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Marco Vita lascia il calcio:
”Giocare non è più il mio sogno”

IL PERSONAGGIO - L'esperto e navigato centrocampista leva del 1994 precisa: "L’ultimo infortunio mi ha fatto riflettere e mi ha dato la consapevolezza di nuovi orizzonti. Un grazie a tutti quelli che hanno creduto in me"
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Marco Vita, stagione sportiva 2013/14, in forza alla Fermana in Serie D

di Paolo Gaudenzi

 

MONTEGIORGIO – Una lunga lettera e consegnata alla pagina personale su uno dei più noti social.

Marco Vita lascia il calcio giocato. Il centrocampista classe 1994, in provincia con le maglie di Fermana e Montegiorgese in serie D, al San Marco Servigliano in Eccellenza, precisa quanto segue.

Quest’anno non riprenderò a giocare a calcio – afferma sul web -. Chiudo un grande capitolo della mia vita. Voglio rendere pubblica questa mia decisione anche per tutte le persone che hanno sempre creduto in me, hanno fatto il tifo per me e mi hanno sempre sostenuto in questi anni – illustra il mediano, tra le altre già in forza a Tolentino, Gavorrano, Termoli, Vis Pesaro, Jesina e Giulianova -. Potrei parlare ore ed ore della mia passione per questo sport e del tempo che ho trascorso fin da piccolo con la palla tra i piedi. So quanto mi ha dato ed insegnato il calcio, quanto mi ha fatto sognare e quanto significa per me. Riesco a ripercorrere ogni tappa, sono partito da casa a 14 anni ed ho avuto l’onore di crescere nel settore giovanile del Milan, poi ho giocato in squadre di prestigio e queste esperienze mi hanno dato veramente tanto: mi hanno permesso di conoscere tanti compagni di vita, tanti fratelli, tanti grandi mister, tante città e tante belle persone”.

Il calcio mi ha regalato dei momenti di gioia indescrivibili e tante soddisfazioni, mi ha fatto crescere sotto tutti gli aspetti. Ho imparato a superare le difficoltà e a non mollare mai. So bene anche quanto ho dato per il calcio, spendendo tutto me stesso senza tirarmi mai indietro – ha concluso l’ormai ex centrocampista -. L’ultimo infortunio mi ha fatto riflettere e mi ha dato la consapevolezza di nuovi orizzonti. Ho capito che giocare a calcio non è più il mio sogno, e accettarlo è stato un passo fondamentale per me. Non guardo indietro con il rimpianto di quello che poteva essere ma con tanta gratitudine per tutto quello che è stato. Fiero ed orgoglioso. Grazie a tutti i miei compagni di viaggio ed a tutti i miei mister. Grazie a tutte le società in cui ho giocato. Grazie a tutti i lavoratori, tifosi e appassionati del mondo del calcio. Grazie davvero. Grazie al Calcio“.


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