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Ponzano di Fermo e Monte Giberto insieme per commemorare i caduti di tutte le guerre

RICORDO - Un forte senso di coinvolgimento nel silenzio tra i presenti, interrotto solo dall'accompagnamento musicale della Banda di Falerone
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La scorsa domenica 17 novembre i Comuni di Ponzano di Fermo e Monte Giberto si sono uniti per commemorare i caduti di tutte le guerre.  Un momento significativo per le due comunità, scandito dal ricordo e dalla commozione.

Organizzata nell’ambito delle celebrazioni per la Festa dell’Unità nazionale e delle forze armate, la manifestazione è iniziata nella chiesa di Santa Maria e San Marco di Ponzano, alla presenza del Luogotenente Comandante della Stazione dei Carabinieri di Petritoli Quarta Zenobio, delle autorità cittadine, delle forze dell’ordine locali, del gruppo comunale della protezione civile. La messa è stata officiata da Padre Umberto, che ha ricordato come ciascuno nel proprio piccolo possa contribuire a costruire la pace, scegliendo il modo di rapportarsi all’altro.

I presenti si sono spostati di fronte al Monumento ai Caduti, ai quali è stato reso omaggio con la deposizione di una corona di alloro e l’appello dei combattenti del paese caduti durante le guerre che hanno coinvolto la nostra nazione.
Alcuni ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado hanno letto delle riflessioni sulla guerra e sull’importanza di conoscere e ricordare fatti così temporalmente lontani da loro, per non dare mai per scontata la condizione di pace in cui viviamo.

A tale momento è seguito il discorso del sindaco Ezio Iacopini; a partire dalla citazione della frase presente sulla lapide apposta sulle mura di Ponzano “Agli eroici figli che per la libertà dei popoli e i diritti della patria tutto immolarono, Ponzano con amore ed orgoglio di madre” il primo cittadino ha sottolineato come le guerre abbiano coinvolto direttamente le nostre piccole comunità. Si è commosso, condividendo il ricordo di chi quelle guerre le ha vissute in prima persona: reduci che ha conosciuto e che alla fine della loro vita non riuscivano ancora a darsi pace per i tanti giovani compagni che hanno visto morire. “Non il freddo, non la fame, non il dolore fisico mi ha causato tanta sofferenza”gli raccontava uno di loro piangendo, “ma vedere ragazzi come me, morire tra le mie braccia e non fare più ritorno a casa”. É importante che il ricordo di tali fatti sia mantenuto vivo, affinchè il sacrificio di quei ragazzi non rimanga vano e la pace sia difesa, oggi come allora.

Un forte senso di coinvolgimento nel silenzio tra i presenti, interrotto solo dall’accompagnamento musicale della Banda di Falerone.

Dopo un momento analogo nel Comune di Monte Giberto, c’è stato il pranzo conviviale, al quale hanno partecipato i cittadini, le autorità per proseguire insieme una giornata in cui generazioni diverse si sono unite nella riflessione, nella preghiera, nel ricordo e nella condivisione.


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