a trovare il mio ruolo in campo, Massimo Cardelli, che è stato l’unico a credere in me in due anni per me molto duri e Fabio Roscioli, con il quale ho avuto il piacere di condividere la promozione in Seconda Categoria, la vittoria in Promozione e la salvezza, sempre in Promozione, l’anno seguente”.

Leonardo Nevischi


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