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‘Attenzione, sono pericolosi’:
Psicosi da coronavirus, volantini contro il manager Vitali tornato dalla Cina

MONTERUBBIANO - Tornato da Nenchino con la moglie e le figlie, è in perfetta salute, ma in paese viene trattato come un untore, ha sporto denuncia contro ignoti per calunnia
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di Pierpaolo Pierleoni

“Attenzione! Sono tornati di nascosto dalla Cina i Vitali senza sottoporsi agli organi di controllo. Sono soggetti pericolosi”. Parole come pietre, scritte su una serie di volantini diffusi tra Monterubbiano e Moresco. Una storia di ordinaria ignoranza che la dice lunga sul clima di caccia alle streghe che si respira dall’inizio dell’epidemia di coronavirus. Il bersaglio sono Ermanno Vitali e la sua famiglia. Il manager, originario di Monterubbiano, da anni residente in Cina, due giorni fa ha condiviso su Facebook la propria costernazione per il volantino circolato in zona.

“Vorrei dire a tutti gli amici, ma sopratutto ai cittadini del comune di Monterubbiano – ha scritto – che questa azione vile e codarda non offende solo me e la mia famiglia ma anche un intero popolo, quello cinese, che sta vivendo un momento di grandissima difficoltà e per il quale è invece necessario e doveroso esprimere la massima solidarietà. Spero che i sentimenti che scaturiscono da questi volantini, ovvero intolleranza e discriminazione, siano parte soltanto di una minoranza, e che la maggioranza invece sia pronta a difendere i principi che dovrebbero sostenere una società civile: rispetto, educazione, integrazione, solidarietà”.

Vitali vive a Nenchino, è responsabile per la Cina della Faam Spa. E’ sposato con una donna cinese e padre di tre figlie. Da qualche settimana, quando è partita l’emergenza, ha deciso di tornare nella terra natale insieme ai suoi cari. “Noi viviamo a Nenchino, a circa 800 km da Wuhan, la nostra è una delle aree meno colpite dalla diffusione della malattia – spiega Vitali – Le prime notizie sul coronavirus hanno iniziato a circolare intorno al 20 gennaio, quando si festeggiava il capodanno cinese. E’ stata mia moglie a voler partire. Lei ha vissuto anni fa l’epidemia di Sars, all’epoca si trovava a Pechino. Mi ha detto: partiamo. Nei giorni a seguire sono state assunte misure sempre crescenti di sicurezza. Abbiamo deciso di tornare in Italia e ci siamo sottoposti a tutti i controlli previsti sia a Nenchino, che a Francoforte, dove abbiamo fatto scalo”.

Qualche giorno dopo il rientro a Monterubbiano, l’amara sorpresa. La diffidenza, i timori, infine quel volantino che tratta l’imprenditore ed i suoi cari come appestati. Vitali ha sporto denuncia per calunnia ai carabinieri, che stanno procedendo con le indagini. “Vorrei invitare gli autori di quei fogli a farsi avanti – continua il manager – Si mostrino e si scusino, sono pronto a ritirare la denuncia. Sono convinto che ci sia tanta gente che non la pensa come loro. Monterubbiano è un po’ lo specchio delle paure che si respirano in tutto il mondo, in un vortice di informazioni, ma anche fake news. Comprendo le preoccupazioni, se siamo ripartiti è perchè eravamo preoccupati anche noi, ma questo non autorizza a fare terrorismo e fare affermazioni pesantemente offensive. Fa paura la semplicità con cui si attaccano le persone senza sapere nulla”.

Una delle figlie di Vitali frequenta il primo anno di scuola in Italia, mentre le altre due studiano in Cina. E proprio dal plesso scolastico del paese hanno iniziato a serpeggiare malumori e sospetti. Quando la voce del ritorno dei Vitali si è sparsa a Monterubbiano e dintorni, si è iniziato a guardare con diffidenza anche la bambina. “La scuola ha avuto una condotta impeccabile, siamo stati convocati, abbiamo parlato sia con la dirigente che con la maestra, sono state fornite tutte le rassicurazioni possibili, lei poteva tranquillamente continuare a frequentare le lezioni. Abbiamo deciso di tenerla a casa per due settimane, esclusivamente per precauzione e per tutelarla da un clima di ostilità e diffidenza che non le avrebbe fatto bene. Io e la mia famiglia stiamo benissimo, se avessi nutrito il minimo dubbio di aver contratto il coronavirus, non sarei mai rientrato, col rischio di diffondere la malattia e di contagiare anche le persone della mia famiglia”.

Oltre all’epidemia, alle vittime ed alle tante persone contagiate, la questione coronavirus produrrà contraccolpi evidenti sull’economia cinese ed internazionale. “Su questo non c’è dubbio – nota l’imprenditore – le conseguenze saranno enormi. Basti pensare che tutta la produzione industriale cinese è completamente ferma da 20 giorni e che verosimilmente lo sarà almeno per un altro mese. Questo produrrà difficoltà enormi anche per tutte quelle aziende che nel mondo si approvvigionano dai produttori cinesi. Un calo del fatturato, quindi anche del lavoro, sarà inevitabile”.

Vitali non sa ancora quando tornerà a Nenchino. Aveva ipotizzato di ripartire il 18 febbraio, ma dipenderà molto dall’evoluzione dell’epidemia, potrebbe trattenersi ancora per una o più settimane. Il manager si è affermato all’interno della Faam, società leader a livello internazionale nella produzione di batterie industriali ad alta efficienza energetica. Dopo aver affrontato una nuova esperienza professionale, da general manager di una joint venture di Ansaldo Breda-Chuanyi, nal campo dei trasporti ferrotranviari, da un anno è rientrato in Faam, di cui è rresponsabile per la Cina, coordinando un team di circa 50 persone. Spera di tornare presto al lavoro ed alla vita di tutti i giorni, ma di certo rimarrà l’amarezza per l’esperienza vissuta in queste settimane. Anche perchè, fa notare, “avrei apprezzato un po’ di vicinanza dalle istituzioni. Una parola dal sindaco, magari un messaggio di solidarietà dal parroco, per distendere un po’ gli animi. Invece, silenzio assoluto, fatta eccezione per la scuola, che si è comportata con la massima serietà”.


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