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IL PUNTO
Tanti buoni propositi fermi ai nastri di partenza: si cominci a ragionare in un’ottica comprensoriale

FERMO/PORTO SAN GIORGIO - "Leggendo tra le righe degli annunciati programmi amministrativi per il 2019, al netto del ponte, Calcinaro e Loira sembrano più impegnati a portare a casa opere indiscutibilmente importanti per le comunità che a ragionare su prospettive di collaborazione pratica oltre che teorica"
giovedì 10 Gennaio 2019 - Ore 12:59
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I sindaci Paolo Calcinaro e Nicola Loira

 

di Sandro Renzi

Che il tema dell’unione o della fusione dei due Comuni non fosse all’ordine del giorno, e tanto meno nei rispettivi programmi elettorali, è cosa nota. Troppi campanili da superare ma anche oggettive questioni tecniche da affrontare. Il che non significa che in una strategia di breve periodo questo non possa essere un obiettivo a portata di mano. Ma che al netto del ponte ciclopedonale sul fiume Ete e di qualche dichiarazione di intenti, la collaborazione tra Fermo e Porto San Giorgio non pare abbia partorito altro risultati significativi, anche questo è ormai cosa nota.

Per la progettazione del ponte i rispettivi uffici tecnici si sono dati da fare interfacciandosi e distribuendosi i carichi di lavoro. Tutto ha funzionato e i soldi della Regione arriveranno. Ciò significa che l’atteso salto di qualità, peraltro auspicato dai vertici regionali e dal Governo centrale, più quello passato che l’attuale a dire il vero, é possibile anche in altri settori: finanza, ragioneria, urbanistica, programmazione degli eventi estivi e natalizi, raccolta dei rifiuti, vendita del gas. Anche se su quest’ultimo fronte si profila all’orizzonte un’operazione di fusione, delle due società strada obbligata per restare competitive sul mercato. Per il resto, invece , a prevalere sono ancora timori ed ostracismi. Le economie di scala che si possono ottenere attraverso l’aggregazione dei servizi è un dato di fatto. Si era addirittura ipotizzata una più stretta sinergia tra i due comandi di polizia municipale. Si é più volte auspicato un tavolo per la concertazione degli eventi ed evitare cosi gli accavallamenti. Si è ipotizzata una armonizzazione fiscale, magari per qualche categoria come quella dei concessionari di spiaggia. Si é rimarcata la necessità di pianificare insieme il futuro dei territori che confinano. Tanti buoni propositi fermi ai nastri di partenza.

Leggendo tra le righe degli annunciati programmi amministrativi per il 2019, al netto del ponte, Calcinaro e Loira sembrano pù impegnati a portare a casa opere indiscutibilmente importanti per le comunità che a ragionare su prospettive di collaborazione pratica oltre che teorica. Si potrebbe obiettare che in questo anno e mezzo che divide il sindaco di Fermo dalla fine del suo primo mandato, Calcinaro abbia altre cose a cui pensare. Politicamente legittimo anche in funzione della sua ricandidatura. O che il primo cittadino di Porto San Giorgio temporeggi in attesa di conoscere chi sarà il suo interlocutore fermano. E che pertanto sarebbe superfluo tornare ora allo stesso tavolo. Non é cosi. I tempi della politica sono veloci.

Cambiamenti cosi radicali richiedono invece tempo e lungimiranza. Vanno fatti metabolizzare alle rispettive comunità. Vanno programmati e pianificati. Non si perda tempo allora e si cominci di nuovo a ragionare in un’ottica non più comunale ma comprensoriale. Calcinaro e Loira hanno a disposizione gli strumenti e le capacita per farlo, anche se vorrà dire perdere qualche manciata di consensi.


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