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Le stime sullo stop dei nuovi contagi
«Nelle Marche non prima di fine giugno»
Ultimo posto con la Lombardia

COVID-19 - La previsione dell'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, coordinato da Walter Ricciardi

 

Stop ai nuovi contagi da coronavirus «non prima di fine giugno in Lombardia e nelle Marche». E’ la previsione dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, coordinato da Walter Ricciardi, (nel comitato esecutivo dell’Oms e ordinario di Igiene all’università Cattolica) e di cui direttore scientifico è Alessandro Solipaca. Secondo gli esperti, «la fine dell’emergenza Covid-19 in Italia potrebbe avere tempistiche diverse nelle regioni a seconda dei territori più o meno esposti all’epidemia».   E la nostra regione, dunque, a pari di quella più colpita d’Italia, sarà l’ultima a uscirne secondo l’Osservatorio. Le prime potrebbero essere Basilicata e Umbria il 21 aprile; il Lazio dovrà probabilmente attendere «almeno il 12 maggio»; Veneto e Piemonte il 21 maggio; Emilia Romagna e Toscana non ne usciranno «prima della fine di maggio», mentre il Sud Italia potrà forse cominciare a vedere la luce «tra fine aprile e inizio maggio». Infine le Marche che dovrebbero arrivare a zero nuovi contagi non prima del 27 giugno e la Lombardia, 28 giugno.

Walter Ricciardi, coordinatore dell’Osservatorio

In questo momento di pianificazione della cosiddetta fase 2, «è quanto mai necessario fornire una valutazione sulla gradualità e l’evoluzione dei contagi, al fine di dare il supporto necessario alle importanti scelte politiche dei prossimi giorni», afferma Solipaca. Per questo «l’Osservatorio ha effettuato un’analisi con l’obiettivo di individuare non la data esatta – puntualizza – ma la data prima della quale è poco verosimile attendersi l’azzeramento dei nuovi contagi». Un lavoro che «si basa sui dati messi a disposizione quotidianamente dalla Protezione Civile dal 24 febbraio al 17 aprile», spiega l’esperto. I modelli statistici stimati per ogni regione sono di tipo regressivo, di natura non lineare – spiegano dall’Osservatorio – e quindi non sono di tipo epidemiologico, pertanto non fondati sull’ammontare della popolazione esposta, di quella suscettibile e sul coefficiente di contagiosità R0, ma approssimano l’andamento dei nuovi casi osservati nel tempo. Le proiezioni tengono conto dei provvedimenti di lockdown introdotti dai Dpcm. Pertanto «eventuali misure di allentamento del lockdown, con riaperture delle attività e della circolazione di persone che dovessero intervenire a partire da oggi – spiegano gli esperti – renderebbero le proiezioni non più verosimili».

 


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