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Italia Nostra sulla ciclovia del Tenna: “Progetto da modificare, Fermo e Porto San Giorgio vanno coinvolte”

FERMO - L'associazione critica sul progetto finanziato con il Fondo sviluppo coesione: "Sarebbe stato meglio il percorso sulla riva destra del Tenna; occorre coinvolgere Fermo e Porto San Giorgio, l'ideale sarebbe un percorso sul vecchio tracciato ferroviario".
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Italia Nostra invita a rivedere il progetto per la ciclovia sul Tenna. Il finanziamento, 3,3 milioni del Fondo sviluppo e coesione, presentato nei giorni scorsi dalla Regione Marche, intende realizzare, in una prima fase, circa 15 chilometri di pista ciclabile. “L’ipotesi – nota la sezione fermana dell’associaizone – prevede di partire dalla riva sinistra della foce del Tenna e, percorrendo i parchi fluviali di Sant’Elpidio a Mare e di Monte Urano, risalire fino a Campiglione di Fermo dove un nuovo ponte ciclo-pedonale permetterà il passaggio in località Molini Girola di Fermo, ipotizzando un remoto collegamento con quello che era il tracciato della vecchia ferrovia Porto S. Giorgio-Fermo-Amandola”.

Per Italia Nostra non è la strada giusta, intanto perchè “si sorvola sull’eventualità che in caso di esondazione del fiume ogni lavoro andrebbe vanificato, che la zona alla foce del Tenna, a detta di esperti, è a rischio inondazione permanente, che il percorso della riva destra sarebbe stato più agevole e meno rischioso utilizzando il tracciato della Sp Lungotenna”.

L’associazione ricorda il proprio impegno per il recupero del tracciato della vecchia ferrovia. “In un incontro in regione a maggio erano queste le premesse per la realizzazione della pista ciclabile, il recupero appunto del vecchio tracciato che, partendo da Porto S. Giorgio, arrivasse a Fermo per poi raggiungere Amandola. Si pensava, addirittura, di collegarsi con analoga pista già in gran parte realizzata dalla Regione Umbria e che mira a raggiungere la costa adriatica. Questa la ragione per cui la posizione di Italia Nostra, rifuggendo da posizioni campanilistiche ma fedele a un lavoro svolto da oltre venti anni, non concorda assolutamente con il progetto della Regione Marche”.

L’invito è quello di valorizzare Fermo e Porto San Giorgio, “dove insistono circa 10 tra camping e agricamping; le due località quindi turisticamente valide e storicamente e culturalmente interessanti (in particolare Fermo) non possono rinunciare ad un apporto promozionale che una ciclovia potrebbe determinare. C’è una forte richiesta, proprio nelle Marche e per il nostro territorio, di strutture cicloturistiche da parte del turismo nazionale e soprattutto estero ed è stato calcolato che per ogni ospite ci sarebbe un apporto monetario di circa 400 €. Fermo e Porto S. Giorgio non possono essere escluse da un simile contesto. Per questo chiediamo venga preso in considerazione ed aggiunto alle 13 previste, un progetto di pista ciclabile che, partendo da Porto S. Giorgio e percorrendo il vecchio tracciato ferroviario arrivi a Fermo per poi congiungersi in località Girola, con quello proveniente dalla foce del Tenna. Un progetto di fattibilità per tutto il percorso (da Porto S. Giorgio ad Amandola) è già in possesso di Italia Nostra. Si tratta solo di approfondirlo con un’attenta analisi ed eventualmente implementarlo. Nel progetto stesso è contemplato anche il recupero della stazione di Fermo Santa Lucia che, finalmente, troverebbe una degna destinazione d’uso”.

In conclusione, Italia Nostra non vuole “recedere dall’idea di fattibilità di un tracciato che comprenda ed insista su Porto S. Giorgio e Fermo, fermamente convinti di interpretare anche le aspirazioni della popolazione delle due città che non vanno disattese. Provincia e amministrazioni locali abbiano la capacità di pensare e progettare il futuro del nostro territorio in un’ottica più ampia e mettano in gioco il proprio prestigio ed il proprio potere per spendere le proprie forze in programmi di rilievo”.


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