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Camera di Commercio Unica
il Fermano contro Ceriscioli: “Restaurazione di un Governo inefficiente, centralismo senza dialogo”

FERMO - "Attendiamo fiduciosi che entro il 10 settembre il Consiglio dei Ministri intervenga con un decreto per bloccare l’iter del Decreto Calenda e si possa metter mano ad una riforma reale delle Camere di Commercio"
martedì 14 agosto 2018 - Ore 11:02
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“Prendiamo atto delle recenti dichiarazioni del Presidente delle Regione Marche Ceriscioli che annuncia tempi rapidissimi e quindi la ‘gran fretta’ per l’avvio della Camera di Commercio Unica regionale nonchè il vanto per il raggiungimento di questo obiettivo “attuato in queste modalità solo dalla nostra regione”. Infatti il Decreto Calenda prevedeva la possibilità di istituire nella Marche una CCIAA Marche sud e un CCIAA Marche nord, soluzione che era stata scelta come la soluzione ideale da Unioncamere Marche per garantire una presenza a favore delle imprese del nostro variegato territorio che ritrova delle caratteristiche di omogeneità appunto nella suddivisione Marche nord e Marche Sud. Tale risultato è stato ottenuto dalla giunta Ceriscioli attraverso una serie di forzature che ha fatto leva sulla crisi di buona parte delle associazioni imprenditoriali regionali, non ascoltando le richiese che provenivano dai territori”.

Arriva durissimo, alla vigilia di Ferragosto, l’attacco di dieci consiglieri della Camera di Commercio di Fermo dopo l’annuncio del presidente della Regione Luca Ceriscioli di tempi rapidissimi per l’istituzione della Camera di Commercio Unica. Una realtà che il Fermano ha da sempre rifiutato a favore di una Camera delle Marche Sud. Un chiaro messaggio arrivato anche dal mondo delle imprese, vere protagoniste dei servizi offerti della Camera di Commercio, ma che è passato inosservato da parte del governo regionale.

E’ preoccupante – spiegano i dieci consiglieri –  osservare come in un momento di chiara crisi della nostra regione e del nostro modello economico il Presidente della Regione presenti la Camera Unica Regionale come un grande obiettivo raggiunto e abbia attuato in questi anni una battaglia con tutti i mezzi a disposizione pur di raggiungerlo. Facciamo presente al Presidente Ceriscioli che il contributo della Regione Marche alla Camera Unica Regionale sarà inferiore a quanto apporterà la sola CCIAA di Fermo e che tale contributo regionale è stato previsto per il 2020, anno in cui si svolgeranno le prossime elezioni regionali e quindi a carico di una nuova amministrazione regionale. Tale impostazione è la restaurazione di un  modello di governo regionale inefficiente che spreca risorse pubbliche accentuando  il centralismo regionale che non dialoga con i territori e il  consociativismo con associazioni di rappresentanza imprenditoriali in crisi controllate ora più decisamente dal governo regionale. Non troviamo traccia di ciò che richiedono imprese e territori, ovvero centralità dell’impresa e meritocrazia nell’uso delle risorse invece di rapporti consociativi che non sono mai liberi. Le vere riforme non si realizzano mai  dall’alto, ma nascono dal basso, coinvolgendo la gente in un percorso di costruzione comune che vede insieme popolo e politica. Non è questo che sta facendo la Giunta Ceriscioli”.

Da qui l’appello all’attuale Governo: “Prendiamo atto dell’ascolto che il governo nazionale ha prestato alle esigenze che provengono dai territori sul tema delle CCIAA attraverso i parlamentari e rappresentanti locali del Movimento 5 Stelle e della Lega, istanze ora suffragate anche dalle recenti pronunce del Consiglio di Stato. Chiediamo che tale ascolto si traduca ora in atti concreti in quanto la credibilità di una posizione si attesta solo dai fatti e pertanto attendiamo fiduciosi che entro il 10 settembre il Consiglio dei Ministri intervenga con un decreto per bloccare l’iter del Decreto Calenda e si possa metter mano ad una riforma reale delle Camere di Commercio.  C’è ancora qualche forza politica  che voglia riformare veramente l’Italia?”

 

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