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Il pianto degli studenti,
l’emozione degli insegnanti
«Una maturità che non dimenticheremo»

SCUOLA - I racconti del Liceo Classico "Annibal Caro", del Liceo Scientifico "Calzecchi Onesti" e del Polo Carlo Urbani, che ha vissuto gli esami nei plessi di Porto Sant'Elpidio, Sant'Elpidio a Mare e Montegiorgio
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di Andrea Braconi e Pierpaolo Pierleoni

“Rivedere i nostri ragazzi dopo tanto tempo è stato un bel momento, peccato non poterli abbracciare”. Dopo mesi vissuti dialogando con loro attraverso uno schermo Monica Borghini, professoressa di scienze naturali del Liceo Classico “Annibal Caro” di Fermo, ha la voce segnata dall’emozione. Il debutto di una maturità all’insegna dell’emergenza Covid è stato per lei molto toccante e sicuramente positivo.

E se da un lato il dirigente Piero Ferracuti tiene ad evidenziare come tutto sia stato organizzato seguendo scrupolosamente la normativa vigente (con tanto di procedura scaricabile dall’home page del sito dell’istituto), dall’altro ci sono proprio loro, quei docenti che hanno dovuto e voluto supportare virtualmente i propri studenti, rivedendo anche una parte consistente della programmazione iniziale. Ma tutto, in questo primo giorni di esami, sembra essere scivolato via positivamente, anzi, molto meglio di come si potesse auspicare. “Questo è stato possibile perché nella commissione c’è stata subito sintonia con la presidente, molto disponibile a capire la situazione ed adattarsi ad essa – evidenzia Borghini -. Insieme abbiamo gestito le tre fasi del colloquio, con i ragazzi che sono partiti dall’elaborato sulla materia d’indirizzo. Successivamente è stato loro proposto un testo di italiano che hanno commentato da un punto di vista tecnico, poi la commissione ha proposto un documento che è stato discusso all’inizio della mattinata”.

Un colloquio, va rimarcato, che si è sviluppato anche in maniera interdisciplinare. “Gli studenti sono stati bravi, qualcuno più emozionato, qualcuno meno. Insomma, una giornata che non dimenticheremo”.

Anche sul versante del Liceo Scientifico “Calzecchi Onesti”, guidato dalla preside Marzia Ripari (in questi giorni impegnata in una scuola di San Benedetto del Tronto) è stata una giornata speciale, come raccontano due docenti. “Per me come insegnante di una quinta che ho avuto per 5 anni, quindi una classe che ho preso in prima e che ho portato alla maturità, è stata una grande emozione rivederli, anche alla luce dell’esperienza della didattica a distanza – rimarca Paola Di Cintio -. Ho visto da parte loro l’emozione di rimettere piede a scuola. C’è anche tanto rammarico per il fatto di aver concluso un ciclo in questo modo, avendo perduto gli ultimi 3 mesi di scuola, quelli che si vivono più intensamente. C’è stata l’emozione di interrogarli per l’ultima volta e spero, come ho detto loro, di incontrarli in altri contesti”.

Dopo tre mesi di didattica a distanza anche Biancamaria Poeta, insegnante di matematica e fisica, è stata travolta dall’onda emotiva del rivedere i propri studenti, di potersi guardare anche solo negli occhi. “È stata davvero grande – commenta -. Siamo riusciti oggi a comunicare forse in modo anche più intenso di come facevamo ogni giorno in classe, davvero solo con uno sguardo. I ragazzi questa mattina si sono dimostrati seri, motivati, grintosi, desiderosi di esprimersi, di mostrare il lavoro fatto in questi cinque anni ma anche in questi tre mesi. Temevo un abbassamento di tono che invece non c’è stato. A parte una giusta e giustificata emozione iniziale, tutti gli studenti hanno evidenziato disinvoltura e scioltezza anche nel gestire questa nuova modalità, questo maxi colloquio formato da cinque parti. I ragazzi hanno saputo interconnettere i vari momenti e muoversi senza difficoltà, né titubanze. Mi sono sembrati come cresciuti, maturati, temprati da ciò che, comunque insieme, abbiamo affrontato e vissuto in questi tre mesi in cui, comunque, li ho ‘incontrati’ ogni mattina. Come docente oggi, sono uscita da scuola stanchissima (in questo periodo abbiamo lavorato in modo molto più intenso rispetto alla normalità) ma davvero gioiosa e molto, molto soddisfatta”.

Primo giorno all’insegna della regolarità anche nei plessi Porto Sant’Elpidio, Sant’Elpidio a Mare e Montegiorgio del Polo Carlo Urbani. “È andato tutto positivamente – sottolinea il dirigente Roberto Vespasiani – anche il collegamento con i lavoratori fragili che componevano alcune commissioni ed erano connessi da casa ha funzionato correttamente. Certo, è una maturità anomala, nella quale si è persa tutta quella dimensione comunitaria che rappresenta un elemento essenziale della scuola”.

Vespasiani, inoltre, racconta un piccolo ma significativo episodio. “Ho chiesto ad una studentessa del plesso di Porto Sant’Elpidio, appena terminato l’orale, se desiderasse dire qualcosa per salutare i suoi insegnanti. E’ scoppiata in lacrime come una bambina. Non li vedeva in carne ed ossa da 4 mesi, oggi li ha rivisti ed era già il momento del commiato. Credo che in quel pianto ci siano tutte le paure, i dubbi e le fragilità che questa esperienza ha comportato per i ragazzi. Qualcosa che nessuna ordinanza ministeriale e nessun Dpcm potranno spiegare”.


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