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La polizia di Stato celebra
il suo San Michele Arcangelo
a Monsampietro Morico, molto più di una festa (Foto e Video)

MONSAMPIETRO MORICO - La questura di Fermo questa mattina ha celebrato il patrono della polizia nella chiesa che porta il suo nome, riaperta dopo il sisma nel novembre dello scorso anno. Celebrazioni liturgiche officiate dall'arcivescovo Pennacchio alla presenza delle più alte cariche istituzionali, civili e militari del territorio con in testa il prefetto Filippi, il questore Soricelli e il sindaco Gualtieri
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Il questore Soricelli e il sindaco Gualtieri alla festa del patrono della Polizia a Monsampietro Morico

 

servizio di Simone Corazza

La devozione al santo patrono della polizia di Stato, la gioia nel poter riaccedere a un luogo di culto ridonato alla comunità lo scorso 4 novembre dopo le ferite del sisma, una chiesa che ha proprio il nome di quel patrono, San Michele, la Questura di Fermo che porta la sua festa nell’entroterra, in quelle zone che maggiormente hanno sofferto, e continuano a soffrire per la piaga del terremoto. Le più alte cariche militari e civili che si ritrovano in un borgo, a contatto diretto con il cuore e le radici di una provincia. E, a suggello, la notizia dell’intitolazione di una zona del paese, in occasione dei 60 anni di ingresso delle donne in polizia, all’agente Emanuela Loi che perse la vita nella strage di via D’Amelio.

La festa del patrono San Michele Arcangelo, quest’anno, per la polizia di Fermo ha mille risvolti, mille messaggi, intrisa di significato, nulla scontato, un insieme di emozioni che potrebbero essere riassunte nel legame, forte, e con l’istituzione della questura ancor più consolidato, tra la Polizia di Stato e un territorio intero, con le sue ferite, molte ancora sanguinanti, ma con la voglia di ripartire, con il coraggio e la perseveranza nel rialzare la testa forti dei valori che permeano il Fermano. E su tutti, l’essere un corpo unico, cittadini, istituzioni, forze dell’ordine, nel custodire i tesori valoriali ma anche sociali, comunitari, artistici di quel qualcosa di prezioso, inimitabile, che fa di Monsampietro Morico, del Fermano, un unicum di suggestioni e bellezza, ma anche di muscoli e sudore. Questa mattina le più alte cariche istituzionali e militari della provincia, con in testa il prefetto Vincenza Filippi, sono arrivate a Monsampietro Morico per festeggiare nella chiesa di San Michele Arcangelo la festa del patrono della Polizia di Stato. Ad attenderle, ovviamente la padrona di casa, il sindaco Romina Gualtieri e il questore Luciano Soricelli. E al termine della funzione religiosa proprio il primo cittadino e la Pro loco hanno offerto un buffet ai presenti.

“La scelta di festeggiare qui – il commento del questore Luciano Soricelli – è stata mirata e possibile grazie alla grande disponibilità del sindaco Gualtieri. Abbiamo voluto celebrare il patrono a Monsampietro Morico, in una chiesa che oltretutto porta il suo nome, per esprimere la nostra vicinanza a tutta la comunità del Fermano e poi perché siamo in una chiesa riaperta da circa un anno dopo il sisma. Mi sembrava doveroso condividere con questa comunità la nostra gioia nel celebrare la  festa di San Michele Arcangelo.  In un anno e mezzo (dall’istituzione della questura) stiamo portando avanti un grande lavoro e questo proseguirà. Il percorso è complicato però posso assicurare la presenza costante sul territorio di tutte le forze dell’ordine, non solo della polizia di Stato. Il fine è quello di rendere questa comunità, già sana, ancor più vivibile per tutti”. “Abbiamo atteso a lungo che questa chiesa fosse riaperta per ridonarla, dopo il sisma del 2016, alla comunità. Ed oggi – il punto del sindaco Romina Gualtieri – siamo stati onorati di celebrare la festa del patrono della polizia proprio qui, insieme alla nostra comunità e ai nostri bambini della scuola Giovanni Paolo II. Sul fronte ricostruzione abbiamo operato diverse messe in sicurezza eliminando rischi esterni anche se delle inagibilità restano. Comunque sono stati approvati numerosi progetti tra cui quello della sede del Comune. A breve inizieranno i lavori poiché totalmente inagibile. Poi sarà la volta del teatro, abbiamo ricevuto un importante finanziamento. E anche in ambito di edilizia privata ci sono belle novità. La situazione si sta muovendo anche se tutti auspichiamo celerità, sburocratizzazione e vicinanza ampia al sisma del centro Italia”.

Alla celebrazione religiosa, officiata dal monsignor Rocco Pennacchio, arcivescovo di Fermo, hanno preso parte anche diversi cittadini. Tra i presenti i vertici della Carifermo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, Amedeo Grilli e Alberto Palma, il senatore M5S Giorgio Fede, rappresentanti di vari Comuni del Fermano, don Vinicio Albanesi, associazioni di volontariato, quella della polizia di Stato, la Croce azzurra di Santa Vittoria in Matenano. E poi loro, soprattutto loro, i bambini della scuola di Monsampietro Morico e Belmonte che, con uno striscione, hanno dato il personale benvenuto alla polizia di Stato con tanto di cappellini blu proprio della polizia in testa. Soprattutto loro, si diceva. Sì perché sono loro il segno di speranza, la forza di ripartire, sono loro ad esprimere i sorrisi più sinceri a quegli uomini e quelle donne in divisa pronti ad una carezza, affascinati dalla divisa e aperti a riscoprire,  e perché no, a rinvigorire, a purificare il valore assoluto delle istituzioni. Faro di un territorio che vuole rinascere.

 


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