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Bici contromano sul lungomare
Cosa cambia nel Codice della Strada

PORTO SAN GIORGIO - Via libera alle bici contromano sul lungomare Gramsci in forza del decreto semplificazione che prevede tale posibilità nelle strade urbane con limite di velocità pari a 30 km/h. Tante le novità previste nel Codice della Strada.
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di Sandro Renzi

Semmai qualcuno avesse ancora qualche dubbio, ci pensa il decreto “semplificazione” a fare chiarezza su quello che le biciclette potranno fare in città. E soprattutto a placare gli scatti d’ira di molti automobilisti che, affrontando il senso unico del lungomare, si sono trovati e si troveranno faccia a faccia con le due ruote. Ebbene la “miniriforma”, come è stata ribattezzata, del Codice della Strada inclusa nell’ennesimo decreto, prevede espressamente che le bici possano andare anche contromano sulle strade urbane con un limite massimo o inferiore ai 30 km/h. Lo stesso che l’Amministrazione Loira ha previsto oltre un mese fa per il lungomare, con buona pace di chi alla guida della propria vettura era abituato a transitare a velocità più elevate.  Insomma a nulla servirà imprecare e baccagliare incontrando una o più biciclette dirette a sud in via Gramsci, in senso opposto a quello delle auto per intenderci. Il Codice a breve lo certificherà.

Ma se è vero questo e gli automobilisti dovranno quindi prestare molta più attenzione, è altrettanto vero che non è disciplinato e consentito alle bici di transitare in direzione sud, ad esempio, su viale Cavallotti, tanto più ora che non esiste neanche una parvenza di ciclabile su carreggiata delimitata da una striscia bianca come in passato. Ma c’è una pista all’interno dell’area verde che, stando ai rumors, presto potrebbe essere identificata con tanto di segnaletica a terra come ciclabile a tutti gli effetti, come richiedono peraltro i ciclisti ormai da anni. Servirebbe a sgombrare il campo da dubbi motivati dalla promiscuità della pista e, anche in questo caso, ad evitare battibecchi frequenti soprattutto nella zona centrale dei giardini storici. Quella amata da mamme con passeggini al seguito, anziani, gruppi di amici a passeggio che incuranti delle bici occupano la pista e non lesinano di volta in sola insulti ai malcapitati ciclisti di turno che si azzardano a suonare il campanello per farsi largo.

Il decreto “semplificazione” contiene altre novità per le due ruote ed in generale la mobilità dolce. Oltre alla ridefinizione della corsia ciclabile, che potrà essere impegnata anche da altri veicoli come i bus o attraversata, debutta la cosiddetta strada urbana ciclabile. Ha un’unica carreggiata, banchine pavimentate e marciapiedi, con limite di velocità non superiore a 30 km/h. In questa situazione la priorità è per i velocipedi. Precedenza alle bici anche nelle strade urbane a senso unico in cui è consentita la circolazione a doppio senso ciclabile. Poche invece le concessioni a favore del mondo delle auto. Si potranno così installare apparecchi fissi pe ril controllo della velocità pure sulle strade urbane, a patto che vi sia il parere del Prefetto. Altro provvedimento è quello inserito al nuovo articolo 12 bis del CdS. E’ la norma, in sostanza, che consente agli ausiliari del traffico  di accertare le violazioni in ambito urbano. “Poteri speciali” anche ai dipendenti delle municipalizzate (come i trasporti urbani) o delle imprese per la raccolta dei rifiuti solo nei casi ”connessi all’espletamento delle predette attività”. Ad esempio per sanzionare un’auto che, in sosta a ridosso di un bidone, può intralciare la raccolta dei sacchetti. Potranno quindi effettuare accertamenti utilizzando ”tecnologia digitale e strumenti fotografici”. Un occhio di riguardo infine alla cosiddette “zone scolastiche” nelle città.  Dove si trovano edifici adibiti ad uso scolastico potrà essere garantita una particolare protezione dei pedoni e dell’ambiente, limitando o escludendo addirittura la circolazione, la sosta o la fermata di tutte o di alcune categorie di veicoli, in orari e con modalità definiti con ordinanza del sindaco. I divieti di circolazione, di sosta o di fermata non si applicano agli scuolabus, agli autobus destinati al trasporto degli alunni frequentanti istituti scolastici, nonché ai titolari di contrassegno per disabili.


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