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Avis nel Fermano, crescono sezioni, donatori e donazioni nonostante i problemi (IL VIDEO)

FERMANO - Il presidente provinciale, Franco Rossi: “Auspichiamo la riduzione delle criticità nei centri di raccolta. Occorre dare la possibilità ai nuovi iscritti di donare"
sabato 29 Dicembre 2018 - Ore 14:49
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di Alessandro Giacopetti

Bilancio 2018 tra luci e qualche ombra per l’Avis Provinciale di Fermo. Incontro con la stampa oggi al Caffè Letterario al termine di una riunione cui erano presenti delegati e presidenti delle 12 sezioni comunali che compongono la rete di Avis del Fermano. Il presidente provinciale Franco Rossi ha esordito: “Un plauso ai donatori per aver raccolto 900 sacche di sangue in più rispetto allo scorso anno, per altro in un momento non facile per la sanità nazionale. Aumentano anche gli iscritti: 259 quelli che hanno donato per la prima volta, alcuni dei quali hanno sostituito coloro che non possono più donare ma che continueranno ad esser avisini tenendo alto il nome dell’associazione.

Quest’anno è stato riaperto il centro donazioni di Amandola chiuso a causa del sisma – ha ricordato Franco Rossi, che non ha poi nascosto gli episodi di difficoltà – Il primo problema è che il personale gestito dal centro di raccolta di Fermo ha diminuito la sua capacità lavorativa perché si è ridotto il numero di operatori. Diretto dalla dottoressa Giuseppina Siracusa, che oltre al ruolo di dirigente svolge persino quello pratico, il centro di Fermo è di fatto un reparto dell’Ospedale Civile Augusto Murri. Pertanto i 4 medici e infermieri del centro devono svolgere anche altri compiti. Essendo ridotto il personale, sono stati ridotti anche i giorni di raccolta a livello di centri periferici, situati nei Comuni della provincia. Tali chiusure – ha anticipato il presidente Rossi – proseguiranno anche nel mese di gennaio 2019, comportando una riduzione delle sacche di sangue raccolte e un aumento dei tempi per la visita di idoneità per i nuovi donatori”.

E’ lo stesso presidente dell’Avis Provinciale di Fermo a rivelare: “Circa 15 giorni fa abbiamo scritto una lettera ai vertici dell’Asur regionale e dell’Area Vasta 4, Alessandro Marini e Licio Livini. Nella missiva abbiamo indicato le varie criticità dei centri di raccolta del sangue. Ad oggi ancora attendiamo una risposta. Intanto auspichiamo l’assunzione di nuovo personale sia a tempo determinato che indeterminato. Questo perché il donatore è il fornitore di un mezzo importantissimo per il servizio sanitario regionale e nazionale e volontario che va messo nella possibilità di poter effettuare la donazione di sangue.”.

E’ stato poi l’ex presidente provinciale Giovanni Lanciotti, oggi vice presidente dell’associazione, a portare i numeri dalle varie sezioni comunali: “L’Avis di Porto Sant’Elpidio ha incrementato le donazioni di 180 unità, Montegranaro di 107, Montegiorgio di otre 80 unità. Bene anche Monte San Pietrangeli e la neonata comunale di Monte Urano con un +65. Raccolte in tutto circa 8000 unità di sangue e plasmaferesi per un totale di 4500 donatori, 259 in più rispetto all’anno scorso. Da una parte – ha sintetizzato in conclusione Giovanni Lanciotti – abbiamo il sistema sanitario che ci chiede maggior quantità di sangue, dall’altra le chiusure e la situazione attuale relativa alle risorse umane rende difficile la donazione. Nonostante questo i numeri dell’Avis Provinciale Fermo sono in crescita”.

Presenti in sala i componenti delle varie sezioni comunali.


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