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Sfiora il 70% la differenziata nel Fermano “Adesso lavoriamo sul recupero dei rifiuti”

FERMO - "Sono stati 6 anni importanti per la Provincia di Fermo - rimarca il vice presidente Stefano Pompozzi - e ci siamo praticamente allineati alla media regionale"
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di Andrea Braconi

Il periodo: 2013-2020. I dati: 69,7% di raccolta differenziata e 385 chili annui procapite di produzione rifiuti. Le variazioni, in positivo: più 20,4% nell’arco temporale preso in considerazione e 66 chili in meno. Con una differenza rispetto alle medie regionali che arriva quasi ad azzerarsi.

“Sono stati 6 anni importanti per la Provincia di Fermo – rimarca il vice presidente Stefano Pompozzi – e ci siamo praticamente allineati alla media regionale. Ci sono due aspetti da valutare: da un lato questo territorio ha sopperito alle emergenze di tutte le altre province, da Pesaro a Ancona, da Macerata a Ascoli, per abbancamenti e non solo; dall’altro, siamo partiti con un certo svantaggio, con 11 punti percentuali in meno nel 2013 rispetto alla media regionale, pur avendo ottime prestazioni come produzione procapite sempre stata bassa”.

Ma proprio nel periodo in considerazione il gap è arrivano a meno 1,9%, raddoppiando al contempo la riduzione di consumo procapite, attestatasi 120 chili a testa meno della media regionale.

“La Provincia è cresciuta di 20 punti percentuali di differenziata, questo è un dato di fatto, con ulteriori 70 chili in meno procapite di produzione rifiuti. Siamo contenti per questi risultati importanti e il primo ringraziamento va ai cittadini, perché sono loro che si impegnano quotidianamente, e alle Amministrazioni comunali. La fatidica soglia del 65% è stata superata da ben 32 dei 40 Comuni. Inoltre, in questi anni abbiamo erogato a 20 Comuni 1 milione di euro di finanziamenti regionali sulla base delle carenze da sopperire, dagli ecocentri ai centri del riuso. Quindi, il nostro adesso è un territorio che finalmente in termini di differenziata è al pari con gli altri”.

Obiettivo importante ma non ultimo, ribadisce Roberto Fausti, dirigente del Servizio Ambiente. “Recentemente è stata recepita la direttiva comunitaria sull’economia circolare e sono cambiate le prospettive. È stato inserito l’effettivo recupero e quindi serve impegno per la qualità della differenziata. Certo, è più difficile, bisogna tornare dal cittadino e spiegargli come differenziare al meglio. Ci sono rifiuti non facilmente separabili, quindi lo sforzo è comune sia da parte dei produttori di beni che dei consumatori e degli enti locali”.

L’Amministrazione provinciale è anche in procinto di chiudere la programmazione d’Ambito, all’interno della quale saranno individuate iniziative e attività che dovrebbero portare a raggiungere questo importantissimo obiettivo. “Altrimenti – è il Fausti pensiero – troveremo una parte differenziata non riutilizzabile in altri processi e che continuerà ad andare impropriamente in discarica”.

“Fare questo piano in maniera compiuta – spiega Pompozzi – significa scrivere realmente quali saranno le discariche di diretta gestione e quale l’impiantistica. C’è poi la questione tariffaria, quindi la necessità di creare un sistema di perequazione. Nel Fermano abbiamo un vantaggio, cioè siamo in grado di chiudere il cerchio perché per discariche e impiantistica non abbiamo bisogno di nessuno. Contiamo di approvare a settembre con l’assemblea dei sindaci il documento definitivo di pianificazione d’ambito”

“La Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) ha stabilito un criterio di determinazione delle tariffe su cui stiamo lavorando in questi giorni – chiosa Fausti in merito alla Tari -. Puntiamo ad un sistema omogeneo per determinare i costi e arrivare a fine percorso ad avere una tariffa uniforme”.


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