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Cineteatro Gigli, nuovo schema
per acquisire la parte pubblica
(LE FOTO DEI LAVORI)

PORTO SANT'ELPIDIO - Il comune verserà subito, come caparra, 390.000 euro, somma uguale al valore espresso dall'Agenzia del demanio per com'è il bene allo stato attuale. Il valore complessivo dei lavori inerenti la parte pubblica dell'edificio è di 1.561.000 euro
lunedì 20 novembre 2017 - Ore 11:44
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“Cambia la forma, non la sostanza”. Mentre all’ex cineteatro Gigli avanzano i lavori di restauro, il comune di Porto Sant’Elpidio si prepara a portare in Consiglio comunale, il 30 novembre, un nuovo schema di accordo col privato, con la stipula di un preliminare di vendita per l’acquisizione della porzione pubblica della struttura. Ad annunciare l’intesa stamattina il sindaco Nazareno Franchellucci e il proprietario dell’edificio vincolato, Aldo Moreschini. L’accordo approvato a dicembre del 2016 sarà revocato e sostituito con un contratto con cui l’ente acquisisce la parte d’immobile, previo parere di congruità dell’Agenzia del demanio. Il Comune verserà subito, come caparra, 390.000 euro, somma uguale al valore espresso dall’Agenzia del demanio per com’è il bene allo stato attuale. Il valore complessivo dei lavori inerenti la parte pubblica dell’edificio è di 1.561.000 euro. Al comune di Porto Sant’Elpidio toccherà successivamente effettuare un proprio appalto per gli ultimi lavori, una volta presa in consegna la parte pubblica dell’ex cineteatro, con arredi, impianto antincendio, impianto acustico e corpi illuminanti, per una somma stimata in 130.000 euro. Contestualmente, va in Consiglio comunale anche l’accordo di acquisto per il lotto di via Mameli, per una somma 1.200.000 euro, che il privato intende iniziare a costruire dai primi mesi del 2018. Le cifre e le opere di urbanizzazione previste restano le stesse.
“In 10 mesi, dallo schema di accordo votato a dicembre 2016, era inevitabile che le cose andassero avanti – premette il primo cittadino Nazareno Franchellucci – Già allora era tangibile la volontà di ambo le parti di arrivare ad un accordo. Ora, a fine mese, approveremo delle variazioni. L’Amministrazione comunale ha la piena intenzione di portare a termine quest’opera, ma senza un’interlocuzione seria e competente con un grande professionista come Moreschini sarebbe andato tutto a monte. Molti privati, al posto suo, sarebbero scappati di fronte alla lentezza della burocrazia”. Il riferimento evidente è ai 10 mesi aspettati per ricevere un parere sul valore del cineteatro Gigli da parte dell’Agenzia del demanio. Moreschini ha affidato alla ditta Scisciani e Frascarelli i lavori di restauro del Gigli. Un’operazione difficile, continua Franchellucci, “perchè oggi quasi tutte le ditte con le certificazioni necessarie per questo tipo di restauri sono impegnate con il terremoto”.
Ma cosa cambia? “Oggi sappiamo con precisione quanto costa realmente il restauro del cineteatro, non parliamo più di ribassi del 10 o del 20%, il contratto ci vincola con delle cifre chiare, conferma la volontà di acquisire una porzione dell’edificio e d’ora in poi i lavori saranno seguiti anche dai nostri tecnici, che effettueranno le dovute perizie al temrine del cantiere. Successivamente ci saranno spese di esclusiva competenza del comune che verranno effettuate per la destinazione che intendiamo dare alla struttura, quindi auditorium e biblioteca”. Il punto interrogativo rimane dettato dalle eventuali indicazioni della Soprintendenza regionale su ulteriori interventi e migliorie, che potrebbero richiedere un’ulteriore spesa da dividere tra privato e Comune a seconda della tipologia dei lavori richiesti.


Franchellucci si dice tranquillo sul fatto che l’Agenzia del demanio fornirà parere favorevole sulla congruità dei costi. “Il valore dei lavori è stato calcolato su parametri oggettivi e siamo assolutamente sereni che vi sarà pieno riconoscimento della congruità delle somme indicate. Partiamo quindi con un importo complessivo di spese inferiore rispetto a quanto avevamo ipotizzato 10 mesi fa”.
Di poche parole il costruttore Aldo Moreschini: “Vado avanti con tranquillità per garantire quello che ho promesso, anche se per interventi su edifici vincolati possono sempre arrivare degli imprevisti. Nel contratto si parla di 7 mesi per la consegna dei lavori a partire dalla stipula, lavoriamo quindi per concludere tutto tra giugno e luglio e ce la metterò tutta per rispettare le tempistiche. Abbiamo apportato alcune modifiche al restauro per garantire maggiore sicurezza, ad esempio soppalco e solai si faranno in cemento armato anziché in legno come avevamo ipotizzato all’inizio, la Soprintendenza è stata consultata ed ha condiviso questa soluzione”.

M.M.

 

 


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