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Estate, il messaggio dell’arcivescovo Pennacchio
a turisti e operatori: “Siate dono gli uni
per gli altri in questa terra così ospitale”

FERMANO - L'arcivescovo di Fermo, Rocco Pennacchio, per i turisti auspica un tempo di incontro con la gente delle nostre comunità. Agli operatori raccomanda la massima attenzione alla dignità della persona
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L’arcivescovo Rocco Pennacchio

Con l’arrivo dell’estate, anche quest’anno l’arcivescovo  di Fermo, monsignor Rocco Pennacchio ha inviato un saluto e un augurio ai turisti in visita alla diocesi e agli operatori del turismo che si adoperano per l’accoglienza. Per i primi auspica un tempo di incontro con la gente delle nostre comunità. Ai secondi raccomanda la massima attenzione alla dignità della persona.

“Carissimi ospiti della nostra terra fermana, accolgo con piacere – le parole dell’arcivescovo rivolte ai turisti – la vostra venuta tra noi e auguro un proficuo e sereno tempo di riposo a voi e alle vostre famiglie.
L’occasione mi è gradita anche per rivolgervi un invito che parte dalle parole di Papa Francesco pronunciate in occasione del recente incontro con il Centro Turistico Giovanile. Egli auspica «un turismo non ispirato al canoni del consumismo o desideroso solo di accumulare esperienze, ma in grado di favorire l’incontro tra le persone e il territorio, e di far crescere nella conoscenza e nel rispetto reciproco».
Vi esorto a vivere questo tempo lasciandovi stupire dalla nostra terra, una serie di luoghi da scoprire e un patrimonio di natura, storia, arte, cultura e fede attendono lo sguardo di persone desiderose di entrare in contatto con la nostra gente e con le tante tradizioni, meraviglie e innovazioni che caratterizzano ogni valle, collina, monte, pianura e litorale marino.
Posso testimoniare la forte propensione all’accoglienza delle persone che abitano questo territorio. Cordialità, premura, rispetto e un grande spirito di ospitalità pervadono le nostre comunità, che sono sempre pronte ad offrire una moltitudine di proposte ed iniziative, dalle feste patronali agli eventi culturali, dalle rievocazioni storiche agli spettacoli di varia natura ed arte. Tutto questo avviene in un paesaggio che va dalle montagne fino alla costa adriatica.
Il tempo delle vacanze, dunque, sia per voi tempo di ricerca e di scoperta. Ogni territorio possa rivelarvi il tesoro che contiene e raccontarvi le storie e le tradizioni delle persone e delle comunità locali. Ogni incontro che queste vacanze vi regaleranno sia l’occasione per riconoscersi ed essere riconoscenti, in un atto di ospitalità reciproca dell’unico genere umano a cui ciascuno appartiene. La nostra chiesa fermana, fatta di parrocchie, santuari, chiese, abbazie, monasteri, conventi, musei, oratori, è pronta a intraprendere e rinnovare questo atto di conoscenza e riconoscenza che vuole tendere al rispetto reciproco e alla gratitudine gioiosa.

Nell’attesa di poterci incontrare, benedico voi tutti e per l’intercessione della Vergine Maria Assunta in Cielo, patrona della nostra arcidiocesi, discenda su di voi e sulle vostre famiglie la benedizione di Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo”.

Dai turisti agli operatori pronti ad accoglierli. L’arcivescovo si rivolge anche a loro:

“Carissimi, è con grande piacere che vi rivolgo un saluto e un augurio per la stagione estiva, che quest’anno sembra essere un po’ in ritardo ma che non mancherà di registrare puntualmente impegno e dedizione da parte vostra nei confronti dei tanti ospiti che visiteranno la nostra terra fermana.
Colgo questa occasione per sottoporre alla vostra attenzione e riflessione due aspetti che mi sembrano importanti.
Il primo fa eco alle parole di Papa Francesco: “Il lavoro è un elemento fondamentale per la dignità della persona” (Tweet in occasione della festa del primo maggio 2018). La vostra professione conferisce dignità perché vi arricchisce del contatto e del confronto con le persone. Infatti, le vostre mani, a differenza di quelle di un artigiano, plasmano non tanto prodotti, ma relazioni autentiche. Non è un caso che le persone che visitano il nostro territorio apprezzino, di voi operatori, il desiderio di fare conoscenza, la premura, l’attenzione alle necessità, come pure la discrezione e il rispetto. Vi proponete di fare felici gli ospiti delle vostre strutture. Se è vero che in ogni persona abita un profondo desiderio di gioia, allora i vostri luoghi di ospitalità siano capaci di accoglierlo e prenderlo in considerazione.
Il secondo aspetto riprende un pensiero che mi sta particolarmente a cuore, già espresso lo scorso anno, riguardante i tanti rapporti intergenerazionali che si instaurano nel vostro ambito.
Esorto ciascuno di voi, giovane e adulto, a cogliere la ricchezza del dono che ognuno può essere per l’altro. E importante che ad un proposito facciano seguito degli atteggiamenti costruttivi e intenzionalmente collaborativi.


Al giovane dico: apprezza l’esperienza dell’adulto e osserva con rispetto il suo operato; impara ad essere paziente e ad attendere che i risultati del tuo lavoro si manifestino; pensa e progetta come migliorare e fa’ le tue proposte con discrezione e senza forzare la mano.
All’adulto dico: ricerca con attenzione e pazienza le qualità particolari racchiuse nel giovane; mettilo alla prova in modo graduale, rispettoso e non affrettato, facendogli cogliere la bellezza di ogni seppur piccolo miglioramento; sottolinea con delicatezza le imperfezioni e le debolezze presenti nella personalità del giovane affinché, col tuo accompagnamento, le sappia trasformare in soluzioni e competenze; accogli le sue riflessioni e le sue proposte senza rispondere che “si è sempre fatto così” ma prova ad integrarle con la tua esperienza perché ne scaturisca un lavoro condiviso.
Tutta la chiesa fermana condivide con voi queste attenzioni. Ogni comunità locale è chiamata ad affiancare la vostra opera di accoglienza cordiale e a condividere il dono reciproco dell’incontro.
Vi affido alla cura accogliente della Mamma di Gesù, Maria Assunta in cielo, Patrona della nostra Arcidiocesi; per sua intercessione scenda su di voi e sulle vostre famiglie la benedizione di Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo”.


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