
Il comparto del Cappello su scala nazionale nel periodo gennaio-settembre 2018 presenta, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nel suo complesso un aumento sia delle esportazioni che delle importazioni, benché in forma leggermente più contenuta. Le esportazioni continuano comunque a rappresentare la parte preponderante delle produzioni per le aziende del Settore Cappello su scala nazionale, con una percentuale pari al 77%.

Paolo Marzialetti
In questo scenario va detto che circa il 70% del valore in termini di aziende, addetti e fatturato spetta al nostro Distretto del Cappello Fermano (Montappone, Massa Fermana, Monte Vidon Corrado, Falerone) – Maceratese (Mogliano, Loro Piceno, Sant’Angelo in Pontano) il cui core-business e` comunque rappresentato dai soli comuni di Montappone e Massa Fermana, dove risiedono oltre l’80% delle aziende del Distretto e circa il 50% di quelle su scala nazionale. Un distretto, quello Fermano Maceratese che conta circa 1600 addetti (compreso l’indotto) per un fatturato complessivo di 100 milioni di Euro di cui 77 milioni dall’export. Dati accolti positivamente anche da Paolo Marzialetti, Presidente Nazionale Settore Cappello e Vicepresidente Federazione Italiana TessiliVari.
I cappelli di paglia al Terzo Trimestre del 2018, pur restando in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente, frenano il calo delle importazioni attestandosi a -10% in valore. Mentre per quanto riguarda le esportazioni ammontano invece a 17 milioni di euro, con un calo del 3,9%.
I berretti al contrario sempre nel periodo Gennaio-Settembre 2018 evidenziano un aumento sia delle importazioni (+3%) che delle esportazioni (+15,1%), confermando il trend dello stesso periodo dell’anno precedente, pur se in forma ridotta.
Il paese maggior fornitore nello stesso periodo rimane di gran lunga la Cina con 42 milioni di euro, (+2%) pari al 46% del totale importato, confermando dunque la stessa tendenza dell’anno precedente, ma con un aumento soltanto tendenziale.
Le esportazioni principali al Terzo Trimestre del 2018 vedono per la prima volta nella storia recente del nostro settore produttivo in testa la Svizzera, che con uno storico balzo passa dalla quarta alla prima posizione, con un’ulterione esplosiva performance (17 milioni di euro, +99,8%) non più solo per via delle triangolazioni commerciali con vari paesi tra i quali la Russia, tornata purtroppo quest’anno in territorio negativo dopo la difficile ma apprezzabile reazione delle stagioni precedenti alle assurde sanzioni commerciali, ma soprattutto per la presenza nel proprio territorio delle piattaforme logistiche di tutti i principali gruppi del segmento del lusso, ai quali fanno ormai capo quasi tutti i più importanti Top Luxury Brands che operano a livello globale. La sua supremazia è confermata anche dai dati Istat a livello aggregato relativi agli articoli del tessile-abbigliamento, che non includono le calzature e pelletterie, esportati dalle aziende della nostra Regione Marche, per cui la Svizzera si conferma quale primo paese d’esportazione.
Lascia dunque la vetta la Germania (15 milioni di euro, -2,4%), che conferma il trend negativo già evidenziato nel primo trimestre 2018. Sempre seguita dalla Francia che con i suoi 14 milioni di euro, +2,7% continua la sua tendenza positiva ancorché più contenuta rispetto all’anno precedente. Di conseguenza scende dal podio il Regno Unito, che pur continuando ad ottenere ottimi risultati malgrado stia affrontando la difficile situazione d’incertezza dovuta all’imminente attuazione della Brexit, con i suoi 12 milioni di euro, +24,1% nel periodo Gennaio-Settembre 2018.
Continuano inoltre le ottime performances degli Stati Uniti, che insistono nel recupero del terreno perduto degli anni precedenti, malgrado la propaganda protezionista del Presidente Donald Trump e la relativa guerra commerciale in atto, che toccano i 10 milioni di euro, +29,7,% confermando il forte segnale già evidenziato nei primi tre mesi di quest’anno. Sempre in territorio positivo da diverse stagioni la Spagna, ormai stabilizzatasi, con 6,3 milioni di euro, +4,4%. Come continuano ad esssere buone anche le esportazioni verso i Paesi Bassi (4,5 milioni di euro, +15%), che sopravanzano purtroppo anche la Russia, (4,3 milioni di euro -12,8%) che è costretta ad arrestare dunque il suo difficile temporaneo ritorno degli anni precedenti, sempre per via delle sanzioni ancora in essere. Mentre restano appena in attivo le esportazioni verso l’Austria, con 3,8 milioni di euro, +1,2,%, in frenata dopo i buoni riscontri delle stagioni scorse. Continua infine la lunga notte, che sembra non finire ancora, per il Giappone (3,3 milioni di euro, -5,8%), che conferma le negative performances degli anni passati purtroppo anche per il periodo Gennaio-Settembre 2018.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati