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Ceriscioli e Cesetti: “Dal 2015 ad oggi più risorse al Fermano che nei 45 anni precedenti”

FERMO - Il Governatore rendiconta gli investimenti della legislatura: "Al Fermano 255 milioni e nel nuovo bilancio triennale nessuna provincia ha avuto più risorse"
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di Pierpaolo Pierleoni

Tappa fermana, stamattina, quella del governo regionale, per tracciare un bilancio del lavoro svolto nella legislatura che volge al termine. A rendicontare il presidente della Regione Luca Ceriscioli, con l’assessore al bilancio Fabrizio Cesetti, il consigliere Francesco Giacinti e la presidente della Provincia Licia Canigola. Si parte dai dati complessivi, per poi concentrarsi sulla quinta provincia marchigiana. “Abbiamo investito cifre imponenti – esordisce Ceriscioli – Parliamo di somme complessive di 3 miliardi e 19 milioni di euro di investimenti pubblici. Di questi, circa 1,2 miliardi vengono dalle risorse per il sisma”. Snocciolando le cifre, si va dal miliardo di euro in connessioni, agli 1,1 miliardi per l’edilizia, ai 244 milioni per la difesa del territorio.

“Tra le connessioni – puntualizza Ceriscioli – consideriamo 102 milioni per la banda ultralarga, 4 milioni per i cammini religiosi, se ne parlava da sempre ma non si erano mai finanziati. Ci sono quasi 52 milioni per 250 chilometri di ciclovie in tutta la regione, 47 milioni in infrastrutture ferroviarie, ben 790 milioni nelle strade, una voce su cui influiscono in buona parte i contributi per il sisma. Ci sono anche 27 milioni per il rinnovo di mezzi ferroviari e 25 per la riqualificazione del parco mezzi automobilistici”.

Sull’edilizia, “sono molti i 431 milioni in edilizia sanitaria, con due ospedali nuovi, Amandola e Fermo, parte dell’Inrca, le riqualificazioni del sistema ospedaliero. Altri 515 milioni riguardano l’edilizia scolastica ed altri fondi arrivano per il 2020, parliamo di ricostruzione o di messa in sicurezza. Sulla difesa del territorio abbiamo speso 52 milioni nella difesa della costa, più di quanto speso in passato, ed abbiamo un nuovo piano della costa che permetterà di collocare scogliere emerse anche dove non erano previste. Le risorse per il rischio idrogoeologico sono state 173 milioni”.

Conclusa la disamina generale, tocca all’assessore al bilancio Fabrizio Cesetti parlare “della mia Fermo. Uno dei grandi meriti di questa amministrazione è stata la distribuzione equa ed in una progettualità ampia che tenesse tutto insieme. Abbiamo un nuovo ospedale unico finanziato da subito ed integrato nel nuovo bilancio con altri 30 milioni. Ad Amandola si sono aperte le buste per nuova struttura, tra l’altro affidata ad una ditta marchigiana. Non dimentichiamo i 4 milioni per la conversione dell’ospedale di Montegiorgio e delle risorse per superare i deficit infrastrutturali”.

Si sofferma, Cesetti, sull’area di crisi complessa. “Non è un guscio vuoto, ma un contenitore con dentro le risorse per crescere. Se pensiamo all’area di crisi guardando solo al settore manifatturiero, non andiamo da nessuna parte. Non si può pensare a questa opportunità senza risorse per colmare il gap infrastrutturale del territorio. Il manifatturiero da solo non ce la farà mai, serve esplorare nuove vie di sviluppo. Un tema è la terza corsia, altro la Mezzina, come la Mare-Monti e le scogliere emerse. Noi sull’area di crisi mettiamo tra i 13 ed i 15 milioni di euro, chiediamo al Mise di mettere quanto meno altrettanto”.

Una puntualizzazione, dall’assessore regionale, tocca la città di Fermo. “Che non si legga come una polemica, è noto il mio ottimo rapporto con l’amministrazione Calcinaro. Ma non è vero che è stata brava Fermo ad intercettare risorse comunitarie: lee risorse sono regionali. Il bravissimo dirigente del comune di Fermo, che fu mio dirigente in Provincia, lo sa bene. Quando Fermo ha presentato il progetto Iti urbani, Fermo aveva perso. La giunta Ceriscioli lo ha recuperato e finanziato insieme agli Iti urbani di tutti i capoluoghi di provincia. Quando si è inaugurato il terminal, ricordiamo che lo ha finanziato la Regione, non Bruxelles”.

Cesetti chiude con una scommessa: “Scommetto che il Fermano ha avuto più risorse in questi 5 anni che dal 1970, quando sono state costituite le Regioni, al 2015. Questa provincia ha avuto 78,5 milioni sul sisma più 176 milioni di fondi ordinari, il totale è di 1.469 euro procapite e nel prossimo bilancio ci sono anche altri 38 milioni, più dei 16 per Ancona, dei 6 per Ascoli, dei 12 per Macerata e dei 13 per Pesaro”. Sulla spesa pro capite divisa per provincia, Ceriscioli aggiunge: “Pesaro ha avuto investimenti per 639 euro procapite, certo non si può dire che io abbia favorito la mia area di provenienza. Ancona sta a 1.195 euro pro capite, le più alte sono Ascoli e Macerata, con 2.825 e 2.624, ma incidono molto le somme per la ricostruzione post sisma. Se disaggreghiamo i fondi del terremoto, Fermo è al pari di Ascoli e Macerata”.

Le conclusioni al consigliere Giacinti: “I numeri dicono la verità. Ma al di là delle cifre è evidente l’attenzione particolare spesa da questo governo regionale. La distribuzione delle risorse non va effettuata solo secondo equità, ma attraverso una attenta valutazione delle necessità”. La presidente della provincia Canigola: “Il Fermano ha vissuto un periodo particolarmente svantaggiato ed i tanti investimenti di questi ultimi anni erano necessari. C’è un grande visogno di infrastrutture, reali ed immateriali, e strutture sanitarie,è importante che siano arrivate risposte concrete negli ultimi anni”.

Un ultimo accenno va al problema autostrade ed al sogno terza corsia. “Chi può esplorare nuove vie di sviluppo se si impiegano 4 ore da Pescara a Porto San Giorgio? – si chiede Cesetti – Noi abbiamo posto il tema della terza corsia anche nella questione dell’area di crisi complessa. Quella fino a Pedaso sarebbe immediatamente cantierabile. Anni fa mi dissero che i flussi di traffico non giustificavano l’investimento, vorrei vedere se ora avrebbero il coraggio di dirmi la stessa cosa. Il 30 gennaio incontrerò il ministro De Micheli e porrò il tema A14 nella progettualità con un impegno chiaro. E’ chiaro che vista la situazione nazionale ci sono oggettive difficoltà”. La volontà c’è, ma Ceriscioli rimane realista. “Il buon senso dice che sarà difficile ottenere quest’opera. Il Governo sembra intenzionato alla revoca della concessione a Società autostrade e in questo contesto non è semplice immaginare che si realizzino grandi investimenti”.


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