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“Hanno tradito i cittadini, la verità
sulle dimissioni verrà fuori”,
i j’accuse del Pd sulla crisi di giunta

MONTEGRANARO - "Ora ci prendiamo un momento di riflessione, poi il nostro partito ci sarà e quali saranno le persone a portare la nostra bandiera lo valuteremo con calma". Ipotesi Mancini tre
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di Leonardo Nevischi

Il day-after della caduta dell’amministrazione Mancini a Montegranaro è ricco di amarezza e sconforto, soprattutto in seno al Partito Democratico che appoggiava il sindaco Ediana Mancini e che, a seguito delle dimissioni di dieci consiglieri di opposizione e civici di maggioranza, hanno visto terminare anzitempo la loro seconda esperienza amministrativa.

«C’è profonda amarezza – ha esordito Laura Latini, ex presidente del consiglio e consigliere di maggioranza – Vorremmo davvero dire il motivo per cui questa amministrazione ha visto la sua fine tanto prematuramente ma non è dato saperlo nemmeno a noi. Subito dopo le elezioni e la conseguente formazione della giunta questo gruppo ha dato un forte segnale di responsabilità, appoggiando la scelta del sindaco Mancini di dare solamente due deleghe assessorili al Pd e distribuendo le altre tra gli indipendenti Beverati e Puggioni ed il gruppo Liberi per Montegranaro. La Mancini in totale trasparenza ha tentato di mantenere gli equilibri e noi, pur non condividendone la scelta, l’abbiamo rispettata. Nel giro di pochi mesi (da maggio ad ottobre) ci siamo trovati la formazione di un gruppo civico, che per dirla tutta non si è mai costituito in consiglio. Questo gruppo – seguita la Latini fornendo la sua cronistoria che ha portato alla crisi della giunta – aveva lo scopo di creare una forza in grado di tenere sotto scacco la tenuta della maggioranza. Tuttavia anche in quella circostanza chiudemmo un occhio, fino però ad arrivare ai recenti fatti con la revoca da parte del sindaco delle deleghe assessorili a Giacomo Beverati. Questo non è stato un fulmine a ciel sereno perché era una situazione deteriorata che andava avanti da tempo e quando i rapporti umani hanno messo in discussione i lavori della maggioranza il sindaco ha preso le dovute decisioni. Successivamente il capogruppo di maggioranza Andrea Franceschetti ha provato invano a convocare delle riunioni, ma non è stato possibile avere un confronto. Se ci fossimo parlati non saremmo arrivati a questo punto. Abbiamo appreso solo dalla stampa che il vicesindaco era così ferito dall’esclusione di Beverati da non poter andare avanti e rassegnare a sua volta le dimissioni: ma la sua sensibilità non è stata affatto scalfita quando la sindaca è stata offesa sulla pubblica piazza?»

«Al secondo mandato di un sindaco scattano le corse per la successione e forse Ubaldi, viste le vittorie alle Regionali della destra, ha ben pensato di mettersi in gioco da protagonista. Ieri mattina, per una strana coincidenza – ironizza con un filo di retorica la Latini – si sono ritrovati tutti in Comune per protocollare la rinuncia al mandato. Questo è aberrante perché si è tradito un mandato elettorale e la fiducia dei cittadini, in quali in un momento del genere non si sarebbero meritati un uso simile della cosa pubblica. Nel bel mezzo della situazione pandemica che stiamo vivendo, far commissariare un Comune è ancora più grave: il bene dei cittadini non è stato minimamente salvaguardato. Noi non abbiamo colpe: basti pensare che il sindaco aveva proposto come assessore Paolo Gaudenzi, scelta giusta visto che Paolo ci ha sostenuto nei cinque anni precedenti, e noi abbiamo nuovamente accettato per il bene e per la prosecuzione dell’amministrazione. Tuttavia il vicesindaco, in barba a tutti, ha scelto di agire diversamente. Io sono molto sicura che tutti i nodi verranno al pettine. Sarà bellissimo vedere il melting pot creato da tutti coloro che inizialmente ci hanno appoggiato e poi non avendo avuto la poltrona sono passati dall’altra sponda».

Laura Latini, ex presidente del consiglio e consigliere di maggioranza

«Chiedo scusa ai cittadini di Montegranaro per quanto accaduto, ma non mi sarei aspettato che sarebbe culminata così – il commento di un affranto Aronne Perugini, ex assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica, il quale poi analizza quanto accaduto – Il sindaco ha ritirato le deleghe ad un assessore e le reazioni sono state due: dire che fosse un fulmine a ciel sereno e constatare che non fosse il momento adatto per una scelta del genere vista la pandemia in atto. Tuttavia si sono smentiti (Perugini fa riferimento a Beverati e Ubaldi, ndr) perché lo stesso Beverati ha affermato che non si poteva andare più avanti e dunque la revoca non era poi così inaspettata, mentre il vicesindaco Ubaldi, che affermava che non si poteva aprire una crisi amministrativa in piena pandemia, ieri ha emesso un comunicato stampa nel quale rassicura la cittadinanza a stare tranquilla per il commissariamento perché i conti sono tutti in ordine. Tra le farneticanti comunicazioni di questi giorni, non c’è stata alcuna recriminazione di tipo amministrativa, dunque davvero questa scelta è stata fatta per il bene della nostra amata Montegranaro come tanto millantano? Il motivo è evidente: è un problema di poltrone“.

“Il sindaco ha deciso legittimamente di togliere una delega ad un assessore dopo averglielo anticipato già a luglio e senza aver avuto occasione di avere un confronto chiarificatore. Ediana Mancini non ha mai ragionato come gruppo, non ha mai fatto pesare i numeri ed i voti, altrimenti la giunta sarebbe stata composta diversamente. È incredibile che si sia arrivati ad una sfiducia di questo tipo, in qualsiasi altra amministrazione non sarebbe successo. Negli ultimi mesi abbiamo visto un vicesindaco commentare le scelte del governo perché, dopo aver lavorato al nostro fianco, aveva intenzione di riaccreditarsi a destra.

Aronne Perugini, ex assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici

Il tempo sarà galantuomo e la verità verrà fuori. Se noi abbiamo fatto male, dove stava il vicesindaco? – si interroga Perugini, che seguita – C’è stata ipocrisia politica nel dare le dimissioni per una decisione presa sull’assessore, perché sulla scheda c’era solo un nome, Ediana Mancini, e tutto il resto era eventuale ed accessorio. Dispiace sia finita così, perché c’erano i presupposti per realizzare il programma elettorale: basti pensare che abbiamo risolto tutti i problemi di bilancio. Tutto ciò è solo una questione di risistemazione del potere politico e amministrativo, e dei cittadini di Montegranaro al vicesindaco non glien’è importato nulla – chiosa Perugini che poi riavvolge il nastro di qualche anno -. Quando sfiduciammo Gastone Gismondi abbiamo presentato una mozione di sfiducia, siamo andati in consiglio comunale e ci abbiamo discusso: loro invece hanno agito senza confronto. Questa vicenda ci insegna che chi ha avuto politicamente tutto non si è saputo accontentare ma ha richiesto sempre di più: un anno e mezzo fa per rispetto di questo accordo politico non ho chiesto di essere vicesindaco nonostante mi spettasse. Dall’altra parte non c’è stato lo stesso rispetto che io ho mostrato. Comunque – sottolinea Perugini – in campagna elettorale ci saremo, non abbiamo paura di niente e di nessuno».

L’ex assessore Roberto Basso

Molto più sintetico ma allo stesso tempo efficace l’ex assessore Roberto Basso, che ha glissato: «Io non rimpiango nulla di questi anni di amministrazione comunale -. Quello che è successo non è accaduto semplicemente per il ritiro di una delega di un assessore, altrimenti sarebbe un unicum a livello nazionale. È evidente che ci sono altre motivazioni alla base. Ritirare le deleghe ad un assessore è all’ordine del giorno nelle altre amministrazioni, qui per tale motivo è caduta una giunta. Il loro scopo è solo quello di alimentare il chiacchiericcio ed evitando il confronto evitano di dire come stanno le cose alla cittadinanza. Ciò potrebbe essere scomodo per chi successivamente avrà altre intenzioni amministrative. Amare Montegranaro è come fare beneficienza: si fa, ma non si dice. Se la si ama realmente bisogna dimostrarlo con i fatti e non riempirsi la bocca con le parole».

Nominare le prossime elezioni non è un tabù per i democratici. «Ora ci prendiamo un momento di riflessione, poi il nostro partito ci sarà e quali saranno le persone a portare la nostra bandiera lo valuteremo con calma». Non è dunque esclusa l’ipotesi di un terzo mandato di Ediana Mancini, o se vogliamo, una conclusione del secondo che con oggi ha scritto definitivamente la sua parola fine.




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