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Dai buoni spesa ai test sierologici,
il punto sull’emergenza Covid19 in assise:
le angosce di famiglie e imprenditori

MONTEGRANARO - Consegnati i primi 80 buoni spesa. Sono state circa 470 le domande pervenute. In apprensione anche imprenditori montegranaresi


Si è svolta nella Sala consiliare una riunione allargata voluta dal sindaco Ediana Mancini e da tutta la giunta per mettere al corrente le forze di maggioranza e di minoranza, così come realtà come Caritas, parrocchia e Azione Cattolica, sulla situazione legata alle richieste per i buoni spesa, il cui bando si è chiuso ieri.
“Stamattina è partita la distribuzione fatta da dipendenti comunali – ha spiegato nella sua introduzione il sindaco – e abbiamo scritto sul sito i loro nominativi (Mancini, Castelli e Palmieri) che si stanno recando direttamente presso i singoli domicili. Avevamo l’esigenza di spendere il prima possibile le risorse assegnate dal Governo per sostenere le famiglie. Sono in corso le opportune verifiche da parte del nostro ufficio, ma sono già oltre 80 i buoni alimentari consegnati, unitamente alle mascherine che sono state donate alla nostra Amministrazione”.


“Sono state circa 470 le domande pervenute – ha rimarcato l’assessore Giacomo Beverati – e in questa fase stiamo verificando la compatibilità con i criteri del bando. Il personale comunale, che ringrazio per l’enorme sforzo fatto, sta caricando i dati ed entro domani mattina dovremmo avere l’elenco completo per comprendere anche quante saranno quelle ammissibili”.
“Nella stesura del bando – ha precisato la funzionaria dei Servizi Sociali Monia Ricci – abbiamo cercato di favorire le situazioni di disagio che stanno riscontrando le famiglie, cercando di renderlo semplice a livello di requisiti e con maggiore attenzione alle situazioni legate al problema Covid. É stata creata una lista di casistiche, inserendo anche stati di bisogno economici legati a varie problematiche. Nello svolgere il nostro lavoro, in condizioni sicuramente particolari, abbiamo utilizzato diversi canali cercando di garantire sempre la sicurezza dei dipendenti e dei cittadini”.
Da una prima stima, dovrebbero essere circa 300 le richieste strettamente connesse all’emergenza Covid, come ha riferito l’assessore Beverati, che ha anche annunciato una probabile estensione del fondo per coprire tutte le esigenze. “Gran parte delle richieste, circa il 90%, riguardano i buoni da 300 euro rispetto a quelli da 150. Siamo consapevoli che queste cifre non cambiano la vita, ma in questa fase è doveroso andare avanti in questa direzione”.


“Per i buoni spesa abbiamo fatto la scelta di convenzionare tutte le attività alimentari – ha detto l’assessore Roberto Basso– e questo per mantenere una sorta di abitudine nel singolo cittadino”. “Adesso dobbiamo capire come procedere – ha aggiunto il sindaco – Già sappiamo che a Montegranaro questa situazione sta portando tanta difficoltà agli esercizi commerciali, alle imprese e alle famiglie, ma da qui ai prossimi giorni potremmo valutare tutti insieme le esigenze che vengono fuori e capire come farne fronte. Sicuramente non potrà essere un’amministrazione comunale a risolvere i problemi seri di famiglie e imprese, ma per quanto ci riguarda daremo sempre il massimo”.
In questi giorni lo stesso sindaco ha ricevuto diverse telefonate da parte di imprenditori locali. “Sono persone di Montegranaro che danno lavoro a famiglie di Montegranaro, che hanno un rapporto con i dipendenti che va al di là del lavoro stesso. Mi hanno espresso il loro timore fondato che nell’immediato, come nel futuro, ci saranno problemi gravosi. A tutti loro ho espresso la vicinanza della Giunta comunale e di tutta la comunità”.

Da una prima proiezione sul numero delle domande fatte per i buoni spesa – ha precisato il vicesindaco Endrio Ubaldi – potrebbero essere necessari ulteriori 15-20.000 euro per coprire tutte le richieste pervenute. Per quanto riguarda il bilancio comunale, sicuramente nei prossimi mesi avremo tantissimi contributi non riscossi e adesso dovremo ragionare su diversi fattori, facendo scelte ben precise e garantendo al contempo i servizi essenziali. Voglio evidenziare come nei giorni scorsi abbiamo fatto una variazione di 10.000 euro, approntati per effettuare le sanificazioni nel territorio comunale. Riguardo alle donazioni, abbiamo ricevuto 1.650 mascherine e 300 paia di guanti, distribuiti a Croce Gialla, Casa di Riposo, Vigili Urbani, Carabinieri, Caritas, Protezione Civile e operai del Comune. Ci stiamo muovendo anche nei confronti delle attività commerciali aperte”.


“Ci troviamo di fronte ad uno scenario mai avuto in passato, con situazioni analoghe in tutto il mondo – ha affermato l’assessore Aronne Perugini – Se c’è una possibilità di uscire in maniera dignitosa è quella di essere uniti, con ciascuno di noi, inteso come singolo cittadino, che deve mettere il proprio mattone. Se le dinamiche saranno altre, tutto sarà più complicato. Questa situazione cambia radicalmente le priorità, che oggi sono diverse e tutte le risorse drenate dal bilancio vanno verso l’assistenza alle famiglie, il sostegno ai commercianti con un intervento diretto, e infine le imprese, sulle quali la possibilità d’intervento da parte comunale è ridotta ma vogliamo comunque ragionare su tutte le modalità di aiuto possibili”.

“Diversi gli interventi nel corso della mattinata, tra i quali quello del consigliere comunale Lucio Melchiorri che – riferiscono dal Comune con una nota stampa – da imprenditore calzaturiero ha provato a fotografare una situazione già complessa ed i suoi sviluppi nell’immediato, invitando l’amministrazione a monitorarne costantemente gli effetti. Preoccupazioni, quelle di Melchiorri, espresse anche dal consigliere comunale Ermanno Vitali”.
“Mi permetto di benedire un momento di vera politica e di azione per il bene comune – le dichiarazioni di Don Sandro, riportate nella nota dell’ente – è un momento dove c’è richiesta profonda e forte condivisione d’intenti. Anche noi abbiamo ragionato sul fatto che l’emergenza sia solo agli inizi e che in questo momento dobbiamo mettere da parte tutto quello che è possibile, con le risorse destinate a situazioni di necessità verificate”.


“Cesare Ciarpella, presidente della Caritas, ha ricordato già come Montegranaro – aggiungono dal Comune – stesse vivendo un momento molto critico, acuito dall’emergenza Covid-19”. “Questa fase non è affatto semplice, ma noi – si legge nel comunicato stampa dell’ente – arriviamo bene con gli aiuti, nella distribuzione di pacchi e medicinali. C’è stata una generosità unica da parte dei cittadini di Montegranaro, la vera speranza per risorgere da questa situazione”.
“Molte delle informazioni le abbiamo veicolate alle nostre famiglie, facendo loro anche da supporto – ha spiegato Mauro Guerrini, presidente dell’Azione Cattolica, sempre secondo il Comune – Importante adesso è il supporto psicologico, perché alcuni ragazzi iniziano ad avere alcune difficoltà. Iniziano a sentire il peso di stare in casa, ma noi proviamo a fare incontri virtuali per raccontare il bello che c’è fuori e chi si sta impegnando per la nostra comunità”.
“Da parte loro, le forze di opposizione, rappresentate da Mauro Lucentini, Gastone Gismondi e Annalina Zincarini, nel rimarcare il prezioso contributo della Caritas – continuano dal Comune – hanno richiesto un’accelerazione nella collaborazione già avviata, con la creazione di una cabina di regia ad hoc per comprendere le reali esigenze dei cittadini”.


“Volevamo un confronto propositivo – ha concluso il sindaco – con proposte per il futuro da parte di tutti. Il fatto di non aver ancora approvato il bilancio preventivo può essere un fattore positivo, che ci dà la possibilità di capire quali risorse che prima avremmo speso diversamente potrebbero essere destinate nei confronti di famiglie e imprese. Adesso è fondamentale che tutti noi che rappresentiamo la comunità di Montegranaro avviamo un ragionamento condiviso, fatto di momenti tecnici e sistematici”.

Nell’occasione il sindaco Mancini ha anche illustrato una proposta già avanzata in sede di giunta e relativa alla possibilità di acquistare dei test sierologici. “Non sostituiscono i tamponi, ma permettono una verifica sul grado di diffusione di un virus in una comunità. Questo per consentire una fase 2, alla quale ci dobbiamo preparare, con imprese e attività commerciali che gradualmente potranno riaprire. Ho già chiesto la collaborazione di Asur e Regione per lavorare insieme nella promozione di questo importante screening. Ne ho parlato anche con vari imprenditori che sarebbero disponibili a dare una mano. Sarà una scelta che, ovviamente, faremo sempre dietro un’opportuna consulenza scientifica”.


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