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Solo un terreno su 10 irrigabile, raccolta acqua fondamentale per salvare l’agricoltura di qualità

MARCHE - Per la Coldiretti servono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali
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Con appena un terreno su 10 che può essere irrigato l’annuncio della Regione Marche di voler dichiarare lo stato di calamità per l’agricoltura risponde alle segnalazioni inviate da Coldiretti sulla difficile situazione nei campi. Dal girasole all’olio, dal mais agli ortaggi, fino alla drammatica situazione del fieno per gli animali, la siccità sta colpendo duramente l’agricoltura marchigiana. La mancanza di pioggia (-77 per cento nella seconda decade di luglio) sta stressando colture e animali, con un doppio danno per gli agricoltori, che al calo dei raccolti vedono abbinarsi un aumento vertiginoso dei costi di produzione. La prima voce è rappresentata dall’irrigazione, ma ciò è peraltro possibile solo sul 10 per cento dell’intera superficie coltivata, con la parte restante costretta a fare i conti con la perdurante assenza di precipitazioni.

Secondo Coldiretti, di fronte alla tropicalizzazione del clima l’unica strada per salvare l’agricoltura di qualità è raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi attraverso interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini aziendali e utilizzando anche le ex cave e le casse di espansione dei fiumi per non disperdere l’acqua piovana.


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